Congedo parentale COVID-19: si contano anche sabati e domeniche?

Congedo parentale COVID-19: si contano anche i sabati e domeniche? Cerchiamo di fare chiarezza sulla questione con l’aiuto dell’INPS.

Congedo parentale COVID-19: si contano anche sabati e domeniche?

Congedo parentale COVID-19: si contano anche i sabati e domeniche? Sul tema per due settimane circa, da quando è entrato in vigore il decreto Cura Italia il 17 marzo, c’è stata un po’ di confusione che ha portato INPS, che in un primo momento ha dato risposte discordanti ai cittadini interessati a fare chiarezza sulla questione.

Il congedo parentale straordinario COVID-19 è stato pensato per i genitori che in emergenza coronavirus hanno dovuto lasciare il lavoro per stare con i figli con le scuole chiuse dal 5 marzo.

In particolare il congedo parentale COVID-19 prevede 15 giorni di congedo con indennità corrispondente al 50% della retribuzione per genitori con figli fino a 12 anni. Il congedo può essere fruito in modo frazionato o continuativo da uno o entrambi i genitori alternativamente.

Molti sono stati i genitori che in queste prime settimane, ricordiamo che i termini sono stati estesi, hanno chiesto a INPS se nei 15 giorni di congedo parentale COVID-19, per chi ha contratto di lavoro dal lunedì al venerdì, fossero compresi anche sabati e domeniche.

Vediamo qual è stata la risposta, o meglio le risposte dell’Istituto, sulla questione sulla pagina Facebook ufficiale INPS per La Famiglia.

Congedo parentale COVID-19: si contano sabati e domeniche

Nei 15 giorni di congedo parentale COVID-19 si contano anche sabati e domeniche. Sebbene inizialmente l’INPS abbia informato diversamente gli utenti alla fine si è fatta chiarezza sulla questione.

In un post pubblicato sulla pagina Facebook di INPS per La Famiglia lo scorso 26 marzo l’Istituto ha dichiarato:

“Il computo dei giorni è come per il congedo parentale ordinario comprensivo di sabati e domeniche nei 15 giorni complessivi.”

Dunque si fa una domanda che comprende nei 15 giorni anche sabati e domeniche seppure non lavorativi da contratto. La perplessità c’è stata per molti utenti non solo per il fatto che nel decreto e nella circolare INPS di riferimento è scritto chiaramente che i giorni possono essere fruiti in modo continuativo o frazionato, ma anche per le risposte diverse che ben due giorni prima, il 24 marzo, INPS forniva ai suoi utenti attraverso la stessa pagina Facebook .

Un utente aveva chiesto a INPS se fosse possibile prendere i giorni dal lunedì al venerdì escludendo i sabati e le domeniche, per tre settimane consecutive arrivando ai 15 giorni e facendo richiesta con tre domande distinte di congedo parentale COVID-19.

L’Istituto ha risposto che , si possono fare più domande. Dopo due giorni INPS ha chiarito la questione. Quella risposta dunque non è più valida, ma i sabati e le domeniche, dopo i chiarimenti dell’Istituto, sono inclusi.

INPS tuttavia informa, quando chiediamo spiegazioni sullo stesso canale social, che è possibile fare più domande per 3 o 4 giorni di congedo parentale COVID-19 e non per 5 giorni.

Non è possibile inserire tre domande da cinque giorni ma è possibile frazionarle e fare più domande di tre e quattro giorni come abbiamo sempre detto.

Questo, immaginiamo, perché si presuppone che il genitore abbia interrotto il congedo per tornare poi a lavoro.

Chiarezza sulla questione è stata fatta, ciò che possiamo auspicare per una prossima volta è una versione iniziale delle informazioni che sia univoca e valida per tutti.

Questo per quanto riguarda i genitori che non stanno già sfruttando il congedo parentale ordinario e per gli altri?

Congedo parentale da ordinario a straordinario subito

Per il genitore che sta già sfruttando il congedo parentale ordinario diciamo che questo diventa subito straordinario. L’INPS infatti riconoscerà al lavoratore, senza che questo ne faccia domanda, l’indennità pari al 50% della retribuzione dello stesso.

L’INPS con il messaggio 1281 del 20 marzo, con specifiche sulle misure previste dal Cura Italia ed erogate dall’Istituto, in questo è stata molto chiara. Nel messaggio infatti si legge che:

“I genitori che hanno già fatto richiesta e, alla data del 5 marzo, hanno già in corso un periodo di congedo parentale “ordinario” non devono presentare una nuova domanda. I giorni di congedo parentale saranno convertiti d’ufficio dall’INPS nel congedo di cui trattasi.”

Questo solo per i genitori che sono lavoratori dipendenti del settore privato. La stessa regola non vale per i genitori che sono lavoratori autonomi iscritti alle gestioni dell’INPS o per i lavoratori iscritti in via esclusiva alla Gestione separata INPS. Per questi infatti nel medesimo messaggio si legge:

“I periodi di congedo parentale “ordinario” eventualmente già richiesti, anche se fruiti durante il periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole, non potranno essere convertiti nel congedo COVID-19.”

La differenza sostanziale sta nel fatto che mentre il congedo ordinario prevede un’indennità al 30% nello straordinario questa è pari al 50% dello stipendio.

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1 commento

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Utente • 3 mesi fa

L’articolo è impreciso. Per quanto riguarda il congedo parentale vengono anche calcolati i giorni non lavorativi, a meno che non si rientri a lavoro. Il computo avviene come il classico congedo parentale.

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