Aumento tasse sui BTP: cosa c’è di vero?

In aumento le tasse applicate sulle rendite da compravendita sui titoli di Stato e non solo: cosa c’è di vero all’interno del rumor sul rialzo della tassazione BTP nella Legge di Bilancio 2020?

Aumento tasse sui BTP: cosa c'è di vero?

Tasse sui BTP verso l’aumento? Ecco cosa c’è di vero.

Nelle scorse ore è tornata prepotente l’ipotesi di un rialzo dell’aliquota fiscale applicata sulle rendite da investimenti in BTP, i buoni del tesoro poliennali.
Una “stangata” sarebbe in arrivo, con le relative conseguenze sul mercato dei titoli di Stato italiani, ma come stanno davvero le cose?

Aumento tasse sui BTP nella Legge di Bilancio 2020?

Al momento sono solo voci. Secondo alcuni operatori il Governo M5s-PD starebbe valutando la possibilità di rivedere al rialzo la tassazione applicata su chi investe e specula sui BTP, i titoli di debito emessi dallo Stato italiano.

Il danno sarebbe concentrato sugli speculatori che si muovo sui titoli di Stato e non solo, sia sugli investitori privati che istituzionali.

Il provvedimento che renderebbe più alte le tasse sui BTP potrebbe essere inserito nel decreto fiscale legato alla Legge di Bilancio 2020 ad opera del Movimento 5 Stelle.

Tasse dal 12,5% al 26% sui BTP

L’attuale tassazione sui BTP sulle persone fisiche corrisponde ad un’aliquota fiscale del 12,5%, ma il provvedimento andrebbe ad alzarla al 26%. La tessa si applicherebbe sulle plusvalenze derivanti dall’attività di vendita dei titoli di stato con una vita residua oltre il decennio.

Diversa la questione della tassazione applicata alle vendite allo scoperto sui derivati dei titoli di Stato italiani - sulla quale verrà applicata un’aliquota massima dello 0,5% in base al valore del relativo contratto.

L’aumento delle tasse sui BTP sarà rivolto a tutti gli operatori: non solo agli investitori privati, ma anche ai fondi comuni di investimento e ai fondi pensione sulla maggior parte degli strumenti finanziari.

M5S torna sulla tassazione delle attività speculative

Il tema non è nuovo: già nel corso dell’estate appena conclusa il Movimento 5 Stelle aveva innescato una certa preoccupazione tra la comunità degli speculatori con la proposta della Raider tax, una rielaborazione dell’attuale Tobin tax.

Ad opera del senatore Mario Turco, il M5S ha redatto una proposta di legge con il fine di aumentare le tasse applicate sulle rendite da investimenti sui mercati finanziari. All’interno del governo giallorosso di recente costituzione, Turco è stato nominato sottosegretario alla programmazione economica e agli investimenti.

A quanto pare, un aumento delle tasse sugli investitori potrebbe essere una delle strade prescelte dal neo-Governo per riempire le casse dello Stato.

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BTP Imposte

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