Analisi forex: Eur/Usd guadagna una figura dopo inflazione Usa e sale fino a 1,2385

Il Dollaro Usa si è svalutato fino a 1,2385 contro l’euro dopo la diffusione del dato sull’inflazione statunitense

I dati intraday e in tempo reale del Grafico EUR/USD sono tratti dalle quotazioni di prodotti OTC.

Le quotazioni del cambio fra euro e dollaro Usa hanno toccato un nuovo massimo intraday a 1,2385 nella seconda parte di giornata, quella che vede sovrapposte le sessioni di Borsa di Europa e Stati Uniti.

Dal punto di vista delle notizie i market mover che hanno mosso il cambio Eur/Usd sono stati principalmente due. Il nuovo avvicendamento nelle fila degli inquilini della Casa Bianca e un dato sull’inflazione che sostanzialmente ha lasciato a bocca asciutta il mercato.

Nel dettaglio, nel primo pomeriggio Donald Trump ha annunciato, via twitter, il licenziamento del segretario di Stato, Rex Tillerson, il suo posto sarà preso dall’attuale direttore della CIA, Mike Pompeo.

Per quanto riguarda il fronte macro, il dato sull’inflazione non ha riservato nessuna sorpresa sgradita: negli Stati Uniti l’indice dei prezzi al consumo a febbraio è salito secondo le attese al 2,2% dal 2,1% del mese precedente. Invariata anche la crescita dei prezzi depurati dalle componenti più volatili (inflazione core): +1,8 per cento.

L’inflazione, dunque, è in crescita ma non mostra segnali di surriscaldamento come invece temevano gli economisti.

Sostanzialmente i dati pubblicati questo primo pomeriggio confermano le attuali previsioni di mercato sui prossimi rialzi dei tassi Fed, che dovrebbero essere non più di 3, smorzando le attese di una eventuale accelerazione della traiettoria.

L’analisi tecnica Euro/Dollaro Usa

Nei minuti immediatamente successivi alla pubblicazione del dato il dollaro statunitense ha esteso la flessione nei confronti dell’euro. Dal punto di vista tecnico il cambio Eur/Usd ha guadagnato una figura sino a spingersi verso i massimi dall’ 8 marzo scorso a 1,2385.

Questo movimento d’impulso ha consentito alle quotazioni della coppia valutaria di testare le resistenze statiche di breve lasciate in eredità dai minimi del 6 e 7 marzo. Contestualmente è stata incrociata la trendline rialzista disegnata con i minimi crescenti del 9 e 12 marzo, di cui abbiamo fatto menzione nell’analisi di ieri.

Questo doppio ostacolo ha portato ad un calo della pressione in vendita sul dollaro negli ultimi minuti, evento che è possibile rilevare anche guardando al grafico intraday del Dollar Index. Il benchmark del biglietto verde ha difatti arrestato la flessione dopo il contatto con i supporti a 89,70 punti.

Sostanzialmente il quadro tecnico dell’Eur/Usd rimane di difficile lettura per quanto riguarda il breve e medio termine e ancora troppo soggetto ad una molteplicità di variabili endogene che possono muovere le quotazioni in entrambe le direzioni.

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