Cassa integrazione Covid: nuova proroga in arrivo? Le parole di Orlando

Teresa Maddonni

18/05/2021

25/05/2021 - 12:52

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Meglio la cassa integrazione Covid prorogata per alcuni settori di un blocco dei licenziamenti generalizzato fino a ottobre. Lo ha detto ieri il ministro del Lavoro Andrea Orlando.

Cassa integrazione Covid: nuova proroga in arrivo? Le parole di Orlando

Cassa integrazione Covid: nuova proroga in arrivo? Il ministro del Lavoro Andrea Orlando è intervenuto sulla questione del blocco dei licenziamenti che per qualche azienda scadrà il prossimo 30 giugno 2021 e la richiesta dei sindacati di intervenite per una proroga generalizzata.

Il ministro ha parlato dell’opportunità, eventuale, di intervenire con la cassa integrazione Covid mirata piuttosto che prorogare in modo generalizzato il blocco dei licenziamenti che prosegue indistintamente da oltre un anno.

Il blocco dei licenziamenti, insieme alla cassa integrazione Covid, è stato prorogato dal decreto Sostegni. Ora per molte aziende che hanno accesso alla cassa integrazione ordinaria le settimane di CIG Covid scadono il 30 giugno insieme al blocco dei licenziamenti. Il ministro Orlando ha parlato di una proroga però. Vediamo cosa ha detto.

Cassa integrazione Covid: meglio la proroga del blocco dei licenziamenti

Per il ministro Orlando sarebbe meglio una proroga della cassa integrazione rispetto al blocco dei licenziamenti generalizzato oltre il 30 giugno come da sempre chiedono i sindacati.

“Credo che se ne possa discutere, ma penso che piuttosto che un blocco generalizzato sia preferibile pensare a interventi che proroghino l’intervento della cassa per situazioni specifiche.”

Il ministro titolare di Via Veneto, a margine di un evento nella giornata di ieri, ha dichiarato quindi che sarebbe preferibile una proroga della cassa integrazione per settori, per quelli magari maggiormente in difficoltà, e ha poi aggiunto:

“Penso che piuttosto che un provvedimento generale si può ragionare settore per settore, su strumenti che affrontino le situazioni dove le ferite sono più profonde.”

E ancora:

“Come agganciare l’utilizzo della cassa all’autorizzazione al licenziamento è un tema che tra l’altro è attualmente in discussione in Parlamento e possono venir fuori anche delle risposte che vanno nella direzione auspicata dai sindacati.”

Cassa integrazione Covid e blocco licenziamenti oggi

A oggi, al di là delle parole del ministro Orlando e delle richieste dei sindacati, il blocco dei licenziamenti e la cassa integrazione Covid hanno subito una proroga differenziata:

  • al 30 giugno 2021 per i lavoratori delle aziende che dispongono di CIG ordinaria e CIG straordinaria (soprattutto industria e agricoltura)
  • al 31 ottobre 2021 per i lavoratori delle aziende coperte da strumenti in deroga (soprattutto terziario).

La cassa integrazione nel dettaglio è così strutturata:

  • 13 settimane per la cassa integrazione ordinaria utilizzabili dal 1° aprile al 30 giugno 2021.
  • 28 settimane di CIG in deroga e assegno ordinario utilizzabili dal 1° aprile al 31 dicembre 2021. Le 28 settimane per cassa integrazione in deroga e assegno ordinario dal 1° aprile, se usate in modo consecutivo, arrivano fino a ottobre.

Intanto il ministro Orlando sempre ieri, e sempre sul lavoro del governo, ha dichiarato:

“Il governo sta costruendo una serie di strumenti, una sorta di cassetta degli attrezzi per dare le risposte a una situazione che non è uguale in tutti i settori e che non è uguale in tutte le aree del Paese. Abbiamo bisogno gli accompagnare le ristrutturazioni attraverso il dialogo sociale, quindi contratti di solidarietà e contratti di espansione, abbiamo delle aziende che stanno cercando di far ripartire i processi di investimento e per questo abbiamo previsto la possibilità di un prolungamento della cassa in alcune situazioni specifiche, abbiamo poi bisogno di incoraggiare i dipendenti in cassa integrazione e di riportarli al lavoro.”

Il contratto di espansione di cui il ministro ha parlato, già modificato con la Legge di Bilancio 2021, potrebbe essere esteso alle aziende con almeno 100 dipendenti con il prossimo decreto Sostegni bis.

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