Aumento casi Covid-19 in Europa: per l’OMS la causa sono gli errori nella quarantena

L’impennata dei casi in Europa secondo l’OMS sarebbe da ricondurre agli errori della quarantena. L’isolamento non sarebbe stato impostato in modo corretto.

Aumento casi Covid-19 in Europa: per l'OMS la causa sono gli errori nella quarantena

Per l’OMS l’impennata di casi che si sta registrando in Europa sarebbe da legare all’errata impostazione dei tempi della quarantena. Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità il problema sarebbero gli errori nella quarantena, non applicata in modo idoneo alle persone venute in contatto con i positivi, elemento che ha portato ad un vero e proprio tsunami di casi nel vecchio continente.

L’aumento esponenziale dei casi sta portando diversi Paesi a dover adottare misure drastiche, così dopo la Francia il coprifuoco arriva anche in Belgio e in Lombardia dove non si riescono più a tracciare i casi e i contatti. Misure ancora più restrittive si prendono invece in Galles e Irlanda dove si è stabilito un nuovo lockdown, con le attività non essenziali chiuse, mentre pub e ristoranti potranno effettuare solo il servizio a domicilio e da asporto.
La situazione è ormai diventata complessa in quasi tutti i Paesi dell’Ue e l’impennata dei nuovi contagi ha messo in allarme l’OMS che in più occasioni si è espresso sulla scorretta gestione della situazione da parte dei Paesi europei.

Per l’OMS gli errori della quarantena hanno fatto impennare i casi in Europa

A parlare della situazione europea è stato il direttore per le emergenze dell’Oms Michael Ryan che ha spiegato come le persone entrate in contatto con positivi «non sono state messe in quarantena per un periodo adeguato». Proprio questo errore avrebbe portato i casi a proliferare e ad avere l’impennata della curva che stiamo vivendo in queste ultime settimane e che si dovrà affrontare nei prossimi mesi.
Ryan ha precisato: Non è accaduto ovunque e in modo sistematico ma sono convinto che sia la principale ragione per la quale stiamo vedendo dei numeri così alti.

Così mentre in Italia il bollettino del 19 ottobre segna +9338 positivi in altre Paesi del vecchio continente l’andamento della pandemia non è migliore. In Belgio il ministro Alexander De Croo ha spiegato che la situazione del Paese è «più grave» di quella registrata a marzo, quando si decise di attuare il lockdown. La Francia sembra invece che stia riuscendo a piegare la curva del contagio e dopo gli oltre 32mila casi registrati il 17 ottobre nella giornata di ieri i nuovi positivi erano 13mila, ma la situazione rimane comunque molto grave.
Rimangono alti i numeri anche nel Regno Unito dove nella giornata del 19 ottobre si sono sfiorati i 19mila casi.

I Paesi si stanno così muovendo per riuscire a gestire la situazione e mentre l’Irlanda torna in lockdown, l’Austria e la Polonia stanno delimitando delle nuove zone rosse, aree che saranno messe in lockdown per cercare di contenere i contagi. Una strategia che potrebbe essere adottata anche in Italia, ma che per il momento rimane un’ipotesi. La Lombardia sarà la prima zona d’Italia a introdurre il coprifuoco che scatterà da giovedì 22 ottobre. La Campania ha invece stabilito di prolungare le norme restrittive introdotte fino al 13 novembre, invece che al 30 ottobre.

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