Come cambierà la vita post Covid: dal lavoro alle mascherine, cosa resterà della pandemia

Alessandro Cipolla

1 Dicembre 2020 - 10:50

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In Italia siamo ancora nel pieno della seconda ondata del coronavirus, ma già diversi indicatori ci fanno intendere come potrà cambiare la nostra vita quotidiana una volta che ci saremo messi alle spalle questa pandemia.

Come cambierà la vita post Covid: dal lavoro alle mascherine, cosa resterà della pandemia

L’Italia è ancora nel pieno dell’incubo coronavirus, con questa seconda ondata che sta facendo registrare numeri durissimi in termini di contagi e decessi, ma già sono diverse le ricerche che stanno provando a immaginare come potrà essere la nostra vita una volta che la l’emergenza sanitaria sarà finita.

In quest’ottica, le notizie che arrivano sul fronte vaccino sono più che incoraggianti: a giorni Pfizer e Moderna potrebbero ottenere il disco verde da parte delle autorità di controllo, con le prime dosi che così potrebbero iniziare ad arrivare anche prima della fine dell’anno.

Di certo ci vorrà del tempo prima di un ritorno alla normalità, ma la speranza del governo è che in Italia prima dell’estate possa essere vaccinata il 60-70% della popolazione, così da raggiungere l’immunità di gregge.

Anche quando la pandemia sarà alle spalle, numerose abitudini acquisite durante questi mesi di lockdown più o meno soft, coprifuochi e regole sanitarie, potrebbero però rimanere cambiando così la nostra vita quotidiana anche senza una minaccia sanitaria.

Italia: come il coronavirus cambierà la nostra vita

Nonostante la recente accelerazione in materia di vaccino anti-Covid, al momento sono più gli interrogativi che le certezze in merito al nuovo anno. La speranza globale è senza dubbio che possa essere decisamente migliore di questo nefasto 2020.

A prescindere, non vi è dubbio sul fatto che la pandemia lascerà un profondo solco globale che non sarà facile cancellare. Prendiamo per esempio la mascherina, per molti il simbolo di questa emergenza coronavirus.

Il virologo Fabrizio Pregliasco ci ha appena spiegato che, perlomeno in Italia, dovremo continuare a indossare la mascherina almeno per tutto il 2021, ma c’è chi auspica che questo dispositivo di protezione possa diventare in futuro una abitudine quando si sale sui mezzi pubblici, specie nelle grandi città.

La consuetudine che abbiamo adesso di lavare di frequente le mani, utilizzando pure gel specifici, potrebbe diventare una buona abitudine da portare avanti anche a emergenza finita, così come ci potrebbe essere un aumento delle richieste di vaccini antinfluenzali.

Le conseguenze sociali

Anche dal punto di vista sociale, questo isolamento e distanziamento potrebbe portare a una doppia dinamica. La prima è quella di un voler recuperare il tempo perso, tra amici da non poter frequentare e feste a cui rinunciare.

Al tempo stesso, l’essere stati per molto tempo in casa rischierebbe di aumentare in quei soggetti meno avvezzi alla movida, quella tendenza a isolarsi magari anche per paura di qualche nuova minaccia sanitaria.

La notizia poi arrivata dal Giappone, dove negli ultimi mesi si è registrato un incremento record del numero dei suicidi, ci fa capire quante sfaccettature sta avendo questa pandemia, soprattutto considerando anche la parallela crisi economica scaturita.

Altra pagina triste è quella dell’aumento delle violenze domestiche, con i femminicidi che in Italia continuano a riempire ogni giorno le pagine di cronaca: la convivenza forzata per alcune persone è un autentico incubo, che potrebbe non finire quando si tornerà a una sostanziale normalità.

Lavoro e shopping

A differenza della maggior parte dei Paesi occidentali, in Italia lo smart working prima del coronavirus era assai poco diffuso. Adesso, che è diventato una necessità, potrebbe in alcuni casi diventare sistemico.

Molte aziende si sono infatti adeguate, anche a livello tecnologico, a questa nuova modalità di lavoro: non appare così assurdo ipotizzare che in futuro diventi più diffuso l’alternare giornate lavorative in presenza a quelle in smart working.

Per quanto riguarda invece gli acquisti, il Covid può aver rappresentato l’autentica svolta per l’online. Appare difficile che gli italiani rinunceranno in futuro a fare i propri acquisti tramite le app, dopo che questa è stata quasi una necessità negli ultimi mesi.

Non soltanto quindi vestiti, accessori o cibarie varie, ma anche il farsi portare spesa a casa potrebbe diventare una abitudine specie per la fascia di età meno giovane, che adesso ha preso confidenza con questo nuovo modo di fare compere.

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