Big Tech in rosso dopo il ban a Trump, ma il rischio aumenta con Biden presidente

Riccardo Lozzi

12 Gennaio 2021 - 12:25

12 Gennaio 2021 - 12:32

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Le censura nei confronti di Trump ha causato un tonfo dei titoli delle Big Tech statunitensi sui mercati azionari, ma la situazione potrebbe peggiorare con Biden presidente.

Big Tech in rosso dopo il ban a Trump, ma il rischio aumenta con Biden presidente

Per le Big Tech americane, che in queste ore stanno registrando variazioni negative dei loro titoli sui mercati azionari, si preannuncia un ulteriore periodo critico nei prossimi mesi.

Già ieri, dopo il ban nei confronti di Donald Trump, si è registrato un tonfo di Twitter a Wall Street, con gli investitori che non hanno apprezzato la censura applicata nei confronti del presidente degli Stati Uniti.

Nella stessa giornata hanno chiuso in rosso anche Facebook, Google, Amazon e Apple, che sembrano pagare le critiche arrivate anche da parte di chi non sostiene direttamente l’azione di Trump, tra cui Angela Merkel.

La cancelliera tedesca si è dichiarata contraria alle decisioni prese da parte dei social, poiché metterebbero in pericolo la libertà di espressione.

Oltre alle reazioni da parte dei privati, ora i colossi del web temono le politiche antitrust che potrebbero essere adottate dalla nuova amministrazione guidata da Joe Biden, le quali rischiano di portare addirittura a un loro possibile scioglimento.

Big Tech USA in rosso dopo il ban a Trump

Il presidente eletto, pronto a insediarsi alla Casa Bianca il prossimo 20 gennaio, ha infatti arruolato nel suo team di transizione Sarah Miller, direttrice esecutiva del gruppo anti-monopolio American Economic Liberties Project.

L’organizzazione con sede a Washington ha pubblicato in tempi recenti un report contenente alcune linee guida per contrastare il potere acquisito sul mercato da parte delle Big Tech, il quale costituirebbe una minaccia per la libera concorrenza in questo settore.

Nelle azioni da mettere in campo riportate nel documento si trova, ad esempio, l’invito al Dipartimento di Giustizia statunitense nel proseguire le cause già avviate nei mesi scorsi.

Tra queste anche la citazione in giudizio contro Google, accusata di ricoprire una posizione di dominio assoluto nella ricerca sul web e nella pubblicità a essa associata.

Lo scorso dicembre, invece, la Federal Trade Commission aveva dato il via a una battaglia legale contro Zuckerberg per aver annullato la concorrenza attraverso l’acquisizione dei competitor WhatsApp e Instagram.

I nuovi rischi con Biden presidente

In caso Biden decidesse di adottare tali soluzioni, potrebbero venire rafforzate le politiche in grado di contestare fusioni tramite l’acquisizione di concorrenti diretti, oltre a un contrasto più duro sui conflitti di interesse rilevati, ad esempio, nei confronti di Amazon.

Dopo un 2020 che, complice la pandemia da coronavirus, ha registrato una notevole crescita delle compagnie operanti nel tech, il 2021 rischia così di essere un anno pieno di pericoli per queste stesse società.

Anche l’Unione Europea sta mettendo in campo nuovo regole molto stringenti attraverso il Digital Markets Act, con l’obiettivo di contenere le azioni anticoncorrenziali. Con l’approvazione del regolamento, in caso le aziende trasgredissero le nuove norme, queste potrebbero incorrere in sanzioni pari al 10% del fatturato.

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