COVID-19 Emilia Romagna, ulteriori restrizioni: Bonaccini firma la nuova ordinanza

Nuove misure restrittive contro la diffusione del coronavirus, sono previste dalla nuova ordinanza in Emilia Romagna, alcune, d’intesa con Veneto e Friuli Venezia Giulia. I dettagli.

COVID-19 Emilia Romagna, ulteriori restrizioni: Bonaccini firma la nuova ordinanza

Il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, ha firmato oggi 12 novembre 2020 una nuova ordinanza che prevede ulteriori misure restrittive, per combattere con più forza la diffusione del COVID-19. Il provvedimento era stato già annunciato nella giornata di ieri, la tendenza era chiara ma mancavano i dettagli sulle restrizioni da adottare.

COVID-19 Emilia Romagna: l’ordinanza di Bonaccini

Così non si può continuare, in sintesi è stato questo il senso delle affermazioni del governatore della Regione Stefano Bonaccini, che hanno portato alla stesura della nuova ordinanza per l’Emilia Romagna, per contrastare l’aumento di casi positivi al coronavirus e per evitare che le strutture sanitarie possano andare sotto stress, visto il numero di ricoveri in ospedale e le degenze nelle terapie intensive che potrebbe andare fuori controllo.

Le nuove norme anti COVID-19 entreranno in vigore da sabato 14 novembre 2020, dirette a limitare quanto più possibile gli assembramenti, prevedono la chiusura dei negozi di domenica, fatta eccezione per gli esercizi dedicati alla vendita di generi alimentari, le parafarmacie e farmacie, edicole e tabaccherie. Restano aperti, così come già previsto dal DPCM dello scorso 3 novembre, bar e ristoranti che continueranno a chiudere alle 18:00.

Tuttavia, c’è da tenere conto che l’Emilia Romagna, in seguito al monitoraggio dei dati di venerdì 13, potrebbe anche cambiare lo status da zona gialla ad arancione, il che obbligherebbe a chiudere la saracinesca, anche di bar e ristoranti.

Restrizioni per l’Emilia Romagna, condivise da Friuli Venezia Giulia e Veneto

Tornando all’ordinanza firmata da Bonaccini, essa (così come in Friuli Venezia Giulia e Veneto) prevede lo stop delle lezioni di ginnastica, di canto e con l’utilizzo di strumenti a fiato, per le scuole elementari e medie. Inoltre, l’attività sportiva e motoria dovrà essere limitata, quindi circoscritta nelle aree periferiche e verdi. Ciò vuole dire che, non si potrà più svolgere nei centri storici o sui lungomari, ovvero in tutti i luoghi affollati.

Alla decisione di chiudere i negozi per la sola domenica, si aggiunge la chiusura delle medie e grandi aree di vendita nei giorni prefestivi e festivi. In tutti gli esercizi commerciali, potrà entrare solo una persona per nucleo familiare, fatta salva la necessità di accompagnare un disabile o un minore di 14 anni. Stop allo svolgimento di mercati, pubblici o privati che siano.

Non si possono consumare bevande o alimenti in area pubblica, all’interno dei locali è vietata la somministrazione e la consumazione in piedi dopo le ore 15:00, infatti, da questo orario e fino alle 18:00 è consentito farlo, dentro o fuori i locali ma solo con posti a sedere distanziati. Senza limitazione oraria la consegna a domicilio.

In caso di piani speciali che prevedono regole ben precise anti COVID-19, i Comuni possono consentire lo svolgimento dei mercati settimanali.

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