Elezioni 2022, come si vota il 25 settembre: la legge elettorale Rosatellum spiegata

Alessandro Cipolla

23 Settembre 2022 - 13:21

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Una guida al Rosatellum, la legge elettorale che regolamenterà le elezioni politiche di domenica 25 settembre: come si vota, chi vince, le modifiche dopo il taglio dei parlamentari e come votano gli italiani all’estero.

Elezioni 2022, come si vota il 25 settembre: la legge elettorale Rosatellum spiegata

Elezioni 2022: come si vota il 25 settembre? Una guida per capire al meglio i meccanismi del Rosatellum, la legge elettorale che regolamenterà le politiche 2022 dopo aver fatto il suo esordio nel 2018.

Nonostante non sia una legge elettorale particolarmente apprezzata, la necessità di ricorrere a delle elezioni politiche anticipate ha reso inevitabile l’utilizzo del Rosatellum nonostante negli scorsi anni siano stati presentati più di un progetto di modifica.

Vediamo allora come gli italiani dovranno votare il prossimo 25 settembre con la legge elettorale Rosatellum, dando uno sguardo anche che risultato deve raggiungere una lista o una coalizione per vincere, quali sono state le modifiche a seguito del taglio dei parlamentari e come votano gli italiani all’estero e chi è positivo al Covid.

Legge elettorale: come funziona il Rosatellum

Il Rosatellum è una legge elettorale che prevede il 61% dei parlamentari eletti con il sistema proporzionale e il 37% con quello maggioritario attraverso dei collegi uninominali. Il restante 2% poi è riservato al voto delle circoscrizioni estero.

Nella parte maggioritaria l’Italia viene suddivisa in diversi collegi uninominali sia per la Camera sia per il Senato: il candidato in corsa che risulterà essere il più votato, verrà automaticamente eletto in Parlamento.

Nella parte proporzionale, ogni listino può essere formato da un minimo di due fino a un massimo di quattro nomi, dove vige la quota di genere con nessun sesso che può superare il 60% dei candidati presentati.

La soglia di sbarramento è del 3% per quanto riguarda le singole liste e del 10% per le coalizioni, che di fatto sono state rintrodotte senza la presenza del voto disgiunto: la preferenza espressa a un partito varrà per il proporzionale e andrà direttamente al candidato nel collegio, i voti poi espressi solo al candidato saranno ripartiti in maniera proporzionale tra i vari partiti che appoggiano quel candidato.

All’interno delle coalizioni, le liste che non raggiungeranno l’1% dei voti non saranno conteggiate nel computo totale. Allo stesso tempo, una lista posizionata tra l’1% e il 3% non eleggerà parlamentari ma i propri voti, invece di essere persi, verranno ripartiti in maniera proporzionale tra le liste della sua coalizione che hanno superato invece la soglia di sbarramento.

Le modifiche dopo il taglio dei parlamentari

A seguito della netta vittoria del Sì al referendum sul taglio dei parlamentari che si è tenuto a ottobre 2021, così è cambiato il numero dei deputati e senatori da eleggere in virtù di questa legge elettorale.

Camera:

  • maggioritario da 232 a 147 deputati
  • proporzionale da 386 a 245 deputati.

Senato:

  • maggioritario da 116 a 74 senatori
  • proporzionale da 193 a 122 senatori.

Estero:

  • Camera da 12 a 8 deputati
  • Senato da 6 a 4 senatori.

Per la prima volta nella storia della Repubblica, alle prossime elezioni politiche saranno eletti di conseguenza 400 deputati e 200 senatori, per un taglio complessivo del 36,5% dei componenti di Camera e Senato.

Chi vince con il Rosatellum

Non essendo previsto un premio di maggioranza, il Rosatellum è una legge elettorale che non garantisce una chiara governabilità. Come già successo nel 2018, al termine delle prossime elezioni politiche potrebbe ripresentarsi di conseguenza lo scenario del pareggio elettorale.

Questo vorrebbe dire che sarebbero necessari degli accordi tra i vari partiti per dare vita a una maggioranza di governo. Un dettaglio questo di non poco conto che ha reso il Rosatellum una legge elettorale molto poco amata.

Stando a diversi analisti, si è calcolato che un partito o una coalizione per vincere le elezioni politiche con questo sistema di voto, deve ottenere come minimo il 40% nella parte proporzionale e vincere in almeno il 60% dei collegi uninominali.

In questa campagna elettorale molto si è parlato infine del possibile raggiungimento di una maggioranza dei due terzi del Parlamento. Sempre secondo alcune stime, per arrivare a questo risultato una lista o una coalizione dovrebbe prendere più del 50% nel proporzionale e, nella parte maggioritaria, vincere almeno nel 90% dei collegi uninominali.

Come si vota alle elezioni politiche

A differenza delle elezioni amministrative, alle politiche non sarà possibile effettuare un voto disgiunto: facendo un segno sul nome del candidato uninominale la preferenza andrà anche alla lista o alla coalizione a esso collegata, viceversa un voto espresso a una lista andrà anche al rispettivo candidato dell’uninominale.

In caso di un doppio segno espresso a un candidato uninominale e a una lista a esso non collegata, il voto di conseguenza sarà considerato nullo.

Per votare, i cittadini con diritto di voto devono recarsi al seggio elettorale di iscrizione che corrisponde alla sezione relativa al luogo di residenza. Al momento del voto, l’elettore deve mostrare la tessera elettorale e la carta di identità o altro documento a essa equipollente.

Per gli elettori non è obbligatorio l’uso della mascherina all’interno dei seggi, l’utilizzo è solamente raccomandato, mentre dovranno indossare il dispositivo scrutatori, segretari e presidenti di seggio.

Per evitare possibili brogli, ogni scheda elettorale sarà dotata del cosiddetto tagliando antifrode: gli scrutatori avranno il compito di controllare che il codice alfanumerico della scheda da inserire nell’urna sia lo stesso di quello riportato al momento della consegna.

Ricordiamo inoltre che è vietato introdurre nella cabina elettorale telefoni cellulari o apparecchiature che siano capaci di fare foto o video: si rischia una multa da 300 a 1.000 euro e dai 3 ai 6 mesi di carcere.

Il fac-simile della scheda elettorale

Sono oltre 50 milioni gli italiani che domenica 25 settembre saranno chiamati ai seggi per le elezioni politiche. Tra di questi ci sono anche circa 4,8 milioni di nostri connazionali che andranno a comporre la circoscrizione Estero.

Questo è il fac-simile della scheda elettorale che gli italiani troveranno ai seggi.

Elezioni politiche 2022 Elezioni politiche 2022 Fac-simile scheda Senato

La grande novità di queste elezioni politiche sarà la possibilità anche per i ragazzi di età compresa tra i 18 e i 25 anni di votare per il Senato. Una modifica questa che andrà a riguardare circa 4 milioni di giovani.

Elezioni politiche 2022 Elezioni politiche 2022 Fac-simile scheda Camera


Tutti gli elettori di conseguenza alle elezioni politiche riceveranno due schede elettorali al momento del loro arrivo al seggio: gialla per il Senato e rosa per la Camera. Ricordiamo che in Sicilia, sempre in data 25 settembre, si voterà anche per le elezioni regionali.

Come votano gli italiani all’estero

Alle elezioni politiche è consentito votare all’estero. La Costituzione, infatti, prevede espressamente che gli elettori che risiedono fuori dai confini italiani possano esercitare il voto nella circoscrizione Estero.

Come abbiamo visto, a seguito della riforma del taglio dei parlamentari in totale la circoscrizione Estero andrà a eleggere quattro senatori e otto deputati, un terzo i meno rispetto al passato.

Il Viminale ha fatto sapere che in totale sono 4.871.731 gli elettori italiani residenti all’estero chiamati al voto. La maggior parte di questi elettori si trova in Europa (2.645.030) con a seguire America Meridionale (1.535.804), America Settentrionale e Centrale (437.802) e infine Africa, Asia, Oceania e Antartide (253.095).

Per votare gli italiani residenti all’estero devono iscriversi all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) entro il 31 dicembre dell’anno precedente alla votazione. L’AIRE provvederà a comunicare l’elenco dei votanti al Consolato di riferimento che, in occasione delle elezioni, invierà all’elettore il plico contenente la scheda elettorale.

Per gli aventi diritto alle elezioni politiche sarà possibile votare per corrispondenza oppure presso le sezioni elettorali del Comune nelle cui liste elettorali è iscritto.

Come vota chi ha il Covid o è in quarantena

Le persone positive al Covid o in quarantena al momento delle elezioni, possono votare presso il comune di residenza facendo richiesta al sindaco del comune nelle cui liste sono iscritti, in un periodo compreso tra il 10° e il 5° giorno antecedente quello della votazione.

Nella richiesta deve essere allegata una dichiarazione attestante la volontà di esprimere il voto presso il proprio domicilio e recante l’indirizzo completo di questo. Inoltre bisogna inviare anche un certificato, rilasciato dal funzionario medico designato dalla ASL, in data non anteriore al 14° giorno antecedente la data della votazione, che attesti la sottoposizione a trattamento domiciliare o la condizione di isolamento per COVID-19.

Le persone ricoverate nei reparti Covid possono votare nelle sezioni ospedaliere, purché le strutture che li ospitano abbiano almeno 100 posti letto. Se invece sono ricoverati in strutture con meno di 100 posti letto, il loro voto viene raccolto da appositi seggi speciali, gli stessi usati per chi è costretto a stare a casa, che si recano appositamente presso la struttura sanitaria di ricovero.

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