Bonus Poletti e rimborso pensioni: domanda, pagamento arretrati, rivalutazioni, montanti contributivi e tassazione

Come ottenere il bonus Poletti? Quando arriverà il rimborso sulle pensioni? Cosa avverrà negli anni successivi e quale sarà il regime di tassazione applicato agli arretrati erogati? La guida pratica.

Con l’approvazione del decreto legge sul rimborso delle pensioni e la presentazione del cosiddetto bonus Poletti, il Governo ha reso operativa una prima attuazione della sentenza della Corte Costituzionale che ha reputato illegittimo il blocco delle rivalutazioni degli assegni pensionistici superiori a tre volte il minimo.

Senza considerare il fatto che non si tratta, in realtà di un bonus perché la misura non può essere considerata un incentivo o un’agevolazione fiscale ma solo come la restituzione di una somma effettivamente spettante ai contribuenti, occorre capire quali sono le modalità e i tempi con cui il rimborso pensioni sarà effettivamente erogato ai contribuenti interessati.

Domanda e tempi per ottenere il rimborso pensioni
Per quanto riguarda la misura approvata ieri, occorre ricordare che si tratta di un decreto legge che, in quanto tale, diventa operativo il giorno successivo a quello della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale; successivamente, poi, il Decreto deve essere convertito in legge dal Parlamento. I tempi di questo iter potrebbero ragionevolmente far pensare che il rimborso per le pensioni non rivalutate arriverà con l’assegno di Agosto.
Ancora non sono state fornite informazioni chiare e dettagliate sulle modalità di erogazione del rimborso tuttavia non dovrebbe essere necessaria la presentazione di una specifica domanda, dal momento che sarà l’INPS a calcolare l’importo spettante, inversamente proporzionale al trattamento pensionistico percepito (all’aumentare della pensione il rimborso diminuisce, per poi essere nullo oltre la soglia dei 3200 euro)

Bonus Poletti: a quanto ammonta e a chi spetta
La scelta di utilizzare il termine bonus da parte del Governo, deriva dal fatto che si tratterà di un rimborso una tantum, un solo rimborso per risarcire la mancata rivalutazione delle pensioni avvenuta negli anni 2012 e 2013. Il rimborso sarà erogato ai titolari dei trattamenti pensionistici superiori a 3 volte il minimo, e decrescerà al crescere dell’importo dell’assegno pensionistico, come spiegato dal Premier Renzi in conferenza stampa; i titolari di trattamenti pensionistici superiori a 3200 euro non percepiranno alcun rimborso.
Anche se al momento è stato stabilito un solo rimborso una tantum, il comunicato stampa diramato al termine del CdM accenna a ulteriori risarcimenti che dovrebbero produrre, una volta messi a regime, una spesa per lo stato pari «a 500 milioni dal 2016 in poi». Non sono stati ancora forniti ulteriori particolari riguardo a questi risarcimenti, successivi, che potrebbero aver luogo dal 1 Settembre.

Rivalutazioni e montanti contributivi
Per le pensioni superiori a tre volte il trattamento minimo sarà definitivo un meccanismo di rivalutazione più favorevole rispetto a quello previsto dalla normativa attualmente vigente (L. 147/2013) che potrebbe entrare in vigore già dal 2016.
Il decreto approvato dal Governo prevede anche una misura volta a scongiurare il pericolo della rivalutazione negativa del montante contributivo: tale pericolo si è concretizzato lo scorso anno, quando l’Istat, calcolando la media del PIL dei 5 anni precedenti aveva ottenuto un coefficiente di rivalutazione inferiore a 1. Un fenomeno, questo, che avrebbe dato luogo, quest’anno, a un indice di rivalutazione dei contributi versati al 31 dicembre 2013 (0,1927) negativo, essendo il valore da utilizzare pari a 0,998073, con la conseguenza ultima di ottenere una decurtazione (seppur minima) anziché una rivalutazione del montante contributivo.

Tassazione dei rimborsi
Secondo il Testo Unico delle Imposte sui Redditi i tutti gli importi riferibili ad anni precedenti (compresi gli importi pensionistici) sono soggetti a tassazione separata; presumibilmente, quindi, anche i rimborsi assegnati ai pensionati saranno assoggettati a tassazione separata.
Si tratta di un sicuro vantaggio, soprattutto per quei pensionati che percepiranno un rimborso più elevato, dal momento che il bonus ottenuto sarà assoggettato a un’aliquota media e non ci sarà prelievo a titolo di addizionale regionale e comunale.
La tassazione potrebbe risultare però, meno favorevole nel caso in cui il forfait fosse riferito, almeno in parte, anche al 2015: in questo caso, almeno le somme riferite all’anno corrente sarebbero tassate con l’aliquota ordinaria. Anche su questo punto si attende il testo del decreto per capire quali saranno le modalità di tassazione effettivamente adottate.

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1 commento

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corsarino • Giugno 2015

Perché quando dite 4 o 6 volte o 10 volte il trattamento minimo, non ci dite pure a quale cifra corrisponde al momento?

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