L’indice S&P 500 continua la sua corsa sopra i 6.000 punti, macinando record su record, ma ci sono molti rischi che preoccupano gli investitori.
Il rischio di una reazione a catena è ormai evidente. Al momento esistono 6 segnali che indicano che siamo già nelle fasi iniziali di un crollo storico del mercato azionario.
Una pericolosa ondata che minaccia di cancellare i progressi degli ultimi anni.
Il doppio fronte bellico, in Ucraina e Medio Oriente, i nuovi dazi al commercio che verranno introdotti dall’amministrazione Trump, l’inflazione che rischia di sfuggire al controllo delle banche centrali, l’incognita sui tagli dei tassi sono tutte incertezze che fanno da sfondo un mercato finanziario fragile.
1) Rialzo dell’S&P 500 superiore al 2,5%
L’indice benchmark del mercato americano è salito di oltre il 30% negli ultimi 12 mesi, ma era dal 2000 che non registrava un rialzo giornaliero superiore al 2,5% in corrispondenza di nuovi massimi.
Grafico S&P 500 con rialzo superiore al 2,5%
Fonte Tier1Alpha.com
Nella seduta del 6 novembre, il giorno successivo alle elezioni presidenziali Usa, l’S&P 500 è balzato di oltre il 2,5% segnando contemporaneamente un nuovo record. Sebbene non si tratti di un segnale di inversione, è curioso osservare cosa accadde nel 2000 in seguito alla formazione di questo pattern.
2) Rialzo dei rendimenti obbligazionari
Nonostante il taglio dei tassi di interesse da parte della Fed, il rendimento dei Treasury è salito sui livelli più alti da luglio, oltre il 4,45%, per poi attestarsi al 4,25%. Il rialzo dei rendimenti obbligazionari segnala che il mercato richiede un premio al rischio supplementare. Tassi più alti possono innescare una pericolosa reazione a catena, mettendo a repentaglio le finanze di milioni di risparmiatori (e non solo degli investitori).
Grafico rendimento Treasury 10 yr
Fonte cnbc
3) Debito pubblico fuori controllo
Il debito pubblico è cresciuto di 500 miliardi di dollari nelle ultime settimane, superando la soglia dei 36 trilioni di dollari, in base ai dati del Dipartimento del Tesoro. Secondo le stime del Committee for a Responsible Federal Budget (CRFB), tra il 2026 e il 2035 le proposte di politica fiscale di Trump potrebbero aumentare il deficit di un importo compreso tra 1.650 e 15.550 miliardi di dollari, a seconda delle politiche effettivamente attuate.
Debito pubblico Usa
Fonte Bloomberg
Gli interessi su questo debito superano 1 trilione di dollari all’anno.
Interessi sul debito Usa
Fonte FRED
4) Aumentano le riserve di oro delle banche centrali
Le banche centrali stanno accumulando oro, nonostante il prezzo abbia segnato 30 nuovi massimi nell’ultimo anno.
Riserve oro banche centrali
Fonte Metal Focus
5) Perdite non realizzate delle banche
Un altro segnale da non sottovalutare è il progressivo aumento delle perdite non realizzate delle banche, pari a 517 miliardi di dollari, 7 volte superiore rispetto alla crisi finanziaria del 2008. Attualmente sono 66 le banche, perlopiù regionali, a grave rischio di insolvenza, ma una di questa è la seconda banca più grande del Paese.
Perdite non realizzate delle banche
Fonte Bloomberg
6) Partecipazione ai piani pensionistici
Gli effetti di un debito pubblico fuori controllo devono ancora farsi sentire, secondo alcuni esperti. Se dovesse verificarsi una recessione, milioni di persone potrebbero smettere di contribuire ai piani pensionistici (che negli States sono chiamati 401k).
Aggregato piani pensionistici
Fonte Goldman Sachs Asset management
Attualmente, per ogni dollaro versato in un 401(k), 95 centesimi confluiscono in fondi di investimento per un giro d’affari da 4,25 trilioni di dollari, pari al 25% del sistema pensionistico americano e che rappresenta il 45% del mercato totale. Questi fondi investono passivamente in azioni e obbligazioni, alimentando il rialzo del mercato senza considerare i fondamentali aziendali. In caso di recessione o aumento della disoccupazione, il calo dei contributi potrebbe interrompere i flussi positivi, portando a vendite forzate che destabilizzano il mercato. Questo fattore di rischio potrebbe trasformarsi in un crollo sistemico.
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