Brexit: Parlamento dà ok definitivo, ora manca solo la conferma dell’Ue

Il Parlamento britannico a guida Johnson conclude senza difficoltà il percorso legislativo della Brexit

Brexit: Parlamento dà ok definitivo, ora manca solo la conferma dell'Ue

Dopo quasi quattro anni si è sostanzialmente concluso l’iter legislativo della Brexit. In una votazione completamente priva delle accese discussioni e stravaganze dell’anno scorso, il Parlamento britannico ha approvato l’accordo sul divorzio dall’Unione Europea, che avverrà formalmente il 31 gennaio. Adesso si attende soltanto la convalida da parte dell’Europarlamento.

Ultimo passo del Regno Unito verso la Brexit

Il primo ministro britannico Boris Johnson, reduce dal successo elettorale del 12 dicembre scorso, ha potuto contare sulla rapidità di un Parlamento sotto il controllo dei Tory.

La Camera dei Comuni ha così rispedito ai Lord la legge dopo aver agevolmente respinto 5 emendamenti, uno dei quali serviva a permettere ai rifugiati minorenni non accompagnati di venire in UK per unirsi a un familiare. La modifica in questione era stata proposta da Alfred Dubs, parlamentare che, da bambino, si era rifugiato nel Regno Unito per fuggire ai nazisti.

Johnson ha detto che il governo intende comunque approvare una misura simile, ma che questa non doveva essere inclusa formalmente nell’iter parlamentare. I laburisti hanno ampiamente criticato la scelta del governo. Ruth Tanner, dirigente Oxfam, ha detto che è “un inizio molto triste per il futuro della Gran Bretagna fuori dal’Unione Europea”.

Brexit, con le trattative commerciali inizia un nuovo momento difficile

Ma secondo numerosi analisti il momento più critico dell’era Johnson sta per cominciare. Regno Unito ed Europa, infatti, dovranno trovare un accordo commerciale, e le diverse parti non sembrano pronte a fare troppi compromessi. Diversi osservatori sono stati anzi in allarme dopo le dichiarazioni del ministro delle Finanze Sajid Javid, secondo il quale, alla fine, la Gran Bretagna non sarebbe intenzionata ad allinearsi alla regole Ue.

Il rischio è che il Regno Unito adotti standard più bassi in tema di ambiente e lavoro, oppure finisca per offrire sussidi statali alle aziende. Tali pratiche metterebbero nuove barriere al commercio, che potrebbero danneggiare interi settori.

Secondo il Telegraph, pratiche del genere spingeranno infatti la Commissione europea a proporre al Regno Unito un accordo commerciale peggiore di quello offerto al Canada e al Giappone.

Eppure, ribatte il premier Boris Johnson, se non quello di adottare regole proprie, qual è lo scopo della Brexit?

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