Congedo straordinario per assistere il suocero: quando spetta?

Il congedo straordinario retribuito viene riconosciuto in base ad un vincolante ordine di priorità familiare che scala solo in determinati casi.

Congedo straordinario per assistere il suocero: quando spetta?

Il congedo straordinario retribuito permette al lavoratore dipendente di assistere un familiare con grave handicap in base alla legge 104 del 1992 per un massimo di 24 mesi durante i quali oltre ad avere un’indennità mensile calcolata sugli elementi base della retribuzione, ha copertura figurativa ai fini previdenziali.

Congedo straordinario retribuito e l’ordine di priorità familiare

Il congedo regolato dalla legge 151 del 2001, viene riconosciuto in base ad un vincolante ordine di priorità familiare che scala solo in caso di mancanza, decesso o patologia invalidante dell’avente diritto.

L’avente diritto si individua, quindi, nel seguente ordine:

  • coniuge convivente
  • genitori, anche non conviventi
  • figli conviventi
  • fratelli e sorelle conviventi
  • familiari e affini entro il terzo grado conviventi
  • figli non conviventi (a patto che stabiliscano la convivenza con il genitore disabile prima dell’inizio della fruizione del congedo stesso).

Rispondiamo ad una lettrice di Money.it che ci scrive:

“Buongiorno, volevo sapere se posso chiedere il congedo straordinario di 24 mesi retribuito per la 104 di mio suocero. Partendo dal presupposto che io, mio marito e i suoi genitori abitiamo tutti sotto lo stesso tetto e quindi un solo nucleo familiare. Mio suocero ha un tumore e sta facendo le radioterapie, mia suocera non riesce ad accudirlo in quanto lei è cardiopatica ed ha un’invalidità del 75%. Mio marito è diabetico da circa trent’anni, insulinodipendente e invalido (invalidità del 46% di cui sta chiedendo l’aggravamento). Io che sono una dipendente posso chiedere il congedo straordinario retribuito di 24 mesi per accudire mio suocero? Grazie mille in anticipo e spero di essere stata chiara nel spiegare la situazione in cui mi trovo, non dimenticando che abbiamo anche due bambini piccoli. Distinti saluti ”

Nel suo caso lei rientrerebbe negli affini entro il terzo grado conviventi con il disabile. Purtroppo però, nello stesso nucleo familiare, anch’essi, quindi, conviventi con il disabile, risultano anche la coniuge ed il figlio.

Primo avente diritto è il coniuge del disabile, e, quindi, il diritto alla fruizione spetterebbe a sua suocera che, purtroppo, anche con invalidità al 76% dovrebbe essere in possesso delle patologie invalidanti che permettono all’ordine di priorità familiare di scalare.

Le patologie invalidanti in base alla quali il diritto alla fruizione scala, infatti, sono soltanto quelle individuate dal Decreto Interministeriale numero 278 del 21 luglio del 2000 e sono nello specifico:

  • patologie croniche o acute che vanno a determinare, anche solo temporaneamente, la perdita dell’autonomia personale
  • patologie croniche o acute che richiedono un’assistenza continuativa e monitoraggi frequenti
  • patologie croniche o acute che prevedono la partecipazione nel trattamento sanitario
  • patologie dell’infanzia o dell’età evolutiva che abbiano le caratteristiche indicate nei 3 punti precedenti e che richiedano programma di riabilitazione o terapeutico in cui debba essere coinvolto anche il genitore.

Solo nel caso che sia sua suocera che suo marito, rispettivamente coniuge e figlio conviventi con il disabile da assistere, venissero certificati come portatori di una delle suddette patologie invalidanti, sarebbe possibile per lei fruire del congedo straordinario retribuito.

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