Busta paga, cosa spetta per il 25 aprile festivo non goduto?

Simone Micocci

24 Aprile 2026 - 12:01

Niente giorno di riposo, quest’anno il 25 aprile cade di sabato. Quali conseguenze in busta paga?

Busta paga, cosa spetta per il 25 aprile festivo non goduto?

Domani è 25 aprile, ma quest’anno cade di sabato. Un dettaglio che cambia non poco le cose: per molti lavoratori, infatti, la festività nazionale che celebra l’anniversario della Liberazione rischia di passare senza effetti in busta paga, dal momento che coincide con un giorno già non lavorativo.

È il caso tipico di chi lavora su 5 giorni settimanali, con riposo nel weekend: in queste situazioni si parla di festività non goduta, ma con un trattamento diverso rispetto a quando il giorno festivo cade di domenica. La normativa, infatti, riconosce generalmente una giornata retribuita in più quando la festività coincide con la domenica, mentre quando cade di sabato - come quest’anno - non esiste una regola unica valida per tutti.

Molto dipende dal contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) applicato: alcune categorie prevedono compensazioni, altre no. Per questo è sempre fondamentale verificare cosa stabilisce il proprio contratto, informazione che può essere facilmente individuata anche direttamente nella busta paga.

Per capire quindi se spetta qualcosa in busta paga e in quale misura, è necessario distinguere tra le diverse casistiche previste dalla normativa e dai contratti collettivi, a partire proprio dalla differenza tra festività goduta e non goduta.

25 aprile 2026 festività non goduta di sabato, cosa spetta

Quest’anno il 25 aprile cade di sabato e, per molti lavoratori impiegati su cinque giorni settimanali, si tratta a tutti gli effetti di una festività non goduta. È il caso tipico di chi ha già il sabato come giorno di riposo: non lavorando, infatti, non beneficia di alcun giorno aggiuntivo di pausa.

Ma cosa succede in busta paga? La regola generale è piuttosto chiara: quando la festività non goduta cade di sabato non spetta alcun trattamento economico aggiuntivo. Diversamente da quanto accade quando la festività coincide con la domenica, situazione in cui è prevista una giornata retribuita in più, il sabato non dà diritto automaticamente ad alcuna maggiorazione o compensazione.

Questo principio è stato ribadito anche dal ministero del Lavoro (nota n. 25 del 20 febbraio 2006), secondo cui la disciplina prevista per le festività cadenti di domenica non può essere estesa al sabato.

Nella stessa direzione si è espressa anche la giurisprudenza, con la sentenza n. 10132/1993 della Corte di Cassazione, che ha confermato come la retribuzione aggiuntiva spetti esclusivamente nel caso di coincidenza con la domenica.

Di conseguenza, per chi non lavora il sabato, il 25 aprile sarà considerato un giorno non lavorativo ma senza effetti economici ulteriori, salvo eventuali disposizioni più favorevoli previste dal proprio Ccnl. Resta invece fermo che, nei casi di malattia, ferie, maternità o permessi, la festività viene comunque considerata come “goduta” e quindi regolarmente retribuita.

25 aprile: cosa spetta quando la festività è goduta

Quando il 25 aprile cade in un giorno normalmente lavorativo - ad esempio dal lunedì al venerdì - si parla di festività goduta. Lo stesso vale per chi ad esempio avrebbe regolarmente lavorato di sabato: in questi casi, il lavoratore che si astiene dall’attività beneficia del giorno di riposo senza alcuna perdita economica.

La normativa sul lavoro festivo è chiara: quando la festività coincide con una giornata lavorativa, il dipendente ha comunque diritto alla retribuzione ordinaria, come se avesse lavorato. Non c’è quindi alcuna decurtazione dello stipendio.

Dal punto di vista pratico, per chi ha una retribuzione mensilizzata (impiegati e molti operai), la festività è già inclusa nella retribuzione globale. Per chi invece è pagato a ore, la giornata festiva viene comunque riconosciuta nel calcolo della retribuzione. In entrambi i casi, quindi, lo stipendio resta invariato.

Nessun effetto negativo neppure sul piano contributivo: anche per il giorno festivo viene accreditata regolarmente la contribuzione.

25 aprile 2026, cosa spetta a chi lavora

Concludiamo con il caso di chi invece lavora il 25 aprile. Nel dettaglio, qualora il dipendente decida, su richiesta del datore di lavoro, di non sospendere l’attività lavorativa nel giorno festivo, questo avrà diritto a una maggiorazione in busta paga.

È la legge a stabilirlo, mentre spetta ai singoli contratti collettivi definire l’importo della maggiorazione. Ad esempio, nel caso del Ccnl Multiservizi, viene stabilito che qualora il 25 aprile, come pure ogni altro festivo, sia un giorno lavorativo, al dipendente va riconosciuta la normale retribuzione maggiorata del 50%.

Per i lavoratori del settore Commercio, invece, la maggiorazione è del 30%, mentre per nel settore Pubblici esercizi ristorazione collettiva, commerciale e turismo, la maggiorazione per lavoro festivo è più bassa, pari al 20%.

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