BCE: tassi, QE, Abs. Tutte le misure applicabili oggi da Mario Draghi

Dalle variazioni dei tassi d’interesse al quantitative easing. Tutte le misure che oggi, il board della Banca Centrale Europea potrebbe applicare

Nella riunione odierna del board della Banca Centrale Europea potrebbero, con ogni probabilità essere decise e rese note quelle misure che dovranno, almeno nelle intenzioni di Mario Draghi, risollevare le sorti dell’economia europea e della perdurante crisi economica. Operatori, investitori e analisti finanziari sono tutti col fiato sospeso, in attesa delle decisioni della BCE che andranno, poi, a determinare molte delle scelte finanziarie future di grandi e piccoli investitori, come delle banche.

Al di là delle misure annunciate, o applicate in passato, come la possibilità di un intervento illimitato della BCE nel mercato secondario dove avrebbe messo in atto l’acquisto di titoli di stato dei Paesi europei con scadenze fino a tre anni, a condizioni che quegli stessi paesi si fossero impegnati a mettere in campo misure sostanziali per riformare la loro struttura politica e la loro economia e i prestiti Ltro (Long term refinancing operation) che, sempre in un arco temporale di 3 anni, garantivano alle banche prestiti agevolati a un tasso dell’1%, le aspettative del mondo economico sono sul quantitative easing.

Se, infatti, misure come l’acquisto di titoli di Stato sono state solo annunciate ma non sistematicamente messe in atto, i prestiti alle banche non hanno dato il risultato sperato, dal momento che hanno continuato ad alimentare la speculazione finanziaria, senza favorire l’accesso al credito di famiglie e imprese e, quindi, senza riuscire a risollevare l’economia reale. Nell’impossibilità di aumentare la spesa di famiglie e imprese, si arriva al quadro economico attuale con un’inflazione in arretramento e la paura crescente delle istituzioni economiche europee per il rischio di deflazione serpeggiante nell’eurozona.

La BCE potrebbe oggi adottare alcuni interventi secondari sui tassi come la variazione del tasso sui rifinanziamenti allo 0,1% (il tasso d’interesse pagato alla stessa BCE dalle banche europee per prestiti a brevissimo termine) o come la diminuzione al di sotto dello zero per il tasso d’interesse pagato dalla BCE stessa quando le banche europee depositano denaro nelle sue casse, in attesa di collocarlo altrove. Tuttavia gli interventi sui tassi rimangono ormai molto limitati, per questo l’attenzione è puntata sul quantitave easing.

Si tratta dell’acquisto di titoli già presenti sul mercato finanziario, come già da anni avviene negli USA, dove la Fed spende, ad oggi, 65 miliardi di dollari al mese per titoli di stato e titoli finanziari collegati al mercato immobiliare. Da quanto dichiarato da Mario Draghi nei giorni scorsi, l’intervento della BCE potrebbe essere indirizzato agli Abs (Asset backed Securities), un titolo obbligazionario che paga una cedola e prevede un rimborso alla sua scadenza e che, soprattutto, è emesso proprio per coprire dei prestiti. Solo se questi stessi prestiti sono effettivamente ripagati dai debitori (famiglie e imprese) alle banche, queste ultime possono rimborsare il titolo a scadenza.

L’acquisto programmato di Abs dovrebbe, quindi, offrire sicurezza maggiore alle banche che sarebbe, in tal modo spinte a immettere denaro nell’economia reale, concedendo maggiori prestiti a famiglie e imprese. Prestiti che verrebbero impacchettati in titoli derivati, acquistati, poi, dalla stessa BCE.

Una misura ulteriore per favorire l’accesso al credito e il riflusso di denaro nell’economia reale potrebbe essere anche il riutilizzo dei prestiti Ltro, i prestiti alle banche, a lunga scadenza (probabilmente a 4 anni), a un tasso agevolato che, ad oggi, dovrebbe servire a garantire la liquidità necessaria alle banche per concedere prestiti ai piccoli investitori privati.

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