Cesaratto: nessuna catastrofe con l’uscita dall’Euro (VIDEO)

Nessun miracolo ma neanche chissà quale catastrofe se l’Italia uscisse dall’Euro. Semmai i potenziali problemi potrebbero essere altri: le ritorsioni commerciali di quei Paesi che ci hanno voluto in Europa per convenienza o l’esclusione dal sistema digitale dei pagamenti. Questa l’analisi di Sergio Cesaratto, docente di politica monetaria dell’Ue, ospite di “Testa o Croce” su Money.it

Nessun miracolo ma neanche chissà quale catastrofe se l’Italia uscisse dall’Euro. Semmai i potenziali problemi potrebbero essere altri: le ritorsioni commerciali di quei Paesi che ci hanno voluto in Europa per convenienza o l’esclusione dal sistema digitale dei pagamenti. Questa l’analisi di Sergio Cesaratto, docente di politica monetaria dell’Ue, ospite di “Testa o Croce” su Money.it

Un condominio poco solidale

L’Europa è stata costruita molto male, non si fa una moneta unica senza un’unione politica. Servivano delle compensazioni basate su una solidarietà politica tra Paesi disomogenei anche se amici. La metafora è quella del condominio, siamo come dei vicini di casa, cerchiamo di andare d’accordo con una sorta di amministratore. Prendiamo le decisioni in comune, poi la sera tutti a casa propria.
La teoria economica aveva avvertito che fosse necessaria un’unione politica tra Paesi così diversi. Ci sono stati vantaggi per alcuni e svantaggi per altri. Chi ha avuto i vantaggi doveva sostenere chi è rimasto indietro, servivano anche trasferimenti fiscali.
Gli Stati Uniti invece hanno un’unione politica, rappresentano un’unica nazione, i trasferimenti tra stati ricchi e poveri sono significativi. In Europa non è possibile, il bilancio federale è solo dell’1% contro il 20% americano.
Negli Usa i singoli stati non possono andare in disavanzo, c’è una sorta di Maastricht che ha perfettamente senso,gli stati locali sono tenuti al pareggio di bilancio a fronte di un bilancio federale significativo che invece può andare in disavanzo, sostenuto da una banca centrale con compiti non solo di stabilità dei prezzi ma anche di piena occupazione.
In Europa l’unione è invece monca. C’è una solidarietà limitata. Siamo andati in Europa perché incapaci di disciplinarci, forse fuori dall’Euro ce la saremmo cavata meglio. In questa Europa la speranza che qualcosa cambi è piuttosto ristretta.

Tirati dentro per convenienza

La Germania è stata tirata dentro ma poi l’Europa è stata fatta secondo le sue regole. L’Italia è stata accettata perché gli industriali tedeschi e francesi non volevano che il nostro Paese giocasse fuori dall’Euro con un tasso di cambio maggiormente competitivo. Per questo ci hanno voluto dentro. I tedeschi ci hanno guadagnato molto anche in modo inaspettato.
C’è stata una crisi finanziaria simile a quella dei Paesi emergenti, con prestiti dai Paesi centrali verso quelli periferici come Spagna, Irlanda, Grecia, Portogallo, poi tornati sotto forma di importazione. Nei primi dieci anni dell’Euro, la Spagna sembrava crescere tantissimo, ma c’era una bolla edilizia sostenuta dai prestiti tedeschi.
La Germania languiva ma riusciva ad esportare molto in questi Paesi europei sostenendo la propria economia. Poi nel 2007-2008 ci si è resi conto che il debito di questi Paesi aveva raggiunto livelli molto alti.
La Spagna ha un saldo negativo, debiti netti pari al 90% del suo Pil eppure la crisi sembra colpire più l’Italia. Oggi la Germania ci guadagna molto meno, dovendo rivolgersi a mercati extra Ue, anche per l’Euro piuttosto debole.

I limiti della Bce

La Bce ha fatto da subito la prestatrice di ultima istanza verso il sistema bancario, fin dagli albori della crisi. Non lo ha fatto invece nei confronti degli Stati, in particolare verso Italia e Spagna. Solo con Draghi parte di questa liquidità verso le banche aveva il nascosto obiettivo che poi gli istituti italiani si comprassero i titoli di stato che gli stranieri non volevano più.
Nel 2012 Draghi annunciò interventi massicci e questo fu sufficiente a far diminuire lo spread. La Bce non può fare interventi mirati a sostenere in modo privilegiato Paesi come l’Italia. Negli Usa la danza è tra la Federal Reserve ed il governo federale, il governo di tutti gli Stati Uniti.
La Banca americana comprava titoli dello stato federale, sostenendo l’espansione fiscale. In Europa, senza un bilancio federale, la Bce deve comprare a pioggia e questo limita l’intervento da prestatrice di ultima istanza.
Un piccolo programma di sostegno limitato ai soli titoli periferici lo fece comunque tra il 2010 ed il 2013, comprando 200 miliardi di titoli da Paesi come Grecia e Italia.

Uscita dall’Euro, cosa accadrebbe?

L’uscita dall’Euro è un problema molto delicato. Non scoppierebbe l’inflazione. I fondamentali economici dell’Italia sono buoni, non avendo debito estero netto, quindi le conseguenze non sarebbero tragiche. Ci sarebbe una svalutazione della nuova lira del 20%, forse un po’ di inflazione in più. Cose che comunque non si verificò nel 1992. Saremmo avvantaggiati nelle esportazioni con una politica più espansiva. Nessun miracolo ma anche nessun dramma.
I problemi dell’uscita sarebbero le ritorsioni commerciali o di altro tipo da parte degli altri Paesi europei, proprio quelli che ci hanno voluto in Europa solo per convenienza e per annullare i nostri vantaggi competitivi.
Un problema potrebbe essere il debito denominato in Euro non convertibile nella nuova lira. Le imprese indebitate in Euro avendo ricavi in una moneta svalutata e debiti in Euro, vedrebbero aumentare il loro passivo. Situazioni in cui comunque l’Italia si è già trovata senza catastrofi.
Un’altra problematica potenziale, ancora più rilevante, potrebbe essere l’esclusione dal “software” dove viaggiano ad esempio tutti i bonifici bancari. Se ci trovassimo improvvisamente fuori, rimarremmo senza un sistema di pagamento. Si bloccherebbe il sistema bancario e di conseguenza l’economia. Questo sarebbe un problema serio. Comunque mi sembra un tema, quello dell’uscita dall’Euro, scomparso dall’agenda politica del governo.
Il problema principale oggi è rappresentato dai mercati e dagli spread. Una barca di soldi che viene sottratta al sostegno del sociale, nessun debito pubblico è sostenibile con tassi così elevanti. Qualcosa in Europa stiamo sbagliando.

Iscriviti alla newsletter Video per ricevere le news su Sergio Cesaratto

Condividi questo post:

1 commento

foto profilo

GGM • 4 mesi fa

Partiamo dalla realtà e verifichiamo ciò che sostiene. Alla UE manca una politica comune: verissimo, magari si potesse fare. La Germania funziona meglio di noi: vero solo per il centro-Sud, il Nord potrebbe competere (peccato che l’Italia funzioni ciome un enorme trasferimento di fondi da Nord a Sud senza però avere effetti positivi su questi ultimi). Vero che non possiamo più svalutare la moneta rispetto al Marco, ma rispetto a 30 anni fa non siamo più in concorrenza solo con i paesi dell’europa occidentale, ma con quelli dell’europa dell’ESt e soprattutto col Sud-Est asiatico. La lira si svaluterebbe del 20%: difficile. La sterlina si è svalutata del 20%, noi che andiamo decisamente peggio (lo dicono anche diversi studi) del 30-40% (e si rischia una bella botta al ceto medio che rischierebbe di galleggiare sulla soglia della povertà. Tassi di interesse sul debito. 2, 5 10 anni Italia vs Stati Uniti oggi: 0,02 vs 1,83 ; 0,90 vs 1,81 ; 1,60 vs 2,06 Da quando la BCE ha deciso di comprare il debito degli Stati gli interessi sono bassissimi, da sogno rispetto a prima e agli altri stati fuori UE. Se avessimo i rendimenti degli USA (100 punti in più) a regime pagheremmo l’1% in più sul debito, cioè 23 miliardi di € in più all’anno. Rispetto al periodo pre-euro, della Lira, siamo almeno il 3% sotto (almeno 60 miliardi di € in più di interessi a regime). POi mancano almeno 2 considerazioni fondamentali: i 400 miliardi di € che ci ha comprato la BCE e che dovremmo restituire (come facciamo se non riusciamo a trovarne 40 per la prossima manovra economica?); 250 miliardi che le nostre banche dovrebbero restituire alla BCE (Tltro). Stabilite voi se l’uscita dall’euro sia positiva o negativa per l’Italia...

Cesaratto: nessuna catastrofe con l'uscita dall'Euro (VIDEO)

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

\ \