Virgin Galactic torna a vendere biglietti per lo spazio a 750.000 dollari con il nuovo SpaceShip: voli da 90 minuti e lanci attesi a fine 2026.
Virgin Galactic ha ripreso la vendita di biglietti per i voli suborbitali, fissando il prezzo a 750.000 dollari a persona. Le prenotazioni sono aperte da lunedì scorso. Si tratta di un aumento sensibile rispetto ai 450.000 dollari praticati nel 2021, già allora considerati fuori dalla portata della maggior parte dei viaggiatori, e ben lontani dai 200.000/250.000 dollari delle prime 800 prenotazioni, vendute per circa tre quarti prima che la società avviasse progressivamente i rincari.
La pausa commerciale era iniziata a giugno 2024, dopo il completamento di sette missioni consecutive con il velivolo VSS Unity. La decisione fu motivata dalla necessità di contenere i costi e concentrare le risorse sullo sviluppo di una nuova generazione di spazioplani.
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Come funzioneranno e quando partiranno i nuovi voli
Il velivolo su cui punta ora la società si chiama SpaceShip. Secondo il CEO Michael Colglazier, l’assemblaggio è quasi ultimato e i test a terra dovrebbero iniziare ad aprile. L’avvio delle operazioni commerciali è previsto per la fine del 2026, in linea con il piano di incremento progressivo della frequenza di volo.
I voli durano circa novanta minuti e raggiungono un’altitudine compresa tra 80 e 90 chilometri, al di sopra del limite riconosciuto dalla FAA e dall’aeronautica militare statunitense come confine dello spazio, ma sotto la Linea di Kármán, fissata a 100 chilometri dall’accordo internazionale. A bordo, i passeggeri sperimentano alcuni minuti di microgravità prima del rientro.
La storia (travagliata) di Virgin Galactic
Virgin Galactic fu fondata da Richard Branson nel 2004 con l’obiettivo di affermarsi nel nascente settore del turismo spaziale. Il percorso fu tutt’altro che lineare: nel 2014 un velivolo di prova si schiantò nel deserto californiano a causa di procedure di sicurezza inadeguate, causando la morte di un pilota.
Nel luglio 2021 Branson effettuò il suo volo inaugurale, anche se fonti successive riferirono che lo spazioplano aveva deviato dalla tratta prevista durante la salita. I voli commerciali veri e propri presero il via solo nel giugno 2023, con la missione Galactic 01 che portò in orbita suborbitale tre membri dell’Aeronautica militare italiana e del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Seguirono altre sei missioni a cadenza quasi mensile, fino all’interruzione del 2024.
Turismo spaziale: cosa aspettarsi ora?
Il rilancio di Virgin Galactic avviene in un momento in cui la concorrenza nel turismo spaziale suborbitale è praticamente assente. All’inizio dell’anno Blue Origin ha annunciato la sospensione dei propri voli suborbitali per almeno due anni, per concentrarsi sullo sviluppo dei moduli lunari destinati al programma Artemis della NASA.
Con Jeff Bezos temporaneamente fuori dai giochi, l’iniziativa di Branson si trova senza rivali diretti nel settore, che resta tuttavia un mercato di dimensioni limitate: i prezzi elevati, necessari per ammortizzare i costi di sviluppo dei velivoli riutilizzabili, restringono la platea dei potenziali acquirenti. Virgin Galactic ha riconosciuto che i propri voli commerciali finora non hanno generato ricavi significativi. Il nuovo spazioplano, progettato per volare con maggiore frequenza e costi operativi più bassi, è la scommessa con cui la società intende cambiare i conti.
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