Banche: Europa più morbida su regole gestione Npl, vince linea italiana

Il nuovo approccio prevede un allungamento dei tempi per la svalutazione degli Npl che potranno essere generati dai nuovi prestiti ma soprattutto l’accordo fa slittare in avanti la data di applicazione delle nuove regole. Le banche dell’Eurozona avranno a disposizione più tempo per costruirsi le coperture contro i crediti deteriorati

Banche: Europa più morbida su regole gestione Npl, vince linea italiana

Il Coreper, acronimo con cui viene indicato il Comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri presso il Consiglio dell’Unione Europea, ha raggiunto un accordo di massima su una nuova bozza che disciplina il trattamento dei crediti deteriorati (Npl) di nuova generazione per le banche dell’Eurozona.

Il nuovo approccio, secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, prevede un allungamento dei tempi per la svalutazione degli Npl che potranno essere generati dai nuovi prestiti. Le modifiche discusse e approvate oggi ammorbidiscono le proposte della Commissione Ue dello scorso marzo, seppur dovranno essere approvate dal Parlamento Ue.

In particolare la bozza prevede l’innalzamento del periodo di svalutazione dei nuovi crediti Npl unsecured (non garantiti, ndr) da due a tre anni, mentre per quelli garantiti l’accordo indica una nuova tempistica che è più rigida in alcune parti ma più morbida in altre rispetto alla proposta della Commissione Ue.

Nello specifico, sulle sofferenze garantite da un collaterale “movable” la copertura totale scatterà dopo sette anni (prima erano otto). I crediti non performing garantiti da immobili dovranno essere svalutati del 100% in nove anni anziché otto.

Ma soprattutto l’accordo fa slittare in avanti la data di applicazione delle nuove regole. Inizialmente era prevista a partire da marzo 2018 per tutti i crediti, con le banche che dunque avrebbero avuto tempo fino a marzo 2020 per una completa copertura delle perdite derivanti da crediti non garantiti.

Adesso, invece, solamente i crediti concessi dopo che le nuove regole verranno adottate saranno soggetti al nuovo trattamento, concedendo in questo modo alle banche più di tre anni per una svalutazione totale dei crediti non garantiti, ovvero quelli più rischiosi. La proposta conferma inoltre che le nuove regole non si applicheranno allo stock di Npl esistenti.

Il ruolo dell’Italia

L’Italia fin dalla prima pubblicazione dell’addendum che contiene le linee guida sulla gestione dei crediti deteriorati delle banche dell’Eurozona ha chiesto che le banche potessero disporre di più tempo per costruirsi le coperture contro i crediti deteriorati, temendo una tempistica più stringente. Grazie ai tempi più dilatata gli istituti di credito avranno a disposizione più tempo per costruirsi le coperture contro i crediti deteriorati.

Secondo i dati aggiornati di Banca d’Italia gli Npl rappresentano in media solo il 3,6% del totale dei crediti delle banche a livello Ue, mentre in Italia il rapporto è di quasi il 10%. Un rallentamento della crescita economica nell’area euro potrebbe inoltre aumentare il peso delle sofferenze.

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