Elezioni Regno Unito, risultati ufficiali: Boris Johnson trionfa

Risultati ufficiali elezioni Regno Unito: larga vittoria per i Conservatori, con Boris Johnson che così avrà la forza alla Camera dei Comuni per approvare entro il 31 gennaio il suo accordo sulla Brexit.

Elezioni Regno Unito, risultati ufficiali: Boris Johnson trionfa

Risultati elezioni Regno Unito in diretta live: netta vittoria per i Conservatori che sono abbondantemente oltre la soglia della maggioranza con le previsioni degli exit poll che sono state perfettamente rispettate.

Per Boris Johnson, primo ministro uscente e leader dei Conservatori, si tratta di autentico trionfo visto che i Tory hanno ottenuto 365 seggi a fronte di una maggioranza di 326.

Autentica disfatta per Jeremy Corbyn, guida dei Labour che non sono andati oltre i 203 seggi e che ora è sul banco degli imputati con diversi esponenti del suo partito che chiedono la sua testa.

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Elezioni Regno Unito 2019: risultati ufficiali

I risultati ufficiali dopo lo spoglio di 650 seggi su 650.

^PartitoRisultatoSeggi
Conservatori 43,6% 365
Laburisti 32,3% 203
Brexit Party 2,0% /
Green Party 2,7% 1
Liberali 11,5% 11
Ukip 0,1% /
Partito Nazionale Scozzese 3,9% 48
Plaid Cymru 0,5% 4
DUP 0,8% 8
Sinn Féin 0,6% 7
SDLP / 2
Alliance / 1

La diretta live:

Ore 08:05 - Praticamente scomparsi sia il Brerxit Party che l’Ukip, con i loro elettori che hanno votato in massa per i Conservatori.

Ore 07:49 - I risultati ufficiali confermano le previsioni degli exit poll, con i Conservatori che ottengono una maggioranza extra large stravincendo queste elezioni.

Ore 00:52 - I Conservatori strappano ai Laburisti lo storico seggio di Blyth Valley, mentre in Scozia il PNS dovrebbe aver conquistato 55 seggi su 59.

Ore 00:17 - La leader dei Liberali Jo Swinson potrebbe aver perso il proprio seggio.

Ore 23:45 - Boris Johnson invece è già ai ringraziamenti.

Ore 23:33 - Dopo gli exit poll, sia esponenti Conservatori che Laburisti invocano la calma in attesa dei primi risultati ufficiali.

Ore 23:30 - Se confermato l’esito degli exit poll, per i Conservatori si tratterebbe della più grande vittoria dai tempi della Thatcher.

Ore 23:21 - Vola la Sterlina dopo la pubblicazione degli exit poll.

Ore 23:07 - Nel dettaglio questi sono i seggi assegnati dall’exit poll dell’istituto Ipsos Mori.

Ore 23:00 - I primi exit poll danno Boris Johnson con 368 seggi e quindi con una ampia maggioranza, Corbyn non andrebbe oltre i 191 seggi.

22:15 - Boris Johnson ha ultimato pochi istanti fa una visita al suo collegio elettorale di Uxbridge, a sole poche ore dalla chiusura dei seggi.

Qui la sua maggioranza si è gradualmente ridotta nel tempo fino a dimezzarsi, tanto che in molti hanno fatto notare come il primo ministro si trovi di fronte a una “dura battaglia” per mantenere il comando.

21:00 - A decine di studenti dell’Università di Southampton è stato impedito di votare a causa di “errori amministrativi”. Lo ha fatto sapere lo stesso sindacato studentesco, che ha dichiarato di essere a conoscenza di almeno 76 casi in cui agli studenti non è stato concesso il voto perché non erano nella lista dei seggi elettorali, malgrado fossero registrati regolarmente.

Sul suo sito web, il sindacato ha espresso molta preoccupazione per la circostanza, che ha definito “inaccettabile e angosciante” per l’intero Paese:

“Tutti coloro che ne hanno facoltà e ne sono in grado dovrebbero esercitare il loro diritto di voto. Ci sono state più di 2 settimane per adeguare i registri elettorali e aggiornare le informazioni fornite ai seggi, è pertanto inaccettabile che ci si ritrovi ora di fronte a barriere per gli elettori”.

20:03 - Alcuni attivisti del partito laburista hanno denunciato alla polizia la presenza di manifesti anti-Corbyn definiti “offensivi e illegali”.

Questi ultimi sarebbero stati diffusi durante la notte a Sheffield, una città della contea di South Yorkshire; mostravano una foto di Corbyn accompagnata da diverse frasi diffamanti, del calibro di “non lasciare che vinca questo estremista” e “affideresti i tuoi figli a quest’uomo?”.

Ore 19:32 - Nel pieno delle votazioni, emerge un dato non privo di significati: quasi la metà degli utenti Facebook nel Regno Unito ha visualizzato almeno un video della pagina a sostegno di Jeremy Corbyn, Momentum.

Si tratta di 17 milioni di utenti Facebook contro i 13 milioni del 2017, sui 36 milioni di utenti totali nel Regno Unito. La pagina Momentum ha sfornato più di 160 video durante la campagna elettorale, arrivando a circa 70 milioni di visualizzazioni su Facebook e Twitter, con almeno 17 video che hanno raggiunto e abbondantemente superato quota 1 milione di views.

Per contro, il video più visto dall’utenza del fronte conservatore ha 1,4 milioni di visualizzazioni su Facebook.

Ore 18,51 - ll piano per la Brexit di Johnson potrebbe indebolire l’economia UK di quasi il 2%. Lo ha sostenuto, solo pochi minuti fa, l’Osservatorio delle politiche commerciali del Regno Unito (UKTPO).

Ore 18,13 - Ancora numerose le segnalazioni di lunghe code fuori dai seggi elettorali, anche di mezz’ora o quaranta minuti, che non di rado finiscono per spingere diversi elettori a rinunciare al voto.

Le file fanno pensare a un’affluenza pronta a mostrarsi di gran lunga superiore rispetto alle elezioni generali del 2017.

Ore 17:40 - Gli elettori indecisi si trovano ad affrontare una “scelta storica”. Sono parole di Jeremy Corbyn, che pochi istanti fa è stato suo malgrado protagonista di un curioso siparietto: una donna vestita dal pupazzo dei Muppet Elmo l’ha affrontato in un breve ma bizzarro faccia a faccia.

Ore 17:10 - La deputata americana Alexandria Ocasio-Cortez appoggia il laburista Jeremy Corbyn, postando su Twitter un video-critica nei confronti di Boris Johnson:

“L’accumulo di ricchezze da parte di pochi sta andando a scapito della vita di una moltitudine di persone. Si può cambiare solo grazie a un’enorme ondata di nuovi elettori alle urne. Regno Unito, al voto!”

 

Ore 16:42 - Arrivato al vertice UE a Bruxelles, il primo ministro irlandese Leo Varadkar ha dichiarato che importa poco o nulla il nome del ministro vincente, l’unica cosa che conta davvero è che termini l’incertezza e il conseguente stallo del parlamento:

“La cosa migliore per l’Irlanda, il Regno Unito e l’Europa intera è che cessi questo scenario dominato dall’incertezza; quindi se questo obiettivo sarà raggiunto con il primo ministro Johnson vincente o con altri non ha grande importanza”.

Ore 16:17 - Si stima che i primi risultati ufficiali relativi ai seggi inizieranno ad arrivare intorno alla mezzanotte ora italiana, dalle ore 23.00 invece spazio agli exit poll.

Ore 14:45 - Si segnalano lunghe file ai seggi, con soprattutto i più giovani che si starebbero recando in maniera massiccia alle urne.

Ore 11.57 - Un uomo sarebbe stato arrestato in un seggio in quanto sospettato di avere con sé un dispositivo sospettoso

Ore 11:43 - Anche il leader Labour Jeremy Corbyn ha espletato le sue operazioni di voto.

Ore 11:16 - Appello di Greta Thunberg a “un voto per il pianeta e le future generazioni”.

Ore 11.09 - Boris Johnson si presenta al seggio in compagnia del suo cane.

Ore 08.00 - Aperti i seggi, non si registrano particolari problematiche.

I sudditi di Sua Maestà in queste elezioni sono chiamati a eleggere i 650 membri della Camera dei Comuni attraverso un sistema di voto puramente maggioritario, che si basa sul principio del first-past-the-post.

Tutto il Regno Unito (Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord) viene diviso in 650 collegi uninominali, dove viene eletto il candidato che ha preso anche un solo voto in più dei suoi avversari.

Di conseguenza un partito per avere la maggioranza dovrà ottenere almeno 326 seggi. In totale saranno 3.415 i candidati in corsa, compresi 206 indipendenti, in rappresentanza di ben 68 partiti differenti.

Partiti e programmi

Dando uno sguardo ai programmi dei quattro principali partiti in corsa, appare evidente che in questo voto c’è stato una sorta di Conservatori contro tutti. Nonostante questo, i sondaggi della vigilia davano Boris Johnson in netto vantaggio rispetto ai suoi avversari con le previsioni che poi sono state confermate dalle urne.

Mai come questa volta il panorama politico britannico è apparso spaccato tra partiti pro Brexit, anche a ogni costo compreso quel no deal che tanto spaventa i Mercati, contrapposti a chi vorrebbe invece un secondo referendum o un passo indietro in merito al leave.

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I Conservatori hanno raggiunto lo scopo con queste elezioni di ottenere i numeri necessari per approvare l’accordo sulla Brexit negoziato da Johnson, abbandonando così l’Unione il prossimo 31 gennaio.

Su posizioni simili ci sono il Brexit Party e quello che rimane dell’Ukip, mentre partiti nordirlandesi come il DUP e l’UUP storicamente alleati dei Tory sono contro l’accordo più che contrariati da come è stato trattato il tema dei confini doganali.

Contrari alla Brexit oppure a favore di un secondo referendum sono invece i Laburisti, i Liberali, il Partito Nazionale Scozzese, i gallesi di Plaid Cymru e infine i nordirlandesi di Sinn Féin, Alliance e SDLP.

Ora che Boris Johnson ha ottenuto una solida maggioranza alle urne, si è evitato che tutti i partiti ostili al suo accordo possano impantanare nuovamente i Conservatori a Westminster, con la telenovela della Brexit che di conseguenza sarebbe continuata ad andare avanti.

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