Cambio Euro Dollaro in netto ribasso dopo il rally di ieri. Possibile ritorno in area 1,07

Livio Spadaro

4 Dicembre 2015 - 11:45

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Il cambio Euro-Dollaro è in forte ribasso dopo il rally di ieri. Secondo gli esperti, se i dati USA di oggi sulla disoccupazione saranno solidi, il cross tornerà a quota 1,07.

Il cambio Euro-Dollaro dopo il rally di ieri nel quale ha toccato quota 1,0981, causato dall’annuncio delle manovre BCE, sta muovendosi stabilmente a ribasso sotto quota 1,09. Molti esperti reputano che gli acquisti sull’Euro di ieri siano frutto delle aspettative deluse da Draghi e che il vero driver del cambio saranno le decisioni della Federal Reserve.

Cambio Euro-Dollaro: oggi focus su NFP e disoccupazione USA

Il cambio Euro-Dollaro è in ribasso, scambiando sotto quota 1,09. Le decisioni della BCE di ieri hanno generato una ricopertura delle posizioni short che hanno portato il cambio a toccare quasi quota 1,10.

Il mercato si aspettava un aumento monetario del QE che invece non c’è stato. Il focus ora è incentrato sui non-farm payrolls e la disoccupazione USA che, se positivi, daranno ulteriori indicazioni positive su rialzo dei tassi USA che la Federal Reserve potrebbe decretare nella prossima riunione di metà Dicembre.

Cambio Euro-Dollaro, analisti: con dati USA solidi cross di nuovo a 1,07

Oggi ci si potrebbe attendere un ritorno sotto quota 1,07 se i dati macroeconomici statunitensi si riveleranno solidi come da aspettative.

Molti analisti sono d’accordo nel dire che il vero driver del cambio sarà la decisione della Fed in merito al rialzo dei tassi.

Yunosuke Ikeda, strategist di Nomura, si aspetta che il cambio Euro-Dollaro raggiunga la parità entro la prima parte del 2016, ritenendo che non ci sia stato nessun cambiamento nel trend ribassista del cross.

Yasuaki Amatatsu, analyst di Bank of Tokyo, ha commentato che la reazione del cambio post-conferenza di Draghi sia stata eccessiva, attendendosi un ribasso del cross sotto quota 1,07 già oggi se i dati macro USA saranno in linea con le attese.

Alessandro Fugnoli, strategist di Kairos, la Fed sarà il driver del cambio nei prossimi mesi. L’esperto ha spiegato che l’Europa sta proseguendo su una strada a sé mentre gli USA stanno mettendo in atto una nuova fase del ciclo economico.

Per Fugnoli, il rialzo dei tassi USA, anche se minimo, rappresenta una svolta per l’economia americana che si trova in una fase espansiva da 7 anni. Lo strategist di Kairos ha concluso dicendo che l’avvio di questo nuovo ciclo dell’economia USA terrà occupati gli investitori del cambio EurUsd per i prossimi anni.

Cambio Euro-Dollaro: analisi tecnica su base daily. Configurazione ancora a ribasso

Dall’analisi grafica del cambio Euro-Dollaro non emerge nessun cambiamento della configurazione rialzista che, anzi, sembrerebbe accentuarsi visto l’incrocio a ribasso della media a 60 giorni con quella a 200.

Questo incrocio denota una configurazione negativa nel breve-medio periodo. Quindi, il rally di ieri sembrerebbe scaturito più da una ricopertura degli short che non da veri e propri acquisti sull’Euro.

Questa ipotesi trova conferma negli indicatori RSI ed MFI. L’RSI non si è spinto oltre il valore espresso in occasione del superamento dei massimi di ieri (pari a quelli di Agosto 2015). L’MFI è fuoriuscito dalla zona di ipervenduto ma senza troppa forza, indicando una pressione ribassista nei volumi di scambio di ieri.

L’ADX segnala un rialzo con il +DM che si trova al di sopra del -DM con buona forza del trend. Tuttavia, l’ADX si trova in una fase di flessione, indicando una diminuzione della forza rialzista sprigionatasi ieri.

Ieri il cambio ha rotto la (ormai ex) resistenza vista in colore giallo a quota 1,0813 dopo aver rimbalzato sull’importante supporto di 1,0523. Il cross oggi si sta avvicinando all’ex-resistenza, con l’intento di testarne la validità.

Se i dati macro USA si riveleranno solidi, ci si può attendere la rottura a ribasso del supporto che proietterebbe l’EurUsd di nuovo verso quota 1,05.

Viceversa, nel caso i dati USA si riveleranno al di sotto delle attese, ci si può attendere un rialzo, con resistenza fissata dalla media mobile a 200 giorni. Tuttavia, le continue indicazioni positive dei membri della Fed sul rialzo dei tassi, potrebbero fare in modo che, anche in caso di dati poco solidi, il cambio non riesca a sfondare la resistenza della media a 200 in area 1,1.

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