Bitcoin: il rally della criptovaluta si fermerà a gennaio?

Pierandrea Ferrari

29 Dicembre 2020 - 17:24

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Il Bitcoin sta continuando la sua mirabolante ascesa verso quota 30.000 dollari. Ma gennaio, secondo gli analisti, potrebbe essere un mese di riflessione per gli investitori.

Bitcoin: il rally della criptovaluta si fermerà a gennaio?

Il mercato si appresta a salutare un anno che ha profondamente rivoluzionato le ambizioni delle criptovalute, quest’ultime fiaccate solo due anni fa da una bolla che rischiava di spegnere sul nascere il segmento monetario digitale.

Ben ancorato sul trono il Bitcoin - la valuta virtuale creata nel 2009 da Satoshi Nakamoto - ora scambiato a quasi 27.000 dollari, per un balzo in avanti del 272,6% negli ultimi dodici mesi. In scia anche le altre principali criptovalute, come Ethereum e Litecoin, mentre XRP – la valuta nativa di Ripple – sta perdendo quota sotto il fuoco incrociato della SEC e degli exchange.

Ora, a una manciata di giorni dal termine dell’anno pandemico, gli analisti si interrogano sulla stabilità del trend rialzista che sta spingendo il Bitcoin verso vette sconosciute ai più. In un clima di irrefrenabile entusiasmo, non mancano le previsioni che vedono un graduale rallentamento della criptovaluta: i dettagli.

Bitcoin: rally in pausa a gennaio?

Il picco, dopo la marcia a pieno regime degli ultimi mesi, potrebbe essere dietro l’angolo. A sostenere questa tesi – in una intervista rilasciata al network USA Cnbc – è stato Mark Newton, fondatore e attuale presidente di Newton Advisors.

L’analista, che pure figura tra gli investitori della prima ora nel segmento delle criptovalute, con posizioni lunghe su Bitcoin, Ethereum e Litecoin, ha infatti previsto per i primi di gennaio degli ultimi strappi della valuta virtuale, prima di ritracciare verso quote inferiori.

I grafici mostrati da Newton rilevano un perdurante trend nel settore delle criptovalute: negli ultimi anni, le monete digitali hanno perso terreno dopo degli incoraggianti – o persino stellari, come nel 2017 – Q4. Se lo scenario tracciato da Newton dovesse rivelarsi accurato, si potrebbero aprire delle finestre di profitto per gli investitori, con le posizioni short che dopo mesi di rialzo finirebbero per riprendersi la loro fetta di mercato.

Tuttavia, una eventuale contrazione del prezzo del Bitcoin nel corso del Q1 del 2021 non sarebbe una avvisaglia assimilabile a quelle che avevano preceduto la bolla di due anni fa. Al contrario, si tratterebbe di un calo fisiologico degli appetiti degli investitori, prima di riprendere la grande caccia alla criptovaluta.

Su questo punto c’è una certa uniformità di pensiero negli ambienti finanziari, per una visione rialzista alimentata principalmente da quel crescente interesse dei key player della finanza internazionale che non sembra destinato a svanire nel breve termine. Ciò non toglie, tuttavia, che il grado di volatilità tipico del comparto potrebbe continuare a scuotere verso l’alto o il basso la quotazione dell’asset.

Di questo avviso Boris Schlossberg, managing director del dipartimento FX strategy di BK Asset, che interrogato sullo stato di salute del Bitcoin ha rivelato:

“Il Bitcoin può assolutamente andare verso quota 50.000 dollari. Ma gli investitori che pensano di puntare su questo asset devono essere consapevoli della rilevante volatilità”.

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