Assegno unico maggiorenni: importi, domanda e pagamento

Chiara Esposito

22 Novembre 2021 - 16:20

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Modalità e importi specifici nel caso di figli maggiorenni: come cambia l’assegno unico se si hanno a carico giovani tra i 18 e i 21 anni di età.

Assegno unico maggiorenni: importi, domanda e pagamento

Anche se in via non definitiva, è stato approvato un nuovo sistema di sussidi a favore delle famiglie con figli dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni di età.

Il Governo ha infatti predisposto la bozza del decreto sull’assegno unico, un sostegno economico opzionale che contempla anche il caso dei maggiorenni.

I primi assegni arriveranno nelle tasche delle famiglie italiane a partire da marzo del prossimo anno e dal 2022 ci sarà anche una «maggiorazione forfettaria» da 100 euro al mese per i nuclei «con quattro o più figli».

Importi, domanda e altre informazioni utili sul caso specifico dei figli con più di 18 anni qui di seguito.

Assegno anche per i figli maggiorenni: importi

La normativa prevede un assegno mensile non solo per i figli minorenni ma anche per i figli maggiorenni tra i 18 e i 21 anni con un tetto massimo di 85 euro.

Per vedersi riconosciuto tale assegno anche dopo i 18 anni però il figlio maggiorenne deve necessariamente rispondere a questi prerequisiti:

  • frequenza di un percorso di formazione scolastica o professionale o di un corso di laurea;
  • svolgimento di un tirocinio o di un’attività lavorativa limitata, con reddito complessivo inferiore a un determinato importo annuale;
  • registrazione come disoccupato e in cerca di lavoro presso un centro per l’impiego o un’agenzia per il lavoro;
  • svolgimento del servizio civile universale.

Figli disabili: le misure contemplate dalla legge

Nella bozza si può notare anche un riferimento specifico nel caso in cui in famiglia ci siano uno o più figli disabili, sempre maggiorenni.

Le regole in questo caso però sono leggermente diverse e si propende per una maggiorazione che dipende solo dal grado di disabilità e non dalle condizioni economiche familiari. I vari livelli di disabilità verrebbero valutati con gli stessi criteri dettati dalla legge ai fini Isee.

Se il figlio è maggiorenne l’incremento è pari a 50 euro che si sommano all’assegno previsto per i figli tra i 18 e i 21 anni.

Al compimento del ventunesimo anno di età invece il diritto all’assegno non decade ma l’importo dello stesso viene ridotto gradualmente fino a 25 euro per Isee pari o superiore a 40mila euro.

Chi e come può presentare la domanda?

L’assegno unico per i figli non viene concesso in automatico ma a chi ne ha diritto e presenta opportunamente la domanda all’INPS. La pratica sarà così presa in carico e verrà valutata l’erogazione del beneficio.

Sarà possibile avviare questa procedura dal 1° gennaio 2022 e i primi pagamenti arriveranno a partire da marzo. La richiesta può quindi essere inoltrata tramite il portale web entrando nell’area del sito con Spid, Carta di identità elettronica (Cie) o Carta nazionale dei servizi (Cns) e pin.

I requisiti necessari per avere accesso al contributo sono i seguenti:

  • cittadinanza italiana o di uno Stato membro Ue;
  • assoggettamento al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
  • residenza o domicilio in Italia, insieme con i figli a carico, per la durata del beneficio;
  • residenza in Italia per almeno due anni, anche non continuativi; in alternativa, titolarità di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno biennale.

L’iter però non è riservato solo ai genitori. Nel caso di figli maggiorenni la domanda potrà essere presentata anche dai figli stessi con l’assegnazione totale dell’importo anziché la spartizione 50 e 50 tra le due figure genitoriali.

Visto che però questo tipo di assegno è legato al fatto di essere a carico del nucleo famigliare ogni cambiamento dovrà essere segnalato in modo tempestivo.

Ricordiamo che il figlio è considerato fiscalmente a carico (ai fini Irpef, cioè ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche) se il suo reddito:

  • non supera 4mila euro annui, se la sua età non è superiore a 24 anni;
  • non supera 2.840,51 euro annui, se la sua età è superiore a 24 anni.

Ciò significa che, sia nel caso in cui un figlio lasci la casa dei genitori, o inizi ad essere economicamente indipendente, l’INPS dovrà riceverne comunicazione.

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