Assegno unico figli: slitta al 2022? Le ipotesi

Teresa Maddonni

26/04/2021

26/04/2021 - 10:44

condividi
Facebook
twitter whatsapp

L’assegno unico per i figli come si temeva potrebbe slittare al 2022 a causa dei tempi stretti per i decreti attuativi e alcune criticità da risolvere. Intanto spuntano alcune ipotesi per la transizione.

Assegno unico figli: slitta al 2022? Le ipotesi

L’assegno unico figli slitta al 2022? Stando alle ultime notizie in merito è possibile e ci sono alcune ipotesi in campo per far sì che l’avvio dell’assegno unico per i figli sia graduale e che la partenza annunciata e auspicata del 1° luglio possa esserlo effettivamente anche se solo parzialmente.

Tra i motivi principali dello slittamento della vera riforma dell’assegno unico per i figli, la cui legge delega n.46/2021 è in Gazzetta Ufficiale dal 6 aprile, sono i tempi stretti per la formulazione e approvazione dei decreti attuativi e alcuni nodi fondamentali da sciogliere.

Vediamo nel dettaglio perché l’assegno unico per i figli è a rischio con la partenza che potrebbe slittare al 2022 e quali sono le varie ipotesi in campo per favorire la transizione dagli attuali strumenti a sostegno delle famiglie.

Assegno unico figli: perché potrebbe slittare al 2022

La partenza era prevista per il 1° luglio 2021, ma l’assegno unico per i figli potrebbe slittare al 2022. Perché? Secondo quanto anticipa Il Sole 24 Ore è il calendario del governo a poter far slittare l’assegno unico per i figli a carico fino a 21 anni, vale a dire i tempi troppo stretti per i decreti attuativi che devono definire importi e criteri per l’adozione della misura.

Il Consiglio dei Ministri deve adottare uno o più decreti attuativi della legge delega su proposta del ministero della Famiglia e del MEF, da sottoporre in ogni caso alla Conferenza delle Regioni. Le Commissioni di Senato e Camera avranno poi 30 giorni per valutare i decreti. Un mese di tempo, con i decreti sull’assegno unico per i figli comunque da emanare, ma se ci saranno osservazioni queste dovranno essere recepite e nuovamente, come riporta il quotidiano economico, portate all’attenzione delle Commissioni parlamentari.

Il 1° luglio quindi potrebbe essere una data troppo vicina per avere l’assegno unico per i figli pronto e in vigore al cento per cento. Tra le altre criticità da risolvere:

  • l’ISEE che tutte le famiglie dovranno avere aggiornato e che sarà necessario per ottenere l’assegno unico. Non tutte potranno dotarsene entro luglio e i CAF hanno già lanciato l’allarme;
  • la compatibilità dell’assegno unico per i figli con il reddito di cittadinanza e come far coincidere le due misure senza penalizzare le famiglie;
  • il superamento graduale delle misure a sostegno delle famiglie in vigore. A luglio scadono gli ANF per esempio e si dovrebbe rinnovare la domanda. Indecisioni sull’assegno unico per i figli e ritardi potrebbero mettere in pericolo la continuità tra le misure;
  • far sì che le famiglie, specie quelle con ISEE tra i 10mila e i 20mila euro, non vadano a perderci con l’assegno unico rispetto alle misure di sostegno ora in vigore. Per questo è fondamentale studiare con attenzione gli importi e le fasce ISEE in nome dell’universalità e progressività dell’assegno unico per i figli.

Ammesso che non si riesca a far entrare a regime dal 1° luglio l’assegno unico per i figli, e che lo stesso possa slittare al 2022, sono diverse le ipotesi per introdurlo comunque da quest’anno nonostante i tempi stretti.

Assegno unico figli: ipotesi per l’avvio della misura

Per l’assegno unico per i figli, come riporta Il Sole 24 Ore di oggi, l’ipotesi è quella di prevedere una partenza graduale dati i tempi stretti. L’ipotesi per l’assegno unico per i figli prevede:

  • partenza light con un assegno una tantum per il 2021, aggiuntivo alle misure attuali, da 250 euro;
  • la partenza vera e propria dal 2022.

Il rischio di tempi più lunghi non lo nascondono neanche i fautori dell’assegno unico per i figli, ma ci sarebbe anche un’altra ipotesi in campo per l’avvio della misura, vale a dire lasciare ancora le detrazioni per i figli a carico e gli ANF almeno fino a fine 2021 e prevedere comunque per quest’anno un contributo transitorio, in attesa dell’avvio a regime dell’assegno unico per i figli dal 2022, per incapienti e lavoratori autonomi esclusi dagli attuali sostegni.

Per i dettagli sull’assegno unico per i figli e quali ipotesi verranno prese in considerazione occorre attendere le prossime mosse del governo.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories