Assegno unico figli 2022, guida alla domanda: quando e come viene pagato

Simone Micocci

22 Novembre 2021 - 11:43

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Assegno universale unico per i figli: tutto quello che c’è da sapere sulla richiesta del beneficio e su modalità e tempistiche di pagamento in questa guida dedicata.

Assegno unico figli 2022, guida alla domanda: quando e come viene pagato

L’assegno unico universale per i figli è realtà: con l’approvazione del decreto attuativo vengono specificati importi e date di pagamento, un calendario che è bene tenere in mente per non rischiare di correre errori o di presentare in ritardo la domanda per godere di questo nuovo sostegno che in alcuni casi garantirà un’entrata mensile, non tassata, anche superiore ai 1.000,00€.

È nell’articolo 6 del decreto attuativo sull’assegno unico universale per i figli che vengono specificate le modalità di presentazione della domanda e quelle per l’erogazione del beneficio, facendo anche chiarezza su qual è il genitore che ha diritto al sostegno nonché su cosa succede in caso di coppie separate o divorziate.

Importanti informazioni si trovano anche per quanto riguarda l’assegno unico universale spettante ai maggiorenni (con età non superiore ai 21 anni), come pure per coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza.

Riassumeremo tutte le informazioni in questa guida dedicata; per altre novità su questa importante misura, invece, potete andare sull’area dedicata presente sul nostro sito.

Assegno unico universale figli: come e quando presentare domanda

La domanda per il riconoscimento dell’assegno unico è presentata a decorrere del 1° gennaio di ogni anno. Attenzione però: è probabile che per la prima volta l’invio della domanda verrà ritardato di qualche giorno, in quanto bisognerà attendere che la relativa funzione venga implementata sul portale dell’INPS.

Sarà comunque l’Istituto, con una relativa circolare informativa, a comunicare tutte le tempistiche per la richiesta dell’assegno unico universale 2022.

Le modalità per la richiesta dell’assegno unico sono le stesse previste per gli altri bonus famiglia erogati in questi anni. Quindi, la domanda si potrà fare tramite gli strumenti telematici messi a disposizione dall’INPS - direttamente dal sito Internet oppure chiamando il numero verde - ma solo se in possesso di credenziali SPID, CNS o CIE. In alternativa è possibile presentare domanda presso gli istituti di patronato.

Assegno unico universale figli: quando viene pagato

La decorrenza dell’assegno unico universale figli va dal mese di marzo dell’anno di presentazione della domanda al mese di febbraio dell’anno successivo. La domanda, salvo il caso di coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza, è necessaria per godere del sostegno.

Riassumendo:

  • domanda entro marzo 2022;
  • assegno unico erogato a partire da marzo 2022;
  • ultima mensilità erogata a febbraio 2023;
  • in caso di nuova domanda il beneficio viene rinnovato per un altro anno, quindi da marzo 2023 a febbraio 2024, e così via.

La domanda può essere presentata in qualsiasi momento dell’anno, ma è bene tenere in mente quanto segue:

  • l’assegno decorre dal mese successivo a quello in cui viene presentata domanda;
  • spettano gli arretrati, quindi a partire dalla mensilità di marzo, solamente a coloro che presentano domanda entro il 30 giugno dell’anno di riferimento.

Per quanto riguarda le tempistiche dell’INPS, è bene sapere che dal momento della domanda l’Istituto ha tempo 60 giorni per la fase istruttoria. Per il pagamento della prima mensilità, quindi, potrebbero volerci anche due mesi, ma ovviamente in tal caso verrebbero liquidate anche le mensilità arretrate.

Chi deve presentare domanda dell’assegno unico universale per i figli

Non serve che entrambi i genitori presentino la domanda. Nel testo del decreto attuativo, infatti, si legge che questa deve essere inoltrata “da un genitore ovvero da chi esercita la responsabilità genitoriale”.

L’assegno viene così corrisposto al solo genitore richiedente, ma - anche in un successivo momento - l’altro genitore, pure se separato o divorziato, può richiedere anche lui di ricevere l’assegno unico. In tal caso, l’INPS ne erogherà metà importo per ciascuno.

In caso di affidamento esclusivo l’assegno spetta - in mancanza di accordo - al genitore affidatario, mentre nel caso di nomina di un tutore questo “è riconosciuto nell’interesse esclusivo del tutelato”.

In alternativa ai genitori, possono presentare domanda di assegno unico universale i figli maggiorenni, i quali possono richiedere che la quota di assegno a loro spettante venga pagata direttamente a loro.

Assegno unico e universale: domanda in caso di nuove nascite

Nel caso in cui nel periodo di fruizione dell’assegno ci sia una nuova nascita, l’interessato deve comunicare la modifica alla composizione del nucleo familiare con apposita procedura telematica all’INPS, o comunque avvalendosi dei servizi offerti dagli istituti di patronato.

La comunicazione va data entro 120 giorni dalla nascita del nuovo figlio. Si ricorda che per le nuove nascite l’assegno decorre dal 7° mese di gravidanza.

Assegno unico e universale: come viene pagato

La quota dell’assegno unico universale per i figli viene pagata mensilmente mediante accredito su IBAN ovvero mediante bonifico domiciliato. Sarà l’interessato a specificare la modalità di pagamento preferita al momento della domanda del beneficio.

A differenza degli assegni al nucleo familiare, quindi, non è prevista l’erogazione in busta paga anticipata dal datore di lavoro.

Assegno unico e universale: domanda e pagamento per chi prende il reddito di cittadinanza

I percettori del reddito di cittadinanza non devono presentare domanda per l’assegno unico e universale. Questo viene pagato in automatico sulla stessa carta su cui viene accreditato mensilmente il RdC.

Assegno unico e universale: quale ISEE al momento della domanda

Per presentare domanda di assegno unico e universale bisognerà avere un ISEE aggiornato all’anno di riferimento. Quindi, per la domanda dal prossimo gennaio sarà prima necessario presentare DSU ai fini ISEE 2022.

Attenzione: ogni nuova domanda per un periodo di fruizione successivo dovrà essere anticipata dal rinnovo dell’ISEE. Si tenga in mente però che le mensilità di gennaio e febbraio dell’anno successivo verranno comunque pagate in considerazione all’ISEE dell’anno precedente.

Esempio: una famiglia che a gennaio 2023 non rinnova l’ISEE non potrà avanzare richiesta per l’assegno unico spettante nel periodo di fruizione marzo 2023-febbraio 2024. Tuttavia, questa continuerà a percepire le mensilità di gennaio e febbraio 2023 in base all’ISEE 2022.

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