Il punto di vista della GenZ sulla politica

Il punto di vista della GenZ sulla politica

di Marta De Vivo e Paolo Di Falco

Il 2020 tra Covid-19 e DPCM è passato: finalmente si inizia a vedere una luce in fondo al tunnel

Paolo Di Falco

30 dicembre 2020

Il 2020 tra Covid-19 e DPCM è passato: finalmente si inizia a vedere una luce in fondo al tunnel

Un anno insolito, segnato da una pandemia, è ormai alle spalle. Le vittime sono state troppe e troppo il dolore che ancora ci accompagna ma finalmente abbiamo un vaccino. Finalmente abbiamo una speranza.

Un altro anno volge a termine, un anno difficile non solo per il nostro Paese ma per tutto il globo. Un anno che si era aperto con il preludio di un conflitto mondiale e si è chiuso con una speranza contenuta in una piccola teca di vetro: il vaccino. Protagonista indiscusso di questo 2020 è stato infatti un piccolo virus che tutti abbiamo imparato a conoscere, un virus con tante corone in superficie che nelle immagini online sono tutte colorate quasi come fosse una piccola pallina qualsiasi. Un virus con un diametro massimo di 140 nanometri che ha messo all’angolo il mondo intero. Mai avremmo immaginato che un piccolo organismo del genere potesse causare tante vittime tra la nostra popolazione.

Una guerra contro un nemico invisibile

nemico invisibile
Tutti in questo 2020 inizialmente immaginavano un conflitto, ed effettivamente, è quello che c’è stato solo che il nemico è stato invisibile e a combatterlo sono stati medici, infermieri, operatori sanitari nei nostri ospedali anche a costo della vita. Un conflitto dove non c’erano armi a difenderci se non la scienza e il rispetto delle norme per evitare il contagio. Nonostante questo però le vittime sono state davvero elevate e il bilancio è stato peggiore di qualsiasi conflitto: 72.370 solo in Italia e 1,77 milioni a livello mondiale.

Da marzo inoltre abbiamo avuto quotidianamente a che fare con i numeri che ogni giorno venivano snocciolati dal commissario Arcuri in diretta televisiva. Numeri che dietro nascondevano vite umane, nomi, cognomi su cui non si è detto abbastanza. Persone che, mentre eravamo affacciati dai balconi ripetendo il mantra “andrà tutto bene”, perdevano per sempre la loro vita su un letto d’ospedale senza la vicinanza dei loro cari e spesso tra molte sofferenze, dato la mancanza anche dell’ossigeno. Mesi molto duri, non solo caratterizzati dalle conferenze di Arcuri, da Conte con i suoi DPCM, ma soprattutto dal dolore per tutti i nostri cari, i nostri amici che purtroppo non sono qui con noi.

George Floyd e il suo grido di vita

manifestazione
Mentre la pandemia infuriava in tutto il mondo, dall’America si è alzato il grido di George Floyd, un afroamericano barbaramente soffocato in strada da un agente di polizia. “Non respiro, vi prego” le sue ultime parole che hanno fatto il giro del mondo e che hanno innescato le diverse proteste degli attivisti del Black Lives Matter, movimento afroamericano che cerca di combattere il razzismo negli Stati Uniti. Razzismo che in America, nonostante i diritti conquistati, non è stato del tutto debellato e che così è ritornato ad essere un argomento predominante.

Non solo le proteste ma diverse le marce pacifiche che evocano il passato come quella fatto a Washington in nome di Martin Luther King. Come spesso accade, abbiamo assistito a molte manifestazioni inizialmente pacifiche che sono sfociate nella violenza. Violenza non solo da parte dei manifestanti ma anche da parte della polizia, affiancata da gruppi di estrema destra. Fa ancora un certo ribrezzo rivedere la foto di quel 17enne con in braccio un fucile che dopo aver ucciso due persone, non fu neanche arrestato.

L’estate e la seconda ondata

estate 2020
Dopo le proteste, finita la fase della retorica dei medici e degli infermieri visti come eroi, è arrivata l’estate dove tra assembramenti, perdita del tracciamento dei contagi ci è sembrato ritornare alla normalità. Normalità apparente che si è porta dietro la seconda ondata di questa pandemia a cui, neanche a dirlo, ci siamo fatti ritrovare impreparati. E così è ricominciata la retorica di quegli eroi che dopo maggio erano stati accantonati, è ritornato il lockdown in base a zone rosse, arancioni e gialle e però non siamo tornati sui balconi. Molti infatti sono scesi in strada perché ormai rimasti senza un lavoro, senza la possibilità di continuare a portare in tavola qualcosa da mangiare.

Anche qui, tra le manifestazioni pacifiche si è infiltrata l’estrema destra e così, più che concentrarci sul problema reale, l’attenzione è andata su di loro. Dopo vari DPCM, la vittoria di Biden in America e una crisi di governo in forse siamo arrivati alla fine di questo anno che per chiudere in bellezza ci ha anche riservato due scosse di terremoto.

Una speranza in fondo al tunnel

tunnel
Un anno diverso totalmente condizionato da quel piccolo virus che continua ancora a mietere morti, 659 solamente nella giornata di ieri. E adesso? Gli ultimi giorni sono stati segnati delle immagini del camion con a bordo le prime dosi di vaccino destinate all’Italia. Camion che si contrappongono a quelli militari di Bergamo che scortavano i nostri cari nei vari cimiteri dove ancora è rimasto un po’ di spazio. Camion che portano una speranza, una luce in fondo a questo tunnel che sembra infinito. Ci sono anche stati i primi vaccinati e tra questi l’infermiera Claudia Alivernini a cui, pensate un po’, è stata anche augurata la morte dai no vax, coloro che credono alla scienza a giorni alterni o che meglio, pretendono una cura quando stanno male e poi rinnegano tutto citando complotti medievali.

Ormai abbiamo fatto l’abitudine anche a loro, l’unica cosa certa è che abbiamo un vaccino o meglio, che ne abbiamo diversi. Avere un vaccino a marzo sembrava un miraggio, adesso invece c’è. Nonostante questo non dobbiamo abbassare la guardia anche perché si parla già di un’ipotetica terza ondata nell’anno che verrà. C’è una piccola speranza di uscire da questa pandemia, basta qualche altro mese di pazienza. Con questa speranza voglio concludere questo ultimo articolo del 2020, con questa speranza che preannuncia un ritorno alla normalità, alle nostre vite di sempre, ai nostri gesti quotidiani a cui forse, ora, daremo molto più valore.

Partecipa alla discussione

Marta De Vivo

19 anni, blogger, bilingual, pensatrice, parlatrice. Founder @martaforfew

Paolo Di Falco

18 anni, di Siracusa. Ho creato La Politica Del Popolo, un sito di news gestito da giovani.