3 titoli di Stato per approfittare della caduta del governo in Francia

R. F.

08/09/2025

La crisi del governo francese si inasprisce ma potrebbero esserci delle opportunità di acquisto.

3 titoli di Stato per approfittare della caduta del governo in Francia

Come sapete, il governo del Primo Ministro François Bayrou rischia di cadere oggi stesso, vittima del suo tentativo di ridurre il massiccio debito francese. Bayrou dovrà affrontare una mozione di fiducia alla camera bassa francese, un voto da lui stesso richiesto nel tentativo di spingere i legislatori ad approvare le sue proposte di bilancio. Lo ha definito un atto necessario per fare «chiarezza».

Tuttavia, il suo piano potrebbe essersi ritorto contro di lui, dato che i partiti di opposizione all’Assemblea Nazionale si sono mobilitati contro il governo di minoranza di Bayrou. Bayrou terrà un discorso politico oggi 8 settembre a partire dalle 15:00, seguito dagli interventi dei gruppi politici all’Assemblea Nazionale. Il voto si terrà in serata, con il risultato atteso tra le 20:00 e le 21:00.

Vi domanderete (e anche io me lo domando): ma perché Bayrou ha chiesto la fiducia? E come approfittare di questa situazione sul mercato obbligazionario?

Perché Bayrou ha chiesto la fiducia

Il primo ministro ha indetto il voto per ottenere il sostegno dei parlamentari al suo piano di riduzione del deficit francese del 2026 al 4,6% del PIL, rispetto al 5,4% previsto per quest’anno. Il piano è abbastanza “pesante” e prevede un cumulo di ben 44 miliardi di euro di intervento, fra tagli alla spesa e aumenti delle tasse.

Dubito che le opposizioni gli daranno la fiducia. Pensate che ha avuto difficoltà anche ad avanzare la proposta, impopolare, di tagliare due giorni festivi e renderli lavorativi, per aumentare la produttività e il gettito fiscale dalle imprese, ma c’è stata una sollevazione popolare, subito raccolta dalle sinistre e dalle destre.

Eppureil deficit fiscale della Francia è attualmente il più ampio dell’eurozona. Secondo il FMI Il debito sta crescendo di 5.000 euro al secondo e il costo del suo servizio (la sola spesa per interessi) è destinato a raggiungere i 75 miliardi di euro l’anno prossimo, secondo stime dello stesso governo.

Quindi secondo me Bayrou ha chiesto la fiducia sulla manovra ben sapendo di non ottenerla, e così tornare a casa.
E cosa succede se il governo cade? Nulla, ci sarà un altro governo di minoranza, perché comunque non si andrà alle elezioni anticipate.

Perché Bayrou sopravviva, ha bisogno dell’approvazione della maggioranza dei voti espressi. Dato che i gruppi che sostengono il governo di minoranza rappresentano solo 210 seggi su 574 attualmente occupati (ci sono tre seggi vacanti al momento), Bayrou avrebbe bisogno di oltre 100 astensioni per sopravvivere, ipotizzando però che tutti i membri dei partiti che lo sostengono votino a suo favore e anche qui ho i miei dubbi.

Se Bayrou dovesse perdere il voto, le opzioni del Presidente Emmanuel Macron includono:

  • la nomina di un nuovo primo ministro o
  • lo scioglimento della camera bassa e l’indizione di elezioni anticipate, (che però i suoi collaboratori hanno dichiarato non essere nei piani per ora).

Tutti i partiti di opposizione sperano inoltre che il Presidente si dimetta, ma Macron ha ripetutamente ribadito che non si dimetterà. Se Macron dovesse nominare un nuovo primo ministro, rimarrebbe irrisolta la questione di come il governo potrà approvare un bilancio così impopolare, in quanto è lo stesso progetto di bilancio che l’anno scorso ha fatto cadere il precedente premier, Michel Barnier. Il contesto sottolinea il ritorno improvviso delle preoccupazioni fiscali della Francia al centro dell’attenzione degli investitori in obbligazioni, in un momento in cui Paesi vicini come l’Italia stanno facendo progressi comparativi nel contenere i deficit pubblici e nel comprimere lo spread di rendimento con i bund tedeschi.

Come stanno reagendo i mercati?

Da quando Macron ha sorpreso la Francia indicendo elezioni anticipate nel giugno 2024, creando l’attuale situazione di stallo, il CAC 40 è sceso del 4,1%, rispetto a un guadagno del 4,9% per lo Stoxx Europe 600 Index e un aumento del 24% per il DAX tedesco (naturalmente sono performance escluse i dividendi).

Da inizio anno ad oggi la curva dei tassi degli OAT non ha però subito grosse scosse di rialzo dei rendimenti (se non nel tratto 10y–30y), come potete vedere dal grafico Bloomberg sottostante che ho creato scegliendo la curva dei rendimenti così come era a gennaio 2025 e così come è oggi, 8 settembre 2025.

SHIFT DELLA CURVA DEI RENDIMENTI FRANCESE DA GEN. 2025 (LINEA GIALLA) A SETT. 2025 (LINEA VERDE). NELLA TABELLA IN BASSO LE VARIAZIONI ASSOLUTE DI RENDIMENTO IN BPS PER OGNI TRATTO DELLA CURVA SHIFT DELLA CURVA DEI RENDIMENTI FRANCESE DA GEN. 2025 (LINEA GIALLA) A SETT. 2025 (LINEA VERDE). NELLA TABELLA IN BASSO LE VARIAZIONI ASSOLUTE DI RENDIMENTO IN BPS PER OGNI TRATTO DELLA CURVA FONTE: BLOOMBERG

Certo, un crollo del governo di Bayrou farebbe piombare la Francia in una profonda incertezza politica e aumenterebbe i dubbi sulla capacità di qualsiasi governo di contenere il deficit di bilancio più grande dell’area euro. I dati più recenti indicano che il deficit di bilancio pubblico della Francia è attualmente stimato al 5,4% del PIL per il 2025. In termini di valore assoluto, il deficit si è attestato a 142 miliardi di euro nei primi sette mesi del 2025. Ma se accadesse un crollo dei prezzi degli OAT, forse sarebbe un’occasione di acquisto, e più avanti vedremo perché.

Tuttavia, e questo è molto interessante, i mercati alla fine della scorsa settimana si sono calmati, quando è emerso che Macron cercherà di evitare nuove elezioni legislative.

Lo spread tra il rendimento del OAT decennale francese e il Bund tedesco — una misura chiave del rischio — è sceso di circa un punto base a 78 bps dopo che la stampa francese ha riportato la ferma volontà di Macron di non andare alle elezioni anticipate. Prima che Bayrou annunciasse la richiesta di una mozione di fiducia, lo spread OAT-BUND a 10 anni si attestava intorno a 70.

Spesso noi italiani ci lamentiamo della difficoltà di comprendere la politica nostrana, ma perché anche la politica in Francia è così difficile da gestire?

Bayrou aveva calcolato di poter far passare la sua proposta se — come per il bilancio 2025 — fosse riuscito a convincere alcuni deputati del centro-sinistra a sostenere il suo piano. Quando è diventato chiaro che la sua proposta per il bilancio 2026 avrebbe affrontato una forte opposizione, ha annunciato il voto di fiducia, scatenando una svendita degli asset francesi.

Ma se non si andrà alle elezioni anticipate, ciò potrebbe configurare i titoli di Stato francesi nell’intervallo 3 anni – 5 anni di durata come un’occasione di acquisto e, per coloro che amano fare trading speculativo, anche il decennale francese potrebbe essere una opportunità (vedi grafico più in basso).

Tre dei più grandi gruppi di opposizione - il Raggruppamento Nazionale di estrema destra, la Francia Indomita di sinistra e i Socialisti - si sono impegnati a votare contro Bayrou, lasciandogli poco spazio alla speranza di rimanere in carica.

Cosa succederà dopo?

Macron si è finora astenuto dal discutere pubblicamente le sue opzioni se Bayrou dovesse essere estromesso. Ma persone vicine al presidente dicono che cercherà un accordo tra i partiti dell’Assemblea Nazionale per nominare un nuovo primo ministro. Si esclude il ricorso alle elezioni anticipate. La decisione dovrebbe essere presa rapidamente in modo che ci sia un governo in carica per affrontare uno sciopero sindacale il 18 settembre contro il piano di bilancio 2026.

Tuttavia, il presidente francese è l’unico responsabile della scelta di un nuovo premier e non esiste un limite di tempo costituzionale per una decisione. Ci sono voluti due mesi a Macron per nominare Barnier a capo del governo dopo le elezioni parlamentari anticipate del 2024. Ci è voluta invece solo poco più di una settimana per nominare Bayrou dopo che Barnier fu estromesso. Una volta nominato, il premier deve proporre un gabinetto che deve essere approvato da Macron.

Certo, scegliere un nuovo primo ministro non sarà facile. Il candidato ideale di Macron dovrebbe essere in grado di tenere unito il blocco di centro e allo stesso tempo stringere legami con i Socialisti per far passare la legislazione, e secondo me ce la potrebbe fare.

Macron potrebbe anche sciogliere l’Assemblea Nazionale, ma non credo proprio che lo farà: un nuovo voto legislativo potrebbe minare la sua posizione già debole alla camera bassa, che è esattamente ciò che è successo dopo le elezioni anticipate dell’anno scorso. Rifare lo stesso errore non è da Macron.

Le elezioni anticipate sono da escludere. Le dimissioni di Macron anche. Il destino della Francia è un altro governo di minoranza. Statene certi.

Quindi ritengo che si può tentare l’ingresso in acquisto sul tratto di curva mediano del debito pubblico francese (ma solo dopo la nascita del governo alternativo all’attuale, non certo adesso!).
Anche per quanto riguarda il decennale francese, di cui mi aspettavo forti oscillazioni al rialzo dei rendimenti, esso ha tutto sommato tenuto bene, se osservate il grafico Bloomberg qui sotto, con il rendimento che negli ultimi 12 mesi ha toccato due massimi relativi al 3,60% per poi ripiegare al 3,45% attuale.

RENDIMENTO DEL DECENNALE FRANCESE NEL 2025 RENDIMENTO DEL DECENNALE FRANCESE NEL 2025 FONTE: BLOOMBERG

Ovviamente le raccomandazioni di cui sopra sono per gli investitori esperti, che hanno a disposizione un portafoglio obbligazionario già ampiamente diversificato di governativi dell’area euro, ben strutturato su tutte le scadenze da brevi a medie a medio-lunghe, cioè investitori con una attitudine al rischio consolidata e che sono in grado di sopportare le oscillazioni tipiche dei mercati obbligazionari appartenenti ad un emittente che sta attraversando una fase di incertezza politica e di instabilità cronica.

Insomma, se avete comprato BTP italiani nel 2011 all’indomani della caduta del governo Berlusconi e della nascita del governo Monti, perché non tentare l’ingresso nel debito pubblico francese ora?

Non ho citato l’ultimo dei rischi nell’investire in titoli di stato francesi che è il default della Francia: un’ipotesi assurda allo stato attuale, date le armi a disposizione della BCE per intervenire sui mercati obbligazionari e “sedare” gli animi degli speculatori. Ricordatevi questo: nessun paese dell’area euro, sinché esiste la BCE, può tecnicamente andare in default.

Esistono infatti delle procedure specifiche per contrastare un attacco speculativo sui titoli di Stato di un Paese dell’area euro, quali il TPI (Transmission Protection Instrument) e le OMT (Outright Monetary Transactions).

E, nel frattempo, date un’occhiata a queste emissioni (prezzi e rendimenti delle ore 12 del 8 settembre):

TITOLO PREZZO R.E.L. A SCADENZA
Oat 2.75% 25/2/2030 100.75 2.60%
Oat 3.20% 25/5/2030 98.05 3.45%
Oat 2% 25/11/2032 93.20 3.07%
DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.