Concorsi pubblici, obbligo del green pass: è legittimo?

Simone Micocci

23/07/2021

23/07/2021 - 10:36

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Il green pass diventa obbligatorio anche nei concorsi pubblici (dal 6 agosto): ci si interroga sulla legittimità di questa nuova imposizione.

Concorsi pubblici, obbligo del green pass: è legittimo?

Per prendere parte ai concorsi pubblici diventa obbligatorio il green pass. Una nuova regola decisa nel decreto del 22 luglio approvato dal Consiglio dei Ministri, con il quale cambiano le regole riguardanti l’obbligatorietà del certificato verde.

Diverse le situazioni che dal prossimo 6 agosto richiederanno necessariamente il possesso del green pass: dai ristoranti al chiuso alle palestre, come pure per prendere parte ai concorsi pubblici. Ed è proprio questa richiesta che sta suscitando non poche polemiche, in quanto ci si chiede se limitare la partecipazione ai concorsi pubblici solamente a coloro che sono in regolare possesso del green pass sia costituzionale o meno.

Della costituzionalità del green pass ne abbiamo già parlato, ma vista la particolarità di questa decisione è bene tornare sull’argomento concentrandoci nell’ambito dei concorsi pubblici.

Green pass nei concorsi pubblici: cosa ha deciso il Governo

La decisione presa dal Governo Draghi sul green pass è molto semplice: questo viene richiesto per partecipare alle prove selettive dei vari concorsi pubblici. Attenzione quindi a non pensare che nei bandi di concorso venga indicato come requisito essenziale l’avere il green pass: questo verrà semplicemente richiesto ai fini della presenza nei giorni delle prove o comunque degli accertamenti psico-fisici e attitudinali.

Cosa significa questo? Sicuramente chi è vaccinato - basta una sola dose - avrà più facilità nell’accedere ai concorsi pubblici. Ricordiamo a proposito che il green pass avrà comunque validità dal 15° giorno successivo alla somministrazione della prima dose, quindi se si ha in programma di partecipare a un concorso pubblico conviene muoversi tanto prima per non avere problemi.

E attenzione a non pensare che con questa regola il vaccino diventi obbligatorio per partecipare ai concorsi. È il green pass a diventare obbligatorio, il che significa che chi non intende vaccinarsi, o comunque non ha ancora avuto possibilità di farlo, potrà comunque sottoporsi al tampone per non rischiare di essere escluso dalla procedura. Ricordiamo che per essere riconosciuto come valido questo deve essere effettuato entro un massimo di 48 ore prima dalla data della prova. Ovvio che in questo caso, qualora siano dunque previste più prove, sarà necessario sottoporsi a più tamponi.

Si ricorda poi che il green pass viene anche rilasciato a chi è guarito dal Covid, senza obbligo di tampone e vaccino, entro i 6 mesi successivi da quando ha contratto il virus.

È legittimo pretendere il green pass per i concorsi pubblici?

Secondo alcuni politici, vedi ad esempio Giorgia Meloni, richiedere il green pass per alcune situazioni è in contrasto con la libertà individuale, “sacra e inviolabile”.

Va detto, però, che la nostra Costituzione tutela anche il diritto alla salute e non come diritto fondamentale di un singolo quanto come “interesse di tutta la collettività”. E cosa importante è che ciò consente - come tra l’altro stabilito dalla Corte Costituzionale nel 2018, dunque prima della pandemia - l’imposizione di un trattamento sanitario utile per preservare lo stato di salute di tutti.

Fissare un obbligo del green pass per i concorsi pubblici, dunque, sembra dunque essere legittimo e non va a contrastare con il principio di non discriminazione in quanto comunque, in alternativa al vaccino, vi è sempre la possibilità di sottoporsi a un tampone.

Rendere obbligatorio il green pass per circostanze come queste può essere infatti facilmente giustificato con la dimostrazione che in contesti come quelli in cui si tengono le prove dei vari concorsi, luoghi chiusi con molte persone, il virus circola in modo molto più veloce. Una situazione che anzi va a tutelare proprio quelle persone che per ragioni di salute non possono accedere al vaccino e alle quali quindi va garantita l’incolumità in caso di partecipazione alle suddette prove.

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