Comprare casa a 1 euro si può: dove e come fare

Case vendute a 1€ per ripopolare i piccoli comuni in tutta Italia: ecco dove e come è possibile comprare un immobile spendendo la cifra simbolica di un euro.

Comprare casa a 1 euro si può: dove e come fare

Comprare casa è pensiero costante per molti giovani, mossi dalla voglia di trovare una propria indipendenza. Tuttavia l’acquisto di un immobile oggi è una spesa che non tutti riescono a sostenere, soprattutto a causa di prezzi stellari nelle grandi città. Leggi anche: A Milano e Roma servono 12 anni di stipendio per comprare casa.

Allo stesso tempo in Italia assistiamo all’incessante spopolamento dei piccoli borghi, da dove sempre più giovani fuggono, bloccando così il ricambio generazionale.

Una soluzione a questo allarmante fenomeno sembra essere stata trovata da vari Comuni d’Italia, che propongono case in vendita a 1 euro tramite bandi pubblici, attraverso l’omonimo progetto “Case a 1 euro”. Sembra assurdo, invece è possibile acquistare immobili alla cifra simbolica di un euro. Si tratta di appartamenti e ville di privati cittadini da Nord a Sud destinate all’abbandono o alla demolizione, che in questo modo possono essere ristrutturate e riacquisire valore. Ovviamente chi compra casa a 1 euro dovrà rispettare alcune condizioni.

Vediamo quali sono i comuni italiani dove si può comprare casa a 1 euro, come fare e quali sono i requisiti necessari.

Comprare casa a 1 euro: come fare

Comprare case a 1 euro è possibile, grazie alle procedure pubbliche promosse da diversi Comuni, finalizzate alla vendita simbolica di immobili antichi e non utilizzati. Per procedere con l’acquisto del bene, alla cifra di 1 euro, bisogna garantire:

  • la ristrutturazione e rivalutazione dell’immobile entro 365 giorni dall’acquisto, per un valore di circa 20-25mila euro;
  • le spese notarili per la registrazione, le volture e l’accatastamento dell’immobile;
  • che i lavori verranno avviati a due mesi di distanza dal momento in cui si avranno tutti i permessi;
  • una polizza fideiussoria di 5mila euro della durata di tre anni a garanzia dell’acquisto per il Comune.

Comprare casa a 1 euro è dunque possibile, ma l’acquirente dovrà assicurare la copertura dei costi di ristrutturazione degli immobili. Sono comunque attivi dei contributi per ristrutturazioni edilizie e energetiche, alcune prorogate fino al 31 dicembre 2019 tramite la Legge di Bilancio 2019.

Dove comprare casa a 1 euro in Italia

Diversi Comuni italiani hanno messo a disposizione case a 1 euro aderendo all’iniziativa con il bando pubblico per l’assegnazione degli immobili. L’elenco dei Comuni che offrono case in vendita a un euro vede la presenza di Regioni sia del Nord che del Sud, passando per le Isole, ed è disponibile anche sul sito ufficiale casea1euro.it.

Ecco l’elenco completo:

  • Lecce nei Marsi (L’Aquila), Abruzzo
  • Zungoli (Avellino), Campania
  • Patrica (Frosinone), Lazio
  • Cantiano (Pesaro Urbino), Marche
  • Borgomezzavalle (Verbano Cusio Ossola), Piemonte
  • Carrega Ligure (Alessandria), Piemonte
  • Fabbriche di Vergemoli (Lucca), Toscana
  • Montieri, (Grosseto), Toscana
  • Ollolai (Nuoro), Sardegna
  • Nulvi (Sassari), Sardegna
  • Mussomeli (Caltanisetta), Sicilia
  • Gangi (Palermo), Sicilia
  • Regalbuto (Enna), Sicilia
  • Salemi (Trapani), Sicilia
  • Sambuca (Agrigento), Sicilia

Comprare casa a 1 euro: requisiti

Come per ogni bando ad evidenza pubblica anche per acquistare le case a 1 euro bisogna avere requisiti specifici, che variano per i vari Comuni. In tutti i casi possono partecipare ai bandi:

a) ditte individuali, Agenzie e/o Società che abbiano nel proprio oggetto sociale la gestione di immobili per uso turistico e ricettivo
b) privati cittadini italiani, comunitari ed extra comunitari.

Le imprese, le società e i consorzi devono:

    • essere iscritti alla C.C.I.A.A. per finalità inerenti l’oggetto del presente avviso;
    • essere in regola con le vigenti disposizioni in materia di contributi assistenziali e previdenziali (INPS, INAIL, ecc.) ;
    • non essere soggetti alle procedure concorsuali di cui al R.D. 16 marzo 1942, n. 267 e successive modificazioni o integrazioni.

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