Assegno ordinario di invalidità, il titolare ha diritto a contributi figurativi?

Lorenzo Rubini

8 Luglio 2021 - 19:11

condividi

Quella dei contributi figurativi per l’assegno ordinario di invalidità risulta essere una questione ancora poco chiara.

Assegno ordinario di invalidità, il titolare ha diritto a contributi figurativi?

Alcune misure, soprattutto quelle legate all’invalidità, prevedono delle agevolazioni per i lavoratori che non sempre risultano di chiara comprensione. Come quella relativa ai contributi figurativi riconosciuti per l’assegno ordinario di invalidità.

Rispondiamo ad una nostra lettrice che ci chiede:

“Sono invalida al 70% e percepisco assegno ordinario di invalidità. Ho 55 anni e 23 anni di contributi versati. Ho letto che se smetto di lavorare percependo l’assegno ordinario di invalidità mi saranno riconosciuti contributi figurativi utili alla pensione. Se dovessi smettere di lavorare, quindi, potrei andare in pensione a 67 anni con 35 anni di contributi (12 anni figurativi dell’assegno)?”

Assegno ordinario di invalidità e contributi figurativi

Effettivamente all’invalido che percepisce assegno ordinario di invalidità potrebbe essere riconosciuta contribuzione figurativa dalla validità limitata, ma solo in determinate circostanze.

Nei periodi in cui si percepisce assegno ordinario di invalidità senza svolgere attività lavorativa, infatti, viene riconosciuta contribuzione figurativa utile al riconoscimento futuro (può accadere nel caso l’AOI non venga riconfermato in revisione) dell’assegno stesso. L’AOL, infatti, richiede almeno 5 anni di contributi di cui 3 anni versati nel quinquennio precedente la presentazione della domanda.

In questo modo l’invalido che percepisce l’assegno e non lavora avrebbe riconosciuto il requisito grazie alla contribuzione figurativa ma questo tipo di agevolazione è riconosciuto solo ai lavoratori dipendenti mentre ne sono esclusi i lavoratori autonomi.

Inoltre, sempre nei periodi di godimento dell’assegno ordinario di invalidità nel caso non si svolga attività lavorativa, sono riconosciuti contributi figurativi utili al raggiungimento dei 20 anni di contributi minimi richiesti per la trasformazione dell’AOI in pensione di vecchiaia. In questo caso, però, la contribuzione è valida solo per il diritto alla pensione ma non per la determinazione dell’importo.

Nel suo caso, però, visto che i 20 anni di contributi minimi necessari alla pensione di vecchiaia sono stati raggiunti se anche smettesse di lavorare non le sarebbe riconosciuta contribuzione figurativa aggiuntiva che, tra l’altro, sarebbe nel suo caso anche inutile non andando ad influire sul calcolo dell’assegno previdenziale.

«Se hai dubbi e domande contattaci all’indirizzo email chiediloamoney@money.it»

Iscriviti a Money.it