Se questo schema storico si rompe, il mercato potrebbe reagire molto male
Uno schema che ha sempre protetto i mercati potrebbe non funzionare più. E questo potrebbe compromettere l’equilibrio finanziario globale.
di Tommaso Scarpellini
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I dati intraday possono essere differiti fino a 15 minuti e hanno solo scopo informativo.
| Simbolo | S&P 500 |
|---|---|
| ISIN | - |
| Var. % | 1,58% |
| Apertura | - |
| Minimo oggi | - |
| Massimo oggi | - |
| Ultima chiusura | 7688,6201 |
| Minimo 52 sett. | 6343,7202 |
| Massimo 52 sett. | 7818,9261 |
| Resistenza 2 | 7.759,76 |
|---|---|
| Resistenza 1 | 7.724,19 |
| Prezzo di chiusura | 7.688,62 |
| Supporto 1 | 7.644,43 |
| Supporto 2 | 7.600,24 |
| RSI (14) | 50,4 |
| Volatilità media giornaliera (20 sedute) | 0,79% |
| Media mobile 50 sedute | 7.692,97 |
| Media mobile 200 sedute | 7.320,35 |
| MACD / segnale | -22,999 / -11,059 |
| ADX (14) | 16,0 |
| Bande di Bollinger (20, 2) | 7.548,99 - 7.851,25 |
| Ciclo dominante | 120 sedute, fase ascendente |
Dati di chiusura del 4 novembre 2026. Supporti e resistenze calcolati con i pivot point classici sulla seduta.
L’S&P 500 è l’indice che meglio rappresenta la Borsa americana: raccoglie circa 500 grandi società statunitensi quotate sia al New York Stock Exchange sia al Nasdaq e copre circa l’80% della capitalizzazione del mercato azionario degli Stati Uniti. Nel grafico è indicato con il simbolo GSPC.
Nato il 4 marzo 1957 per iniziativa di Standard & Poor’s, oggi è gestito da S&P Dow Jones Indices, divisione di S&P Global. I titoli sono scelti da un comitato che verifica requisiti precisi: sede negli Stati Uniti, capitalizzazione minima aggiornata periodicamente, flottante adeguato, liquidità e utili positivi nella somma degli ultimi quattro trimestri e nell’ultimo trimestre. Il peso di ogni società è proporzionale alla capitalizzazione corretta per il flottante, senza tetti per singolo titolo.
La versione più citata è quella di prezzo, che non include i dividendi; S&P calcola anche una versione total return. L’indice è espresso in dollari e si muove durante la seduta di Wall Street, dalle 9:30 alle 16:00 ora di New York.
I componenti sono suddivisi negli 11 settori della classificazione GICS. Negli ultimi anni il peso della tecnologia è cresciuto molto, e poche società, tra cui Nvidia, Microsoft, Apple, Amazon, Alphabet, Meta Platforms e Broadcom, rappresentano una quota rilevante del totale. Ne deriva che l’andamento dell’indice dipende in buona parte dai risultati delle big tech.
L’S&P 500 è il sottostante di alcuni dei prodotti finanziari più scambiati al mondo: i future E-mini sul CME, le opzioni quotate sul Cboe, da cui si ricava l’indice di volatilità VIX, e gli ETF, a partire dallo SPDR S&P 500 (SPY), lanciato nel 1993 come primo ETF americano. Sull’indice incidono la politica monetaria della Federal Reserve, i dati su inflazione e lavoro e le stagioni degli utili.
Uno schema che ha sempre protetto i mercati potrebbe non funzionare più. E questo potrebbe compromettere l’equilibrio finanziario globale.
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