Accordo sul petrolio, Iran: “Supporto ad ogni intervento a sostegno dei prezzi”

L’Iran afferma di voler supportare ogni intervento a sostegno del prezzo del petrolio ma aggiunge che “Gli altri produttori capiscono nostra particolare situazione”.

A conclusione della riunione di oggi tra Iran, Russia e i rappresentanti dell’OPEC, guidati dall’Arabia Saudita, giungono i primi commenti da parte del ministro del petrolio iraniano Zanganeh, che non escludono un ok ad ogni intervento che possa sostenere il prezzo del greggio.
Tuttavia, l’Iran ha confermato che nessun impegno su un blocco di produzione è stato ancora preso.

Il mercato non attendeva alcun segno di apertura da parte dell’Iran sull’accordo del petrolio, intesa trovata nella giornata di ieri tra Arabia Saudita e Russia per un blocco della produzione di petrolio ai livelli di gennaio.

Secondo le agenzie di stampa, il ministro iraniano Zanganeh ha dichiarato:

“Supporteremo ogni intervento a sostegno dei prezzi del greggio”,

segnalando un’apertura inaspettata nei confronti dell’accordo.
Tuttavia, il tono viene subito smorzato da una seconda dichiarazione, in cui l’Iran tiene a precisare che

“Gli altri produttori capiscono nostra particolare situazione.”

L’Iran non conferma dunque una totale resistenza ad ogni piano o intesa che limiti la sua produzione di petrolio, dopo che alcuni ministri del petrolio dell’OPEC hanno spinto nella giornata di oggi il Paese a far parte del primo accordo sul petrolio degli ultimi 15 anni.

L’incontro a Tehran tra il ministro del petrolio iraniano Bijan Zanganeh e le sue controparti di Iraq, Qatar e Venezuela ha avuto oggi, a seguito dei recenti sviluppi guidati da Arabia Saudita e Russia.

L’Iran è l’ostacolo più grande al nuovo accordo sul petrolio tra Russia ed Arabia Saudita annunciato ieri, il primo accordo tra paesi dell’OPEC e non dal 2001.

Tehran, infatti, avrebbe ancora intenzione di aumentare la sua produzione di petrolio per riconquistare la propria quota di mercato dopola fine delle sanzioni dell’Occidente durate per anni.

L’incontro nella capitale iraniana segue il meeting di martedì in cui le superpotenze del petrolio, l’Arabia Saudita e la Russia, hanno trovato un accordo per congelare la produzione ai livelli di gennaio qualora gli altri paesi protagonisti dell’industria petrolifera accetteranno di farne parte.

I paesi dell’OPEC del Golfo, il Qatar, il Kuwait e gli Emirati Arabi Uniti - insieme al Venezuela - hanno già confermato di voler partecipare per affrontare il problema dell’offerta crescente e della discesa del prezzo del petrolio ai minimi di oltre 10 anni.

«Chiedere all’Iran di congelare il suo livello di produzione di petrolio è illogico...quando l’Iran era sotto sanzioni, alcuni paesi hanno aumentato la propria produzione e causato il calo del prezzo del petrolio».

ha commentato il rappresentante iraniano dell’OPEC, Mehdi Asali, al quotidiano Shargh nella mattinata di mercoledì.

«Come possono aspettarsi che ora l’Iran cooperi e ne paghi il prezzo?»

ha detto.

«Abbiamo ripetuto più volte che l’Iran aumenterà la produzione di greggio fino a raggiungere il livello di produzione pre-sanzioni».

L’accordo per il blocco della produzione finora non è riuscito a spingere al rialzo il prezzo del petrolio, a causa delle preoccupazioni che l’Iran non voglia parteciparvi e che un accordo simile possa fare poco per alleviare l’eccesso di produzione mondiale, in quanto consentirebbe ancora alla Russia e all’Arabia Saudita di mantenere la produzione vicina ai livelli record.

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