Le Borse non crollano dopo Londra: perché i mercati non temono il terrorismo?

Dopo l’attacco terroristico consumatosi mercoledì a Londra le Borse europee, Londra su tutte, hanno superato velocemente il panico. I mercati non temono gli attacchi terroristici. Perché?

Le Borse non crollano dopo Londra: perché i mercati non temono il terrorismo?

L’attacco terroristico a Londra consumatosi mercoledì nei pressi del Parlamento e del Westminster bridge ha causato 5 vittime e diversi feriti. La mano terroristica (così Scotland Yard) dell’attentatore ha fatto ripiombare l’Europa nel panico dello scorso anno. Un panico che in definitiva non sembra aver lambito i mercati, che nella serata di mercoledì hanno chiuso la seduta generalmente in territorio positivo (qualcuno in lievissima perdita). Dopo un calo iniziale seguito all’attacco, anche la Borsa di Londra ha chiuso positivamente la seduta di mercoledì.

A questo punto sorge spontaneo chiedersi: come è possibile che i mercati abbiano resistito al panico che generalmente un attentato crea? L’esperienza di mercoledì dimostra che non esiste alcuna correlazione diretta tra attacchi terroristici e crollo del mercato. I mercati rimangono resilienti in situazioni umanamente struggenti perché ritengono un attacco terroristico un’eventualità poco pericolosa per la stabilità del sistema finanziario.

Anche i precedenti storici narrano questa evidenza. Gli attacchi terroristici degli ultimi anni non hanno prodotto effetti nefasti sulla stabilità del sistema e il mercato è riuscito ad assorbire in poco tempo le perdite. Questo perché, a differenza del rischio politico, gli attacchi terroristici non sembrano rappresentare un rischio particolare per il portafoglio degli investitori.

Attentato Londra: come hanno reagito i mercati?

Un nuovo bagno di sangue ha sconvolto Londra. L’atto si è consumato nei pressi del Parlamento e del Westminster bridge. Nonostante gli inquirenti stiano ancora appurando l’entità e la matrice ideologica dell’attentatore, per Scotland Yard si tratta senza alcun dubbio di terrorismo.

Logica vuole che un evento di tale impatto emotivo scuota i mercati al punto da causare se non un cataclisma almeno un evidente effetto di panico. L’esperienza londinese, invece, insegna che non esiste una correlazione diretta tra un attacco terroristico e il crollo dei mercati. Tutt’altro.

L’attacco terroristico si è consumato intorno alle 16. Ad eccezione della sterlina, leggermente contrattasi per poi risalire sul finire della seduta, e dell’indice FTSE 100 (che ha chiuso all’1.6% dopo una lieve caduta pomeridiana), la situazione di borsa è stata piuttosto calma nella giornata di mercoledì. Un parametro interessante da osservare è il rendimento sui titoli pubblici britannici: i rendimenti sui Gilt britannici sono scesi mercoledì pomeriggio in seguito all’attentato di Londra. Perché questo parametro è strano? Quando il mercato avverte un rischio (solitamente politico) traduce quel rischio in un aumento dei rendimenti. Posto che il terrorismo è pericoloso tanto quanto una crisi politica, sorprende che i rendimenti siano scesi. Solo l’oro è salito e al termine della seduta registrava un +3.1%.

Sul piano internazionale, Wall Street non è nel suo momento migliore ma questo ha più a che fare con le incertezze legate all’implementazione dell’agenda Trump. Piazza Affari ha chiuso la seduta di mercoledì in territorio positivo (+0.2%). Parigi e Francoforte hanno chiuso in territorio lievemente negativo (rispettivamente -0.47% e -0.17%)

La reazione delle borse agli attacchi terroristici del passato

Il Sole 24 Ore ha riportato un’interessante analisi dell’impatto che altri eventi terroristici hanno avuto sulla stabilità dei mercati finanziari. Si apprende, come da assunto iniziale (non esiste correlazione diretta tra attacchi terroristici e crollo dei mercati), che storicamente gli effetti del terrorismo sulla stabilità finanziaria sono stati trascurabili. L’esempio più eclatante riportato dal quotidiano finanziario è quello dell’11 settembre; in seguito al crollo delle Torri Gemelle la Borsa americana restò chiusa per qualche giorno riprendendosi, comunque, in poco tempo. Stesso discorso per l’attacco di Madrid nel 2004.

La resilienza dei mercati è connessa al fatto che il sistema calcola il rischio in termini di perdite economiche. Sembrerà strano, ma un attacco terroristico non rappresenta un rischio economico per il mercato. Ciò dimostra la più assoluta spersonalizzazione del meccanismo finanziario internazionale.

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