Visite fiscali Inps, quanto è probabile il controllo durante la malattia? I dati aggiornati su certificati inviati, visite effettuate e percentuali nel pubblico e nel privato.
Con quale frequenza passa davvero il medico dell’Inps - incaricato di svolgere la visita fiscale - quando si è in malattia?
I nuovi dati ufficiali dell’Istituto ci permettono di rispondere con precisione a questa domanda, chiarendo ogni quante assenze viene disposta una visita fiscale.
Per quanto il rischio di ricevere il controllo sia talmente rilevante da far sì che ogni lavoratore sia attento a rispettare l’obbligo di reperibilità, il passaggio del medico non è affatto scontato. Anzi, se guardiamo ai dati dell’Inps sui certificati di malattia e li confrontiamo con il numero di visite effettuate, emerge che la probabilità di controllo è più bassa di quanto si possa pensare.
Ovviamente la sola possibilità di subire una sanzione severa, con il rischio persino di licenziamento, dovrebbe bastare per far sì che le regole previste in caso di malattia, con il lavoratore che deve essere reperibile presso il proprio domicilio - o comunque presso un altro indirizzo come indicato nel certificato medico - negli orari delle visite fiscali, vengano sempre rispettate.
Il fatto che le probabilità che possa passare il medico siano relativamente basse, quindi, va visto come un elemento informativo e non come una giustificazione a uscire di casa a ogni orario.
Ma di che numeri stiamo parlando? Per rispondere dobbiamo prendere i dati Inps più aggiornati, quelli relativi al secondo trimestre del 2025, comunicati dall’Istituto nell’osservatorio sul polo unico di tutela della malattia.
Quante probabilità ci sono che passi la visita fiscale?
Come vedremo di seguito, le probabilità che passi la visita fiscale durante la malattia sono molto basse.
Guardiamo, ad esempio, a quanto successo nel secondo trimestre del 2025 - quindi da aprile a giugno 2025 - quando all’Inps sono stati segnalati 3.529.262 eventi di malattia.
Nel dettaglio, 798.455 sono i certificati riferiti ai dipendenti pubblici, 2.730.807 invece nel settore privato.
In totale, le visite mediche di controllo, nello stesso periodo, sono state 215.495, di cui 83.181 nel pubblico e 132.314 nel privato.
Questo ci dice che, considerando la totalità dei 3.529.262 eventi di malattia registrati nel secondo trimestre del 2025, solamente nel 6,11% dei casi è stata disposta una visita fiscale. Poco più di 6 su 100 quindi.
La percentuale è più alta nel settore pubblico: considerando 798.455 eventi di malattia e 83.181 visite effettuate, ne risulta che c’è il 10,42% di probabilità di ricevere un controllo. Nel privato, invece, la percentuale è più bassa: 4,85%.
C’è quindi una probabilità minima di ricevere un controllo, ma va detto che nonostante ciò il numero di coloro che rispettano le regole previste dalla normativa è elevato: sul totale delle visite fiscali effettuate, infatti, gli assenti ingiustificati sono stati 24.215, pari all’11,24%.
Quando la visita fiscale è più probabile
Generalmente, quindi, la probabilità che passi la visita fiscale è alquanto remota: poco più di 10 casi su 100 nella Pubblica Amministrazione, poco più di 4 su 100 nel settore privato.
Molto poi dipende dalla situazione del lavoratore. Ad esempio, è raro - ma comunque non è detto che non succeda - che la visita fiscale passi già al primo evento di malattia registrato nell’ultimo anno, più probabile, invece, nei casi di recidiva.
Inoltre, specialmente nel caso dei lavoratori soggetti al Polo unico dell’Inps, la visita fiscale viene disposta per quegli eventi più probabilmente passibili di riduzione della prognosi. Va detto, però, che solamente in 3.080 casi, l’1,43%, è successo che a seguito del controllo sia stato ridotto il periodo di malattia, mentre nel 79,97% la prognosi è stata confermata.
Guardando ai dati, comunque, non sembra esserci stato un cambio di rotta rispetto al periodo precedente al 2017, prima che venisse utilizzato il tanto pubblicizzato cervellone dell’Inps. Le visite di controllo effettuate riguardano ancora un numero limitato di eventi di malattia: basti pensare che sul totale di certificati inviati nel secondo trimestre del 2025, solamente lo 0,09% ha subito la riduzione della prognosi a seguito di controllo del medico, mentre solo lo 0,69% viene sanzionato per mancato rispetto degli orari delle visite fiscali.
Ovviamente il fatto che la visita fiscale sia così poco probabile non deve rappresentare un incentivo a trasgredire le regole. Anche se le probabilità sono basse, il rischio di essere sanzionati per mancato rispetto della normativa esiste e specialmente nel caso di recidiva c’è persino la possibilità di perdere il lavoro.
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