Cassa integrazione Covid: addio dal 1° luglio, ma non per tutti. Cosa cambia

Teresa Maddonni

22 Giugno 2021 - 11:55

condividi

Cassa integrazione Covid: addio dal 1° luglio alla causale per l’emergenza e al blocco dei licenziamenti, ma solo per alcune aziende. Vediamo cosa cambia e quali sono le nuove regole.

Cassa integrazione Covid: addio dal 1° luglio, ma non per tutti. Cosa cambia

Cassa integrazione Covid: l’addio il 1° luglio e alcune imprese dovranno abbandonare la causale per l’emergenza.

Solo alcune imprese perché la modifica non riguarderà tutti e ci sarà ancora chi potrà continuare a utilizzare la cassa integrazione Covid.

Il decreto Sostegni bis ha introdotto la cassa integrazione scontata dal 1° luglio per le aziende che accederanno da quella data alla CIGO.

Per le imprese che accedono alla CIGO con causale Covid le 13 settimane del decreto Sostegni di marzo scadono il 30 giugno insieme al blocco dei licenziamenti. Vediamo cosa cambia dal 1° luglio per la cassa integrazione Covid.

Cassa integrazione Covid: stop dal 1° luglio, anche al blocco dei licenziamenti

La cassa integrazione Covid termina il 30 giugno quindi, per le imprese che accedono alla CIGO; il ricorso all’ammortizzatore sociale cambia dal 1° luglio.

Dal 1° luglio, finito il periodo di cassa integrazione ordinaria Covid di carattere emergenziale per i settori dell’industria e dell’edilizia, le aziende che non accederanno all’ammortizzatore sociale ordinario, ai sensi del decreto n.148/2015, potranno licenziare.

Dal 1° luglio infatti finisce la cassa integrazione Covid e scatta la possibilità di licenziamento, anche se il decreto n.73/2021, il Sostegni bis, ha previsto una possibilità di superare la crisi per le aziende comunque in difficoltà e vale a dire uno sconto sulla CIGO ordinaria fino al 31 dicembre.

Se il destino della cassa integrazione Covid è ormai certo, diversa è la condizione del blocco dei licenziamenti.

Dopo il 30 giugno per qualcuno dovrebbe finire, ma i sindacati spingono ancora per la proroga generalizzata.

Intanto la cassa integrazione Covid è prevista ancora fino al 31 dicembre per le aziende che accedono a quella in deroga e assegno ordinario.

Cassa integrazione Covid: addio dal 1° luglio, ma sconto sulla CIGO

E se la cassa integrazione Covid viene meno dal 1° luglio per le aziende che accedono alla CIGO, le stesse possono utilizzare l’ammortizzatore ordinario da quella data con uno sconto.

Come anticipato infatti il decreto Sostegni bis ha previsto per le aziende che accedono alla cassa integrazione ordinaria o straordinaria da quella data l’esonero del pagamento del contributo addizionale all’INPS e fino al 31 dicembre 2021.

Le stesse aziende che accederanno alla cassa integrazione non Covid, ma agevolata, tuttavia, non potranno licenziare.

Resta quindi nel caso specifico il blocco dei licenziamenti per motivi economici e quelli collettivi per riduzione del personale. Resta tuttavia la possibilità di poter licenziare:

  • per le imprese che hanno cessato l’attività;
  • per le imprese dichiarate fallite quando non sia previsto l’esercizio provvisorio;
  • nelle ipotesi di accordo collettivo aziendale, stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, limitatamente ai lavoratori che aderiscono al predetto accordo;
  • cambio di appalto.

Dal 1° luglio la cassa integrazione, ai sensi del decreto n.148/2015, sarà:

  • di 52 settimane nel biennio mobile per la CIGO;
  • di 24 mesi nel quinquennio mobile per quella straordinaria.

Iscriviti a Money.it