Commissione Europea: un nuovo richiamo all’Italia richiede ulteriori sforzi economici

L’Italia non viene bocciata per aver rinviato il pareggio di bilancio, ma l’UE richiede maggiori sforzi sia sul debito pubblico che sulle riforme

La Commissione Europea ha emesso il suo verdetto sull’andamento dei paesi dell’area euro e per l’Italia si presenta un giudizio solo parzialmente positivo. Come nel caso della Francia, infatti, il nostro Paese ottiene il rinvio del pareggio di bilancio, una richiesta presentata alla Commissione Europea che, per la sua temerarietà rischiava di non essere accolta.

Più tempo, dunque, per il risanamento dei conti pubblici, anche se dalla stessa Commissione Europea arriva anche un richiamo riguardante il debito pubblico troppo elevato (lo scorso mese ancora al 135,2% del PIL) e la conseguente richiesta di mettere in atto misure legislative aggiuntive per il risanamento (o, meglio, la riduzione) dello stesso, già entro il 2014.

A tal proposito non si è fatto attendere un chiarimento del Ministero dell’Economia che spiega come le stime sul debito pubblico italiano elaborate dagli organismi europei, non tengano conto dei risparmi già pianificati e che, quindi, tra le misure aggiuntive richieste, non sarà necessario mettere in campo una nuova manovra finanziaria, dal momento che gli obiettivi fissati nella precedente, saranno raggiunti grazie agli interventi messi in cantiere dal Governo.

La Commissione Europea non ha esplicitamente richiesto una nuova manovra finanziaria ma ha messo in guardia l’Italia sull’appuntamento del prossimo anno con l’entrata in vigore del Fiscal Compact, il provvedimento che richiederà la riduzione obbligatoria del debito, per la quale è necessario mettere in campo al più presto, interventi di privatizzazione di aziende pubbliche, misure che favoriscano la spending rewiew e riforme finalizzate a far ripartire la crescita.

In buona sostanza il giudizio della Commissione Europea, non solo sollecita l’Italia all’attuazione di nuove e più incisive riforme ma segnala al nostro Paese il mancato rispetto dei parametri economici: l’aggiustamento strutturale italiano, non è, infatti, congruente con le regole del Patto di stabilità perché ha ridotto il suo deficit solo dello 0,1% a fronte dello 0,7% richiesto. Più in generale la Commissione Europea ha giudicato troppo ottimistica il quadro macroeconomico su cui va a inserirsi il programma italiano di riforme e continua ad avere forti dubbi riguardo al raggiungimento degli obiettivi di bilancio del 2015, anno per il quale non sono ancora state indicate misure sufficientemente dettagliate.

La verifica europea dell’andamento del debito italiano è, per ora, rimandata al prossimo Ottobre, quando una nuova legge di stabilità, definirà con precisione la mole degli sforzi fatti per la riduzione del debito pubblico e, eventualmente, metterà in campo nuove misure per l’aggiustamento dei conti.

Il governo italiano ha mostrato sicurezza e fiducia nell’efficacia degli interventi pianificati, anche se il commissario per gli affari economici Olli Rehn, pur non avendo apertamente bocciato l’Italia, ha sottolineato come il nostro Paese non stia rispettando pienamente le regole comunitarie che ha sottoscritto e debba pertanto, impegnarsi maggiormente sui fronti del fisco e del taglio del cuneo fiscale, del lavoro e dell’istruzione, dell’inserimento di giovani e donne nel mondo del lavoro e della riforma della pubblica amministrazione.

Iscriviti alla newsletter Economia e Finanza

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

\ \