Dopo l’attacco terroristico di Nizza, è allarme sicurezza in tutta Europa. Quali saranno i prossimi obiettivi? C’è davvero sempre l’ISIS dietro il terrorismo?
L’attentato di Nizza avvenuto sulla Promenade des Anglais pone nuovi interrogativi sulla sicurezza in Francia e nel resto dell’Europa.
Dove colpirà l’ISIS ora? Ci saranno nuovi attentati dopo Nizza? Ma soprattutto: c’è veramente lo Stato Islamico dietro gli attacchi terroristici delle ultime settimane di terrore?
A rispondere a questi interrogativi sorti dopo l’escalation di terrore con l’aggressione su un treno in Baviera, i fatti di Orlando e il furgone che ha investito una folla festante a Nizza, ha pensato l’Europol in un rapporto in cui assicura che non sempre l’ISIS coordina gli attacchi direttamente. Non sempre l’ISIS è la mente del terrorismo.
Nel report si legge inoltre come il Califfato abbia ripetutamente minacciato la Penisola Iberica e gli Stati membri della coalizione anti-Is nei loro video di propaganda, facendo riferimenti specifici a Belgio, Francia, Italia e Regno Unito.
Vediamo nel dettaglio cosa è emerso dall’analisi.
ISIS: chi è la mente dietro gli attentati?
Dal rapporto dell’Europol emerge una conferma importante ad ipotesi già avanzate precedentemente: il 35% di persone che hanno compiuto attentati erano lupi solitari, personaggi psicolabili, la cui instabilità mentale è la chiave per la forte radicalizzazione.
«Sebbene l’Isis abbia rivendicato gli attacchi di Orlando, Magnaville, Nizza e Wurzburg, nessuno dei 4 sembra essere stato pianificato, logisticamente sostenuto o eseguito direttamente dall’Isis, e in nessuno può essere stabilito un legame certo con il sedicente Stato Islamico».
L’Agenzia europea antiterrorismo e criminalità spiega come l’attentatore di Nizza e quello di Wurzburg non avessero affiliazioni chiare all’ISIS, ma che si fossero auto-indottrinati e che non c’è prova che l’attentatore si considerasse un membro dello Stato islamico a tutti gli effetti.
ISIS: le rivendicazioni degli attentati
L’Europol spiega che l’agenzia di stampa dello Stato Islamico Àmaq ha detto di aver ricevuto informazioni da una fonte non identificata riguardo gli attacchi a Nizza e in Germania:
«In contrasto con la chiara responsabilità espressa per Parigi e Bruxelles».
Cosa significa questa differenza? L’ISIS in sostanza sta tentando di mantenersi ancora molto attivo, attribuendosi attentati anche non direttamente commissionati - si nota l’enorme divario tra l’organizzazione meticolosa a Bruxelles e Parigi rispetto agli ultimi eventi - per trasmettere potenza e forza militare, quando sta perdendo molto terreno negli scenari di guerra.
Sa benissimo che i lupi solitarì non sono veri combattenti per il jihad e presto potrebbe venire fuori la verità.
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