Come si vota alle elezioni politiche 2022: guida alla legge elettorale Rosatellum

Alessandro Cipolla

11/08/2022

11/08/2022 - 09:25

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Elezioni politiche 2022, come si vota: una guida per comprendere al meglio i meccanismi della legge elettorale Rosatellum.

Come si vota alle elezioni politiche 2022: guida alla legge elettorale Rosatellum

Come si vota alle elezioni politiche 2022? Una domanda questa di grande attualità visto che le urne nel nostro Paese torneranno ad aprirsi il prossimo 25 settembre, con sei mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale di questa legislatura.

Nonostante non sia una legge elettorale particolarmente apprezzata, il precipitare degli eventi ha reso inevitabile l’utilizzo del Rosatellum, il sistema di voto che ha fatto il suo esordio in occasione delle elezioni politiche 2018.

Vediamo allora come funziona il Rosatellum, la legge elettorale in vigore in Italia che di recente è stata modificata per recepire i dettami della riforma del taglio dei parlamentari.

Legge elettorale: come funziona il Rosatellum

Il Rosatellum è una legge elettorale che prevede il 61% dei parlamentari eletti con il sistema proporzionale e il 37% con quello maggioritario attraverso dei collegi uninominali. Il restante 2% poi è riservato al voto delle circoscrizioni estero.

Nella parte maggioritaria l’Italia viene suddivisa in diversi collegi uninominali sia per la Camera sia per il Senato: il candidato in corsa che risulterà essere il più votato, verrà automaticamente eletto in Parlamento.

Nella parte proporzionale, ogni listino può essere formato da un minimo di due fino a un massimo di quattro nomi, dove vige la quota di genere con nessun sesso che può superare il 60% dei candidati presentati.

La soglia di sbarramento è del 3% per quanto riguarda le singole liste e del 10% per le coalizioni, che di fatto sono state rintrodotte senza la presenza del voto disgiunto: la preferenza espressa a un partito varrà per il proporzionale e andrà direttamente al candidato nel collegio, i voti poi espressi solo al candidato saranno ripartiti in maniera proporzionale tra i vari partiti che appoggiano quel candidato.

All’interno delle coalizioni, le liste che non raggiungeranno l’1% dei voti non saranno conteggiate nel computo totale. Allo stesso tempo, una lista posizionata tra l’1% e il 3% non eleggerà parlamentari ma i propri voti, invece di essere persi, verranno ripartiti in maniera proporzionale tra le liste della sua coalizione che hanno superato invece la soglia di sbarramento.

Le modifiche dopo il taglio dei parlamentari

A seguito della netta vittoria del Sì al referendum sul taglio dei parlamentari che si è tenuto a ottobre 2021, così è cambiato il numero dei deputati e senatori da eleggere in virtù di questa legge elettorale.

Camera:

  • maggioritario da 232 a 147 deputati
  • proporzionale da 386 a 245 deputati.

Senato:

  • maggioritario da 116 a 74 senatori
  • proporzionale da 193 a 122 senatori.

Estero:

  • Camera da 12 a 8 deputati
  • Senato da 6 a 4 senatori.

Per la prima volta nella storia della Repubblica, alle prossime elezioni politiche saranno eletti di conseguenza 400 deputati e 200 senatori, per un taglio complessivo del 36,5% dei componenti di Camera e Senato.

Chi vince con il Rosatellum

Non essendo previsto un premio di maggioranza, il Rosatellum è una legge elettorale che non garantisce una chiara governabilità. Come già successo nel 2018, al termine delle prossime elezioni politiche potrebbe ripresentarsi di conseguenza lo scenario del pareggio elettorale.

Questo vorrebbe dire che sarebbero necessari degli accordi tra i vari partiti per dare vita a una maggioranza di governo. Un dettaglio questo di non poco conto che ha reso il Rosatellum una legge elettorale molto poco amata.

Stando a diversi analisti, si è calcolato che un partito o una coalizione per vincere le elezioni politiche con questo sistema di voto, deve ottenere come minimo il 40% nella parte proporzionale e vincere in almeno il 60% dei collegi uninominali.

Soglie queste alla portata delle coalizioni in una situazione di sostanziale bipolarismo mentre, come avvenuto quattro anni e mezzo fa, nel caso di una maggiore frammentazione tutto potrebbe diventare più complesso.

Come votano gli italiani all’estero

Alle elezioni politiche è consentito votare all’estero. La Costituzione, infatti, prevede espressamente che gli elettori che risiedono fuori dai confini italiani possano esercitare il voto nella circoscrizione Estero.

Come abbiamo visto, a seguito della riforma del taglio dei parlamentari in totale la circoscrizione Estero andrà a eleggere quattro senatori e otto deputati, un terzo i meno rispetto al passato.

Il Viminale ha fatto sapere che in totale sono 4.871.731 gli elettori italiani residenti all’estero chiamati al voto. La maggior parte di questi elettori si trova in Europa (2.645.030) con a seguire America Meridionale (1.535.804), America Settentrionale e Centrale (437.802) e infine Africa, Asia, Oceania e Antartide (253.095).

Per votare gli italiani residenti all’estero devono iscriversi all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) entro il 31 dicembre dell’anno precedente alla votazione. L’AIRE provvederà a comunicare l’elenco dei votanti al Consolato di riferimento che, in occasione delle elezioni, invierà all’elettore il plico contenente la scheda elettorale.

Per gli aventi diritto alle elezioni politiche sarà possibile votare per corrispondenza oppure presso le sezioni elettorali del Comune nelle cui liste elettorali è iscritto.