Per anni ottenere un rendimento del 5% con strumenti considerati relativamente sicuri sembrava impossibile. Oggi invece alcuni Treasury americani e Gilt britannici sono tornati a offrire rendimenti che non si vedevano dalla fine degli anni ’90.
Per molti investitori il ritorno di questi rendimenti rappresenta finalmente un’alternativa concreta alle Borse. Il problema è che il ritorno dei rendimenti elevati coincide anche con una nuova risalita dell’inflazione globale.
Il conflitto in Medio Oriente, i rischi sull’energia e le tensioni geopolitiche stanno riportando pressione sui prezzi. Nel Regno Unito l’inflazione è già salita al 3,3% e il mercato teme nuovi rialzi man mano che l’aumento dei costi energetici si trasmetterà all’economia. Per chi investe 20.000 euro non basta guardare solo al rendimento del 5%.
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Quanto rende davvero un investimento da 20.000 euro al 5%
Il ritorno dei rendimenti sopra il 5% non riguarda più soltanto obbligazioni speculative o mercati molto rischiosi. Oggi diversi titoli di Stato offrono cedole che fino a pochi anni fa sembravano impossibili da trovare senza assumersi rischi molto elevati.
Nel Regno Unito, per esempio, i titoli a 10 anni hanno superato il 5%, i Gilt a 30 anni sono stabilmente sopra il 5,5% su livelli che non si vedevano dalla fine degli anni ’90. Il mercato sta chiedendo un premio sempre più alto per finanziare il debito britannico in un momento di turbolenza politica che si aggiunge all’instabilità economica (con Starmer che non si dimette dopo il forte arretramento del Labour nelle elezioni locali).
Con 20.000 euro investiti il rendimento lordo teorico annuo sarebbe di circa 1.000 euro. Ancora più elevato il rendimento dei Gilt trentennali, che sopra il 5,67% permetterebbero di superare i 1.130 euro lordi all’anno.
Negli Stati Uniti, i Treasury continuano a restare su livelli molto elevati rispetto agli standard degli ultimi quindici anni. Un Treasury decennale al 4,39% genererebbe quasi 880 euro lordi annui su 20.000 euro investiti, mentre il trentennale vicino al 5% porterebbe il guadagno vicino ai 1.000 euro lordi all’anno.
Molto più aggressivi i rendimenti offerti dai mercati emergenti. In Brasile, con bond governativi al 13,89%, un investimento da 20.000 euro arriverebbe teoricamente a produrre quasi 2.800 euro lordi annui. Anche Colombia e Messico continuano a offrire rendimenti molto elevati, rispettivamente oltre il 13% e intorno al 9%.
| Bond governativo | Rendimento lordo | Guadagno lordo annuo su 20.000€ | Guadagno netto annuo (tasse 12,5%) |
|---|---|---|---|
| Gilt UK 10 anni | 5,00% | 1.000€ | 875€ |
| Gilt UK 30 anni | 5,67% | 1.134€ | 992€ |
| Treasury USA 10 anni | 4,39% | 878€ | 768€ |
| Treasury USA 30 anni | 4,97% | 994€ | 870€ |
| Brasile 10 anni | 13,89% | 2.778€ | 2.431€ |
| Messico | 9,00% | 1.800€ | 1.575€ |
| Colombia | 13,58% | 2.716€ | 2.376€ |
| Ungheria | 7,53% | 1.506€ | 1.318€ |
| BTP Italia | 3,80% | 760€ | 665€ |
Quanto resta davvero dopo inflazione: la simulazione a 1 e 10 anni
Un bond che rende il 5% non fa guadagnare automaticamente il 5%. Con l’inflazione che è tornata a salire, il rischio è che una parte consistente delle cedole venga assorbita dall’aumento del costo della vita. Il premio più alto serve dunque per compensare inflazione, instabilità politica ed economica, maggior rischio sul debito pubblico e tensioni geopolitiche.
Nel Regno Unito, per esempio, con inflazione al 3,3%, un Gilt decennale al 5% lascia un rendimento reale vicino all’1%. Questo significa che i 1.000 euro lordi iniziali valgono in realtà molto meno in termini di potere d’acquisto.
Su un orizzonte di dieci anni la differenza diventa enorme. Senza inflazione, 20.000 euro investiti al 5% diventerebbero oltre 30.700 euro nominali netti. Considerando però un’inflazione stabile al 3,3%, il valore reale del capitale scenderebbe attorno ai 22.000 euro.
Se inflazione e tassi continuassero a salire, i bond trentennali potrebbero subire perdite importanti sul prezzo di mercato.
I Treasury americani mostrano una dinamica simile. Il decennale al 4,39%, con inflazione americana al 3,3%, produce un rendimento reale molto contenuto. Dopo dieci anni il capitale reale crescerebbe solo marginalmente rispetto al valore iniziale.
In Brasile, invece, i numeri cambiano completamente. Nonostante l’inflazione al 4,37%, i bond sopra il 13% continuano a mantenere rendimenti reali molto elevati. In teoria, mantenendo invariati rendimenti e inflazione, 20.000 euro potrebbero trasformarsi in oltre 41.000 euro reali in dieci anni. Ma qui entrano in gioco anche altri rischi, tra cui la volatilità della valuta, l’instabilità politica e oscillazioni dei tassi più aggressive che altrove.
In questa simulazione non abbiamo considerato il rischio valutario, ma se un bond rende il 10% e la valuta perde il 15%, il rendimento finale in euro scenderebbe sensibilmente.
Anche Colombia e Ungheria continuano a offrire rendimenti reali nettamente superiori rispetto ai bond europei e americani, mentre il Messico mantiene un equilibrio più moderato tra rendimento e inflazione.
I BTP italiani restano invece più penalizzati dall’inflazione europea vicina al 3%. Il rendimento nominale appare più basso rispetto ai competitor internazionali.
Ipotizzando rendimenti, inflazione e cambi costanti nel tempo, dopo dieci anni, il valore reale finale dell’investimento (riportato al potere d’acquisto di oggi) è molto diverso da quello che si potrebbe immaginare:
| Bond governativo | Rendimento lordo | Inflazione area geografica | Guadagno netto annuo dopo tasse (12,5%) | Guadagno reale stimato dopo inflazione | Rendimento netto reale % | Capitale reale corretto per inflazione |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Gilt UK 10 anni | 5,00% | 3,3% | 875€ | 208€ | 1,04% | 20.788€ |
| Gilt UK 30 anni | 5,67% | 3,3% | 992€ | 322€ | 1,61% | 21.638€ |
| Treasury USA 10 anni | 4,39% | 3,3% | 768€ | 105€ | 0,52% | 19.994€ |
| Treasury USA 30 anni | 4,97% | 3,3% | 870€ | 203€ | 1,02% | 20.728€ |
| Brasile 10 anni | 13,89% | 4,37% | 2.431€ | 1.492€ | 7,46% | 29.778€ |
| Messico | 9,00% | 4,45% | 1.575€ | 656€ | 3,28% | 24.642€ |
| Colombia | 13,58% | 5,68% | 2.376€ | 1.174€ | 5,87% | 26.117€ |
| Ungheria | 7,53% | 1,9% | 1.318€ | 920€ | 4,60% | 27.297€ |
| BTP Italia | 3,80% | 3,0% | 665€ | 63€ | 0,32% | 19.990€ |
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