Chi è Marsha P. Johnson, attivista LGBTQ e doodle di oggi

A chiusura del mese del Pride Google dedica il doodle all’icona del movimento per i diritti LGBTQ, morta nel 1992 in circostanze misteriose. Ecco chi è stata Marsha P Johnson.

Chi è Marsha P. Johnson, attivista LGBTQ e doodle di oggi

Un doodle in onore di Marsha P. Johnson è quello del 30 giugno, in chiusura del mese del Pride e a un anno dall’inaugurazione del monumento a New York dedicato a lei e all’amica Sylvia Rivera, attivista transgender e protagonista delle lotte per i diritti dei gay.

Attivista afroamericana, trans e pioniera del movimento LGBTQ, Johnson ha trascorso gran parte della sua vita emarginata dalla società. A quasi 30 anni dalla sua morte, oggi più che mai sta ricevendo l’attenzione mediatica che in vita le è stata negata. Nel 2017 Netflix le ha dedicato un intenso documentario biografico: The Death and Life of Marsha P. Johnson, girato dal candidato Oscar Davide France, in cui l’attivista Victoria Cruz indaga sulla morte misteriosa di Marsha avvenuta nel 1992.

Chi è stata Marsha P. Johnson: biografia

Marsha P. Johnson, al secolo Malcolm Michaels Jr, è nata a Elisabeth, in New Jersey, il 24 agosto 1945, figlia di un operaio che lavorava alla catena di montaggio di General Motors e di una governante. Aveva sei fratelli.

Malcolm inizia a indossare abiti femminili all’età di 5 anni, ma a causa della sua omosessualità vive un’infanzia e un’adolescenza molto difficili: i genitori non accettano il suo orientamento e diviene anche vittima di violenza sessuale da parte di un ragazzino. Dopo il diploma si trasferisce a New York.

All’inizio si fece chiamare Black Marsha, per poi diventare Marsha P. Johnson: “P” derivava da “pay your mind”, che significa “non pensarci, non farci caso”, risposta che dava a chi le faceva domande sul suo genere (e che diede anche a un giudice in seguito a un arresto che poi, divertito da questa frase, decise di rilasciarla), e “Johnson” dal nome di un ristorante sulla 42^ strada.

Johnson, drag queen molto appariscente, fu anche attrice, fu fotografata da Andy Warhol, che le dediò una serie di serigrafie, e attivista per la prevenzione dell’AIDS. Partecipò ai moti di Stonewall nel 1969 e divenne un presenza nota alle marce di liberazione gay.

Nel 1966 viveva per strada e si prostituiva, motivo per cui fu arrestata molte volte e in un’occasione fu anche colpita da un’arma da fuoco. Marsha P. Johnson è stata un personaggio molto controverso: generosa e altruista, si dedicò ai più deboli e agli emarginati della società, ma fu anche una persona molto fragile mentalmente: aveva una doppia personalità che spesso emergeva, trasformandola in una persona irascibile e violenta, tanto che spesso doveva essere ricoverata e sedata. Le

La morte misteriosa

Nel 1992 il corpo di Marsha fu trovato galleggiare nel fiume Hudson. Al momento della sua morte aveva 46 anni. Trattato come caso di suicidio dalla polizia di New York, in realtà i suoi amici e compagni attivisti non hanno mai creduto a questa ipotesi a causa di una serie di incongruenze oltre che di una ferita dietro la testa.

Nonostante il suo fragile stato mentale, chi la conosceva era sicuro che Marsha non avesse tendenze suicide. È probabile che Johnson sia stata uccisa perché gay, ma all’epoca le forze dell’ordine non erano interessate a seguire il suo caso visto che riguardava un omosessuale.

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