COVID-19: una grande azienda italiana potrebbe licenziare 1.500 dipendenti

Italo-Nuovo Trasporto Viaggiatori potrebbe ridurre ancora le corse: a rischio il destino di 1.500 dipendenti.

COVID-19: una grande azienda italiana potrebbe licenziare 1.500 dipendenti

Le conseguenze economiche del COVID-19 ci sono e si vedono: nonostante le rassicurazioni da parte del Governo durante il lockdown - “nessuno dovrà perdere il lavoro a causa del coronavirus” - la crisi continua a produrre i suoi effetti.

I disoccupati causa COVID sono in costante aumento e anche le grandi aziende non sono a riparo dalle conseguenze economiche dalla pandemia. È notizia dell’ultima ora, infatti, che una grande azienda italiana rischia di dover licenziare a breve 1.500 lavoratori: si tratta della compagnia privata Italo - Nuovo Trasporto Viaggiatori, la quale sta soffrendo la decisione del Governo di introdurre restrizioni anche sui trasporti pubblici per limitare il rischio contagio da COVID-19.

In queste ore, infatti, Italo ha annunciato che presto ci saranno dei nuovi tagli delle corse il che avrà ripercussioni anche sui dipendenti dell’azienda: si stima che circa 1.500 perderanno il lavoro, senza contare poi che verrà posto un freno al piano assunzioni che l’azienda aveva in mente di attuare nei prossimi anni.

Perché 1.500 lavoratori di Italo Treno rischiano di essere licenziati

Da quando è stata fondata, nel 2006, la compagnia non ha sofferto così tanto come oggi. Causa COVID-19, l’intero settore trasporti ha subito dei notevoli cali di fatturato e il fatto che il Governo abbia deciso di introdurre delle restrizioni di certo non aiuta in vista della ripartenza.

Tant’è che la Nuovo Trasporto Viaggiatori ha annunciato che entro novembre 2020 ci saranno nei nuovi tagli alle corse, le quali saranno ridotte di altre 15 unità: questo significa che 1.500 lavoratori perderanno il lavoro, i quali salgono a 5.000 se si guarda anche all’indotto.

L’azienda vincola questa decisione alle future scelte del Governo: sarà possibile evitare i tagli alle corse, infatti, qualora ci fosse un allentamento delle restrizioni. In caso contrario sarà inevitabile procedere in questa direzione riducendo ancora una volta il numero di corse sul territorio.

Basti pensare che un anno fa erano 110 i collegamenti attivi a settimana: attualmente siamo scesi ad 80 e qualora ci dovesse essere un nuovo taglio si arriverebbe a 65. In un anno, quindi, la pandemia avrebbe quasi dimezzato il numero delle corse, con tutte le conseguenze del caso.

A rischio anche i servizi no stop Roma-Milano, come pure le linee Milano-Venezia, sulla Venezia-Roma-Napoli e la Torino-Reggio Calabria.

E a pagarne le conseguenze saranno quei 1.500 lavoratori che perderanno il posto e che, viste le difficoltà che attraversano tutti i settori, faticheranno non poco per trovare un nuovo impiego.

Italo costretta a licenziare: quale soluzione?

Nel frattempo il Ministro dei Trasporti, Paola De Micheli, sta provando a mediare per evitare una situazione dove 1.500 lavoratori di una grande realtà italiana perdono il lavoro.

Si sta provando a cercare una soluzione, ma va detto che i vertici di Italo Treno sono stati molto chiari a riguardo: o la capienza verrà almeno equiparata a quella del trasporto pubblico - che oggi è all’80% e al 50% per l’alta velocità - oppure la soppressione di diverse corse, e la perdita annessa di posti di lavoro, sarà inevitabile.

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