Arriva il tampone per coronavirus da fare direttamente seduti in macchina

Marta Tedesco

02/04/2020

28/05/2021 - 10:16

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Sono partiti a Roma i test per il coronavirus in macchina. Questo metodo è utile per diagnosticare l’eventuale positività delle persone asintomatiche. Ecco di cosa si tratta e dove è partita l’iniziativa.

Arriva il tampone per coronavirus da fare direttamente seduti in macchina

Fare il tampone per coronavirus senza scendere dall’auto: il sistema del drive-in è stato attivato anche a Roma per permettere a un maggior numero di persone di essere sottoposte al test da COVID-19 per verificare una eventuale positività.

Da quando si è diffusa l’emergenza coronavirus, in tanti hanno guardato alla Corea del Sud per prendere esempio dal sistema “drive through”, che prevedeva di sottoporre i sudcoreani a tamponi a tappetto stando in auto. Le persone dovevano solo mettersi in fila in determinati centri per sottoporsi al test gratuitamente. Questa misura ha di fatto portato a un contenimento del virus a Seul, nonostante il picco iniziale.

Il primo ad auspicare il metodo dei tamponi in auto in Italia è stato Luca Zaia. Il governatore della regione Veneto aveva avanzato la proposta di far uso di camper per andare in giro a fare test a tutti i cittadini, soprattutto per trovare gli asintomatici. Adesso questa misura è scattata realmente in alcune zone d’Italia come Roma, Toscana ed Emilia-Romagna.

Tamponi per coronavirus senza scendere dalla macchina

Dal 1° aprile a Roma è partito il servizio modello drive in per eseguire il tampone del coronavirus dentro l’automobile. L’iniziativa è stata promossa dalla Asl Roma 1 ed è partita presso il complesso di Santa Maria della Pietà. Sarà qui che le persone potranno essere sottoposte al tampone nasofaringeo per diagnosticare la COVID-19, rimanendo a bordo della propria vettura.

Enrico Di Rosa, direttore del servizio igiene e sanità pubblica dell’Asl Roma 1, ha dichiarato in merito: “Abbiamo iniziato questo servizio per l’effettuazione dei tamponi con modalità cosiddetta drive-in, cioè le persone da noi selezionate ed invitate vengono qui direttamente con la loro auto e senza uscire dalla loro auto gli viene effettuato il tampone direttamente”.

Il tampone verrà eseguito su chiamata del SISP, Servizio Igiene e Sanità Pubblica. Il Servizio procederà alla convocazione del paziente sulla base delle segnalazioni che gli arrivano. Durante il primo screening al telefono i medici procederanno con una prima valutazione telefonica per capire se il tampone è davvero necessario o no. In base all’esito della valutazione, le persone potranno poi essere o meno chiamate a sottoporsi al test. “Questa metodologia consente di ottimizzare l’utilizzo delle risorse sia umane che di dispositivi di protezione e consente di aumentare di molto la nostra capacità produttiva”, spiega Di Rosa.

Sistema “drive through”: a chi è rivolto e dove è attivo in Italia

Il sistema “drive through” è un tipo di sperimentazione che prevede la realizzazione di un tampone rinofaringeo, e non un’analisi sugli anticorpi, su tutte le persone risultate clinicamente guarite e ormai senza sintomi di infezione. Tali soggetti necessitano di eseguire il tampone due volte, a distanza di almeno 24 ore l’uno dall’altro, prima di poter essere dichiarate guarite in maniera definitiva. L’uso di questo metodo inoltre permette di aumentare il numero di tamponi eseguiti quotidianamente, rendendo il sistema diagnostico più efficiente e riducendo i tempi di accertamento delle guarigioni.

L’apripista per la sperimentazione di questo sistema in Italia è stata l’Emilia-Romagna, la prima città Bologna. L’uso del tampone in auto è stato promosso dall’AUSL di Bologna il 14 marzo scorso. Anche in questo caso il tampone viene sottoposto a gruppi di persone convocate dal Dipartimento di Sanità Pubblica, con un SMS il giorno prima e con una e-mail dopo, con le indicazioni per raggiungere la sede. I primi test sono stati eseguiti presso il Dipartimento a San Lazzaro. L’esempio bolognese è stato poi seguito e adottato anche da città come Cesena e Reggio Emilia.

Il 31 marzo è stata invece la volta del territorio dell’Azienda USL Toscana nord ovest, con tamponi drive in per i cittadini asintomatici segnalati dai servizi di Igiene e Sanità pubblica, e nella città di Alessandria.

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