Assegno ordinario di invalidità: alla trasformazione in pensione di vecchiaia quale coefficiente?

Lorenzo Rubini

1 Giugno 2021 - 16:01

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L’assegno ordinario di invalidità al compimento dei 67 anni si trasforma in pensione di vecchiaia automaticamente.

Assegno ordinario di invalidità: alla trasformazione in pensione di vecchiaia quale coefficiente?

Per i titolari di assegno ordinario di invalidità, il beneficio al compimento dell’età anagrafica richiesta per l’accesso ed in presenza di almeno 20 anni di contributi versati, si trasforma in pensione di vecchiaia. Ma nella trasformazione cambia il coefficiente di trasformazione applica?

Rispondiamo ad un lettore di Money.it che ci scrive:

“Salve mi può togliere un dubbio: io prendo assegno di invalidità ordinaria e ho 62 anni. Possiedo 37 anni di contributi veri da lavoro. L’assegno lo prendo da 6 messi e non posso lavorare, per motivi di salute sono stato licenziato come idoneo al lavoro. Quello che non capisco è se a 67 anni la pensione sarà trasformata in vecchiaia e nessuno mi sa dire se per calcolare la pensione di vecchiaia sarà usato un coefficiente di trasformazione diverso, ovvero quello relativo ai 67 anni, o rimane il coefficiente che è stato utilizzato a 61 anni . Mi potete chiarire per favore perché cambia di molto il reddito della pensione che attualmente è di 1090 euro. Grazie mille.”

Assegno ordinario di invalidità e coefficiente di trasformazione

Quando l’assegno ordinario di invalidità si trasforma in pensione di vecchiaia viene effettuato un nuovo calcolo della pensione spettante. Ed ovviamente sulla parte contributiva della pensione viene applicato il coefficiente di trasformazione riferito all’età di accesso effettivo e non quello utilizzato per il calcolo dell’assegno ordinario di invalidità.

In ogni caso l’importo dell’assegno di pensione erogato al momento della trasformazione dell’assegno ordinario di invalidità non potrà, in alcun caso, essere inferiore a quanto oggi percepito a titolo di AOI. L’assegno di pensione, calcolato secondo quanto impone la normativa previdenziale di riferimento, sarà posto a confronto con l’importo dell’assegno ordinario di invalidità e al richiedente sarà liquidata la prestazione con l’importo maggiore.

In ogni caso, applicando un coefficiente di trasformazione più favorevole sullo stesso numero di anni di contributi e sullo stesso montante contributivo l’assegno di pensione dovrebbe essere più alto rispetto a quello che percepisce oggi a titolo di assegno ordinario di invalidità.

Da chiarire un ultimo punto: per i periodi di godimento dell’assegno ordinario di invalidità se non si è prestata attività lavorativa che abbia dato luogo al versamento dei contributi obbligatori, gli stessi non saranno considerati utili per il diritto e la misura della pensione di vecchiaia che si andrà a percepire. Di fatto, quindi, il periodo in cui si è goduto dell’AOI senza lavorare, non aumentano il montante contributivo del titolare.

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