Merkel contro Twitter: “Ban di Trump un problema”

Marco Ciotola

11 Gennaio 2021 - 21:12

12 Gennaio 2021 - 09:11

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Per la cancelliera tedesca Angela Merkel la sospensione definitiva dell’account di Trump da parte di Twitter rappresenta “un passo di troppo”

Merkel contro Twitter: “Ban di Trump un problema”

La sospensione definitiva decisa da Twitter per Donald Trump? Un problema secondo la cancelliera tedesca Angela Merkel, che ha criticato esplicitamente la decisione di Twitter di imporre un ban permanente al tycoon:

Tramite il suo portavoce, la Merkel ha evidenziato in primis il ruolo cruciale della libertà di esprimere le proprie opinioni:

“Il diritto alla libertà di opinione è di fondamentale importanza. Detto questo, è da ritenere problematico che l’account del Presidente sia stato sospeso definitivamente”.

Malgrado ritenga giuste le continue segnalazioni dei tweet del tycoon con informazioni prive di fondamento, la cancelliera ritiene il ban permanente come “un passo di troppo” fatto da Twitter.

Merkel contro Twitter: “Ban di Trump un problema”

Twitter ha deciso per il ban definitivo del tycoon lo scorso venerdì, a seguito delle rivolte a Capitol Hill.

Proprio le violenze di Washington rappresentano infatti quei “disordini offline” che la piattaforma cita nelle sue policy, vietando di fatto tutte quelle comunicazioni e quegli annunci in grado di scatenarle.

Ecco perché le dichiarazioni della Merkel contro la decisione di Twitter possono apparire effettivamente una sorpresa, anche in considerazione di rapporti diplomatici tra Washington e Berlino in declino.

Ma il punto di vista della cancelliera, più che un accordo con il tycoon, è sembrato l’espressione di una visione diversa dalla piattaforma rispetto al ruolo che i social dovrebbero assumere di fronte a delle dichiarazioni controverse e potenzialmente pericolose.

Da questo punto di vista, il presidente aveva infatti invitato più volte i suoi follower a protestare contro la conferma in arrivo dal Congresso per la nuova presidenza di Joe Biden.

Così come quello di Trump, sono stati poi sospesi definitivamente anche molti altri account vicini al cosiddetto movimento complottista QAnon, mossa che la compagnia ha motivato come azione di contrasto alla violenza che simili tesi possono generare al di fuori dei social network:

“Gli account sono stati sospesi in linea con la nostra politica sulle attività considerate nocive. Siamo stati chiari sul fatto che intraprenderemo una forte azione di contrasto ai comportamenti che possono potenzialmente portare a danni offline e, dato il rinnovato potenziale di violenza che circonda questo tipo di atteggiamenti, nei prossimi giorni sospenderemo definitivamente gli account che sono esclusivamente dedicati alla condivisione di contenuti QAnon”.

Tuttavia, la Merkel non è stata la sola a criticare i giganti tech per i loro ban agli account di Trump: il segretario alla sanità britannico Matt Hancock e il commissario europeo per il mercato interno Thierry Breton hanno entrambi espresso perplessità per simili decisioni, ribadendo la sempre più urgente necessità di una regolamentazione.

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