Quanto guadagna Giorgio Gori? Biografia e stipendio del sindaco di Bergamo

Giorgio Gori è finito sotto i riflettori per un articolo di Marco Travaglio in cui il giornalista attacca il sindaco di Bergamo. Ecco chi è Giorgio Gori: biografia, vita privata e stipendio.

Quanto guadagna Giorgio Gori? Biografia e stipendio del sindaco di Bergamo

Giorgio Gori è finito di recente sotto i riflettori per l’attacco del giornalista Marco Travaglio. A destare scalpore è l’editoriale del direttore del Fatto Quotidiano dal titolo ’Giorgio Covid’.

Le risposte non si sono lasciate attendere e su Twitter è arrivato l’immediato sostegno al primo cittadino di Bergamo da parte di cittadini ed esponenti di partito.

Bergamo è stata tra le città più colpite dalla pandemia da coronavirus, ma il suo primo cittadino è riuscito a gestire in modo idoneo la situazione e forse anche per questo è tra i sindaci più amati del 2020.

Ma chi è Giorgio Gori? Vediamo di seguito la biografia, come è arrivato ad amministrare la città di Bergamo e a quanto ammonta il suo stipendio da primo cittadino.

Biografia e vita privata di Giorgio Gori

Giorgio Gori nasce a Bergamo il 24 marzo del 1960. Dopo essersi diplomato al liceo classico “Paolo Sarpi” della città lombarda, si iscrive alla facoltà di Architettura portando a termine i propri studi.

Oltre ad essere stato uno dei volontari bergamaschi a essere giunti in Irpinia nei giorni successivi al tremendo terremoto del 1980, gesto questo che gli è valsa nel 2011 la cittadinanza onoraria di Frigento, negli anni universitari inizia anche fin da subito a lavorare come giornalista.

La prima esperienza fu a Radio Bergamo, diretta allora da Vittorio Feltri, per passare in seguito a lavorare prima all’Eco di Bergamo e poi a Bergamo Oggi. Interrotta la carriera giornalistica, Giorgio Gori poi nel 1984 si avvicina al mondo delle televisione.

Entrato a Rete 4 quando ancora era di Mondadori, cresce professionalmente nel primo periodo sotto la sapiente ala protettiva di Carlo Freccero, uno dei massimi esperti di TV in Italia e attualmente membro del CDA della Rai.

Con l’avvento della Fininvest la carriera di Giorgio Gori è inarrestabile: nel 1988 è già responsabile del palinsesto delle tre reti, nel 1991 è direttore di Canale 5 per passare poi nel 1997 a dirigere Italia Uno prima di tornare al quinto canale nel 1999.

Un’altra svolta professionale per Gori avviene nel 2001 quando è tra i fondatori della società di produzione televisiva Magnolia. Dopo la decisione di scendere in politica, decide di abbandonare ogni incarico e partecipazione nella società nel 2012.



Per quanto riguarda la vita privata, dopo un primo patrimonio datato 1985, Giorgio Gori dieci anni più tardi convola a seconde nozze con la giornalista e conduttrice televisiva Cristina Parodi. La coppia sposata quindi da più di vent’anni ha tre figli.

Di recente la moglie è finita al centro di una polemica con la Lega. “A cosa è dovuta l’ascesa di Salvini? All’arrabbiatura della gente. Al fatto che probabilmente non è stato fatto molto di quello che era stato promesso di fare. È dovuta alla paura e anche all’ignoranza”. Questo sono state le parole rilasciate dalla Parodi in un’intervista, con il carroccio che ha poi chiesto le sue dimissioni dalla RAI.

La carriera politica

Dopo essersi iscritto al Partito Democratico nel 2011, Giorgio Gori inizia a curare la comunicazione dell’allora rampante Matteo Renzi. Abbandonata Magnolia come abbiamo già detto, nel 2012 si candida alle primarie del suo partito per il Senato, non venendo però eletto.

Due anni più tardi per lui però ecco arrivare il pronto riscatto. In occasione delle amministrative di Bergamo del 2014, vince questa volta le primarie diventando così il candidato sindaco del PD.

Alle elezioni, dopo essere risultato comunque il più votato al primo turno con il 45,48%, riesce a sconfiggere al ballottaggio l’allora sindaco di centrodestra Franco Tentorio riportando così il Partito Democratico alla guida della città lombarda.



Dopo esser diventato primo cittadino di Bergamo, lo step successivo per Gori è stato quello di tentare la scalata al Pirellone, venendo nominato candidato del centrosinistra alle elezioni regionali in Lombardia.

La sconfitta in Lombardia e il secondo mandato a Bergamo

All’interno del Partito Democratico senza dubbio Giorgio Gori può essere considerato un renziano di ferro e della prima ora. Una vicinanza questa all’ex premier che spesso non è stata vista di buon occhio dalla parte più sinistra della coalizione progressista.

Quando Giorgio Gori tempo fa ha annunciato la sua volontà di candidarsi come governatore alle elezioni regionali in Lombardia del 2018, il Movimento Democratico e Progressista assieme a Sinistra Italiana hanno accolto la notizia in maniera più che tiepida.

Dopo la nascita di Liberi e Uguali, Gori ha sentito il leader della lista di sinistra ma, nonostante delle concrete chance di vittoria se uniti, alla fine lo strappo non è stato ricucito.

Incassato il no grazie da parte di Liberi e Uguali che ha cnaidato Onorio Rosati, Giorgio Gori intanto ha intrapreso quello che è stato il suo tour elettorale fatto di 100 tappe che, partendo dalle valli, è giunto poi nelle città capoluogo.

A seguito della sconfitta elettorale in Lombardia, che ha fatto il paio con quella nazionale del PD che ha portato alle dimissioni da segretario di Matteo Renzi, Giorgio Gori è rimasto comunque nel partito, tornando ad amministrare la sua Bergamo. Il suo lavoro come sindaco è stato talmente apprezzato che alle amministrative del maggio 2019 è stato confermato per un secondo mandato di cinque anni come sindaco al primo turno.

Lo stipendio

Giorgio Gori è tornato sulle prime pagine della stampa in questi mesi non solo per la sua gestione della città di Bergamo nel periodo del coronavirus, ma anche per la sua proposta (accettata dal Consiglio dei Ministri) di aumentare lo stipendio per i sindaci dei piccoli comuni (meno di 3.000 abitanti).

Essendo Bergamo un Comune di circa 122.000 abitanti, per il suo ruolo di sindaco Gori percepisce uno stipendio da 5.010 euro netti al mese. Stando a Il Giorno, nella dichiarazione dei redditi 2014 il primo cittadino ha dichiarato 69.000 euro.

Nella dichiarazione dei redditi 2018 invece, come riporta il Corriere, il reddito imponibile è stato pari a 34.645 euro. Un calo questo dovuto alla cessione di molte partecipazioni azionarie (Ubi Banca, Saipem, Twitter e Credito Valtellinese).

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