Warren Buffett sottovaluta il comparto sanità. Ma gli investitori non dovrebbero fare lo stesso errore

Redazione Money Premium

09/06/2026

Buffett ignora il comparto sanitario ma ci sono 7 azioni nell’healthcare e nella diagnostica da comprare al volo.

Warren Buffett sottovaluta il comparto sanità. Ma gli investitori non dovrebbero fare lo stesso errore

Warren Buffett e Greg Abel stanno in gran parte ignorando un settore che gli investitori farebbero bene a non trascurare. Questo è il messaggio che emerge osservando con attenzione le scelte di investimento di Berkshire Hathaway, il colosso guidato per sei decenni dal leggendario investitore e ora passato nelle mani del suo successore designato.

Warren Buffett, come amministratore delegato di Berkshire Hathaway, ha consegnato per sessant’anni rendimenti superiori a quelli del mercato, basandosi su una strategia semplice ma efficace: investire in settori e aziende che conosceva profondamente, privilegiando quelle dotate di vantaggi competitivi duraturi. All’inizio del 2025 ha lasciato la carica di CEO a Greg Abel, che ha promesso di seguire fedelmente la strada tracciata dal maestro.

Lo stesso Buffett rimane presidente e si è detto disponibile a offrire supporto quando necessario. Eppure, guardando il portafoglio di Berkshire Hathaway aggiornato al primo trimestre 2026, del valore complessivo di circa 274 miliardi di dollari, emerge una vistosa assenza.

Le scelte di Buffett

Il portafoglio di Berkshire Hathaway è costruito su partecipazioni consolidate. La posizione più grande resta Apple, un’eccezione nel mondo tecnologico. Recentemente è stata rafforzata una posizione in Alphabet, ma si tratta di casi isolati. Il resto è distribuito tra finanza, beni di consumo, comunicazioni, qualche realtà energetica e materie prime. Nel settore sanitario la presenza è quasi inesistente: l’unica holding rilevante è DaVita, il gigante della cura renale, con una quota di circa l’1,76% del portafoglio e un valore di oltre 4,6 miliardi di dollari, detenuta dal 2011. Nel primo trimestre del 2026 Greg Abel ha chiuso definitivamente la posizione in UnitedHealth Group, il colosso delle assicurazioni sanitarie che Berkshire aveva acquistato solo pochi trimestri prima. Il settore healthcare rappresenta oggi meno del 2% dell’intero portafoglio, contro una capitalizzazione di mercato globale del settore che supera i 9.200 miliardi di dollari, con ricavi trailing twelve months di oltre 2.000 miliardi e utili netti di 225 miliardi.

Questa assenza non è casuale, ma riflette lo stile conservatore e selettivo di Buffett e del suo successore. Tuttavia, proprio questa scelta offre agli investitori individuali un’occasione per divergere in modo consapevole. Mentre è saggio trarre ispirazione dai grandi investitori, le loro esigenze, priorità e risorse sono radicalmente diverse da quelle di un risparmiatore medio. Seguire ogni loro mossa alla lettera potrebbe significare rinunciare a interi universi di opportunità. Il settore sanitario, con una capitalizzazione complessiva che lo rende uno dei più grandi al mondo, rappresenta una di queste.

Un settore resiliente e in crescita

L’industria della salute è tra le più resilienti e innovative dell’economia globale. Secondo varie proiezioni, il mercato globale dei servizi sanitari crescerà da circa 9.255 miliardi di dollari nel 2025 a oltre 11.222 miliardi entro il 2029, con un CAGR intorno al 4,9-7%. Il solo mercato farmaceutico mondiale, che nel 2024 valeva circa 1,74 trilioni di dollari, è diretto verso i 2 trilioni e oltre entro pochi anni, spinto da malattie croniche, invecchiamento della popolazione e innovazione.

Offre opzioni per ogni stile di investimento: da chi cerca crescita esplosiva a chi preferisce stabilità e reddito da dividendi. Nel segmento della crescita aggressiva, per esempio, spiccano le aziende farmaceutiche e biotecnologiche attive nel mercato dei farmaci per la perdita di peso. Eli Lilly ha visto esplodere i risultati grazie ai suoi trattamenti contro l’obesità. Nel 2025 i ricavi totali hanno raggiunto i 65,2 miliardi di dollari, in crescita del 45% rispetto all’anno precedente, con un EPS salito dell’86% a 24,21 dollari. Per il 2026 la guidance indica ricavi tra 80 e 83 miliardi di dollari, pari a un aumento del 25% al punto medio, trainato soprattutto da Mounjaro e Zepbound, i cui ricavi combinati nel 2025 hanno superato i 36 miliardi. Il mercato globale dei farmaci GLP-1 per obesità e diabete è previsto crescere da circa 10 miliardi attuali fino a 126 miliardi entro il 2029, con la sola obesità che potrebbe valere 69 miliardi. Secondo stime precedenti, l’intero mercato dell’obesità potrebbe avvicinarsi ai 100 miliardi entro la fine del decennio. La storia di crescita di Eli Lilly potrebbe avere ancora molti capitoli da scrivere, sostenuta da lanci come Orforglipron e dall’espansione internazionale.

I titoli da osservare

Investitori orientati alla crescita possono guardare anche a nuove entranti come Viking Therapeutics, o esplorare il vasto mondo della biotecnologia, dove terapie all’avanguardia promettono potenziali guadagni straordinari in caso di successi clinici. Un esempio concreto arriva da Intellia Therapeutics, che ha avviato la submission rolling per il suo candidato di gene editing contro l’angioedema ereditario. Gli analisti più ottimisti indicano target price fino a 106 dollari, con stime di vendite potenziali per il prodotto di punta intorno agli 11,9 miliardi di dollari entro il 2030, mentre il consenso medio di prezzo target si attesta intorno ai 25 dollari, implicando upside significativo dal livello attuale.

Dall’altro lato dello spettro, gli investitori più cauti o in cerca di reddito trovano nel settore sanitario un terreno fertile. I pazienti hanno bisogno di farmaci e procedure indipendentemente dal ciclo economico, il che garantisce una crescita degli utili relativamente stabile. Molte aziende del comparto hanno quindi la solidità finanziaria per distribuire e incrementare i dividendi. Johnson & Johnson e Abbott Laboratories hanno aumentato i loro dividendi per oltre cinquant’anni consecutivi, guadagnandosi un posto nell’esclusivo club dei Dividend Kings. Questo mix di crescita costante (il settore healthcare providers genera ricavi pro capite globali di circa 1.100 dollari nel 2026) e remunerazione per gli azionisti rende il comparto particolarmente attraente per portafogli difensivi.

Buffett sta sbagliando?

Naturalmente, ignorare completamente le scelte di Warren Buffett e Greg Abel sarebbe ingenuo. Il loro approccio ha dimostrato nel tempo una straordinaria efficacia, soprattutto nella capacità di evitare bolle speculative e di concentrarsi sul valore duraturo. Ma il mercato evolve, e ciò che funziona per un conglomerato da centinaia di miliardi di dollari non sempre si adatta alle esigenze di un investitore privato. Berkshire Hathaway può permettersi di concentrarsi su poche grandi scommesse sicure.

Un investitore individuale, invece, beneficia della diversificazione e può cogliere tendenze strutturali come l’invecchiamento demografico (con la spesa sanitaria USA prevista in crescita all’8% annuo fino al 2029, raggiungendo 990 miliardi solo per i farmaci), i progressi nella medicina personalizzata, l’espansione della classe media nei mercati emergenti e l’innovazione continua. Anche periodi di rallentamento economico tendono a colpire meno duramente le aziende sanitarie rispetto ad altri settori ciclici. Questo non significa che il comparto sia immune da rischi: ritardi regolatori, fallimenti clinici, contenziosi legali o cambiamenti nelle politiche di rimborso possono influenzare pesantemente i risultati. Eppure, nel complesso, la traiettoria di fondo rimane ascendente, con EBITDA del settore healthcare USA stimato in crescita del 5-10% annuo nei prossimi anni.

Seguire le orme di Warren Buffett e Greg Abel rimane un esercizio utile per imparare disciplina e pazienza negli investimenti. Ma la vera saggezza sta nel sapere quando discostarsi. Il settore sanitario, ampiamente trascurato dal duo di Berkshire Hathaway, offre oggi un mix unico di innovazione dirompente (con il solo mercato dei dispositivi medici diretto verso 1.020 miliardi entro il 2031) e solidità difensiva. Chi saprà esplorarlo con criterio, bilanciando rischio e opportunità, potrebbe scoprire uno dei terreni più fertili per la costruzione di ricchezza a lungo termine. In un mondo dove l’intelligenza artificiale promette di creare il primo trilionario, la salute del corpo umano resta comunque il bisogno più fondamentale. E gli investitori che lo capiranno per tempo potrebbero trovarsi in ottima compagnia.