Chi è Abu Bakr al-Baghdadi, ex leader del Califfato la cui morte è confermata dall’ISIS

Arriva la conferma dell’ISIS: al-Baghdadi è morto. Ma chi è Abu Bakr al-Baghdadi? Ex califfo dello Stato Islamico è stato uno degli uomini più ricercati del mondo.

Chi è al-Baghdadi? Abu Bakr al-Baghdadi era il capo dello Stato Islamico e, dopo la notizia di qualche settimana fa secondo cui il califfo era morto in un raid dell’aviazione militare di Mosca, ora arriva la conferma dell’ISIS, che annuncia anche che presto diffonderà il nome del nuovo leader del Califfato.

Abu Bakr al-Baghdadi era il capo dell’ISIS e in vita aveva una taglia sulla testa di 25 milioni di dollari. La notizia della sua morte era stata diffusa dal ministero della Difesa russa, che aveva annunciato che il numero uno dello Stato Islamico era morto il 28 maggio, nella periferia sud di Raqqa.

Non è la prima volta che al-Baghdadi viene dato per morto o ferito, ma questa volta la notizia arriva dalla tv irachena Al Sumaria che afferma che ci sarebbe la conferma diretta dello Stato Islamico.

Rimangono comunque dei dubbi perché sembra che la notizia è stata resa nota attraverso un comunicato dell’ISIS atipico.

Questo perché il comunicato dell’ISIS non è passato attraverso le fonti ufficiali del Califfato e vista la portata della notizia, ciò lascia abbastanza perplessi. Inoltre il comunicato diffuso sembra fosse molto breve e senza necrologio, come avvenuto in passato.

Per capire, però, come mai la notizia della morte di Abu Bakr al-Baghdadi rappresenti un duro colpo al Califfato, dobbiamo ripercorrere la sua storia e rispondere, in questo modo, alla domanda “chi è Abu Bakr al-Baghdadi?”.

Chi è Abu Bakr al-Baghdadi

Ibrahim al-Samarrai (o semplicemente Ibrahim al-Badri), al secolo Abu Bakr al-Baghdadi, è un terrorista di nazionalità irachena, ex leader dell’autoproclamato Stato Islamico o anche ISIS (oppure Daesh).

Abu Bakr al-Baghdadi è, in pratica, il leader e fondatore dell’ISIS, lo Stato Islamico nato nel 2014 e non riconosciuto, noto anche con il nome di Califfato e di cui Abu Bakr al-Baghdadi ha assunto, appunto, la carica di califfo.

Mentre ci si interroga su cosa effettivamente voglia l’ISIS e se sia davvero la mente del terrorismo internazionale, un’altra domanda sorge spontanea: cosa ha fatto Abu Bakr al-Baghdadi per diventare uno degli obiettivi più importanti degli ultimi anni dell’intelligence degli Stati Uniti?

Il 20 novembre 2016, infatti, le Nazioni Unite hanno definito Abu Bakr “nemico numero uno”.

Questo perché Abu Bakr al-Baghdadi è ritenuto il principale responsabile degli attentati, delle morti e delle sanguinose esecuzioni terroristiche compiute dall’ISIS e che negli ultimi anni sono state tristemente oggetto della cronaca nazionale ed internazionale.

Il leader dello Stato Islamico è sempre stato estremamente cauto e riservato, soprattutto nelle sue apparizioni sul web, fatto molto strano visto che l’ISIS ha fatto della propaganda online una delle sue armi più efficaci ed utilizzate.

Al-Baghdadi, invece, dopo essere apparso in un video il 24 giugno 2014 - nel quale annunciava la sua auto-investitura come califfo dello Stato Islamico - è praticamente scomparso dalla scena.

Secondo fonti provenienti da Mosul, la capitale dello Stato Islamico e ultimo baluardo dell’ISIS in Iraq, al-Baghdadi negli ultimi periodi aveva ridotto al minimo i suoi spostamenti e viveva in dei tunnel sotterranei, dormendo con il giubbotto esplosivo addosso, per farsi esplodere qualora stesse per essere catturato.

L’uomo, nell’ultimo periodo, secondo i rumors provenienti dagli USA, sarebbe vissuto in uno stato di profonda paranoia, tanto da aver fatto giustiziare un suo stretto collaboratore insieme a tutta la famiglia per paura che potesse rivelare i suoi segreti.

Abu Bakr al-Baghdadi: la storia del leader dell’ISIS

Ad Al-Baghdadi è legata la nascita dello Stato Islamico, una delle più pericoloso realtà terroristiche della storia.

Al-Baghdadi fu un imam al tempo della seconda invasione dell’Iraq da parte degli Stati Uniti, nel 2003. Quando aveva circa trent’anni nel febbraio del 2004, Al-Baghdadi fu arrestato per caso a casa di un amico jihadista, nei pressi di Falluja, e condotto nel carcere statunitense Camp Bucca in Iraq.
Quando fu arrestato, nessuno era a conoscenza della sua identità di combattente e fu registrato come “internato civile”.

Nei 10 mesi che trascorse all’interno del carcere l’uomo continuò la formazione religiosa che aveva intrapreso da bambino e venne rilasciato a dicembre dello stesso anno perché considerato un “prigioniero di basso livello”.

Un uomo introverso, con grandi doti da mediatore: così viene ricordato nei suoi mesi di detenzione. Stessa abilità mediatrice che userà poco tempo più tardi per conquistarsi la fiducia dei capi di al Qaeda e del Daesh.

La detenzione,infatti, fu per Al-Baghdadi una sorta di trampolino di lancio, come per molti dei prigionieri di Camp Bucca, luogo che venne successivamente rinominato l’Accademia perché ha permesso ai futuri terroristi di creare legami e contatti.

Liberato dalla detenzione, si arruola nelle file di Abu Musab al Zarqawi e del suo gruppo jihadista. L’obiettivo di Al Zarqawi era quello di creare lo Stato Islamico, aspetto questo non molto condiviso da Osama bin Laden che avrebbe preferito invece aspettare l’abbandono dell’Iraq da parte degli Stati Uniti e l’utilizzo di metodi meno sanguinari.

Alla morte di Al Zarqawi, il suo posto fu preso da Khalid al-Masri che assegnò ad Al-Baghdadi la carica di responsabile degli affari religiosi dello Stato Islamico. Nel corso degli anni divenne noto come l’Emiro di Rawa, cioè colui che puniva ferocemente coloro che non rispettavano gli insegnamenti della Sharia.

Il suo compito era, infatti, presiedere i tribunali istituiti per giudicare i cittadini accusati di aiutare il governo iracheno o le forze della coalizione, pronunciando la sentenza e decretando in questo modo la loro esecuzione pubblica. Secondo alcune fonti, dunque, il suo compito consisteva nel far rapire singoli individui o famiglie, elaborare l’accusa e farli giustiziare.

Nel 2010, dopo che Khalid al-Masri si fece esplodere per non essere catturato dall’esercito iracheno, il capo del consiglio militare Hajji Bakr fece eleggere Abu Bakr al-Baghdadi leader dello Stato Islamico, carica che ottenne con 9 voti su 11.

A quel punto, l’uomo prese il nome di Abu Bakr al-Baghdadi (Abu Bakr fu il nome del primo Califfo dopo la morte di Maometto e al-Baghdadi in onore della sua città di origine) e a giugno 2014 entra nella città di Mosul, conquistandola praticamente senza combattere, e lì proclama il Califfato, assumendo per sé la carica di Califfo.

Da quel momento l’ISIS è diventata una realtà sempre più preponderante nella quotidianità dell’Occidente, tristemente nota per le sue esecuzioni cruente e spietate.

Le domande a cui dar risposta sono ancora molte, per esempio come finirà la guerra in Siria contro l’ISIS? (Forse, soprattutto, quando)
E qual’è il vero rischio per l’Italia? E come vengono reclutati i terroristi in Italia? Ma anche, siamo davvero al sicuro quando viaggiamo?

In vent’anni di terrorismo, gli attentati in Europa (ma anche nel mondo) sono stati davvero molti e l’auspicio è che si giunga molto presto alla conclusione di tutto ciò.

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