Un Paese africano arriva nello spazio. Grazie all’Italia

Ilena D’Errico

22 Maggio 2026 - 23:13

Questo Paese africano sta accelerando vertiginosamente lo sviluppo spaziale, anche grazie all’Italia, che non è certo poco ricompensata dal suo contributo.

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Con tutto lo scompiglio che sta coinvolgendo il mondo nell’ultimo periodo, i progressi di un Paese africano nello spazio sono passati in secondo piano tra gli italiani, dimenticando che proprio l’Italia sta avendo un ruolo determinante. Si tratta del Kenya, che sta sviluppando la sua industria spaziale a un ritmo senza precedenti, anche grazie alla rafforzata cooperazione con l’Italia. Il Belpaese si sta infatti ritagliando un posto di tutto rispetto nella space economy, anche in maniera autonoma rispetto alle iniziative europee e alle missioni internazionali. Dall’incremento della collaborazione con il Kenya, però, l’Italia si aspetta soprattutto la cementificazione di un ponte stabile con l’Africa, un elemento centrale del Piano Mattei.

La cooperazione spaziale Italia-Kenya cresce a dismisura

Proprio in questa primavera la premier Giorgia Meloni ha ricevuto il presidente keniota William Ruto per consolidare nuovi accordi in tema spaziale, ma anche per la difesa, il commercio e l’energia. A tal proposito, la premier ha dichiarato:

Non posso dimenticare il settore spaziale, ambito nel quale già da tempo Italia e Kenya lavorano insieme e nel quale Nairobi gioca un ruolo da protagonista in Africa. E’ nostra intenzione potenziare il centro spaziale Luigi Broglio di Malindi per renderlo un hub continentale di informazione ed eccellenza.

Di fatto, il partenariato Roma-Nairobi nel settore spaziale non è frutto di un’intesa improvvisa, ma di un lungo lavoro diplomatico portato avanti da entrambe le potenze in favore degli obiettivi comuni. Il Piano Mattei è soltanto uno degli aspetti del rapporto di privilegio tra Italia e Kenya, che hanno recentemente esteso i propri accordi bilaterali spaziando dall’energia all’intelligenza artificiale, dagli scambi commerciali al settore agroalimentare, dal turismo alla manifattura. Per il Kenya ci sono in palio soprattutto i benefici derivanti dagli ambiti di intervento del piano, per l’appunto:

  • istruzione e formazione professionale;
  • sanità, attraverso la telemedicina e nuovi ospedali;
  • acqua, con la realizzazione di infrastrutture per garantire l’accesso idrico;
  • agricoltura (sicurezza alimentare, sostenibilità e gestione delle risorse idriche);
  • energia, con particolare rilievo a quelle rinnovabili;
  • infrastrutture fisiche e digitali per perseguire gli obiettivi fissati, valorizzando le risorse dei Paesi aderenti.

La cooperazione spaziale rientra invece nei settori complementari, come anche la collaborazione culturale e le iniziative per i giovani, ma sta assumendo un’importanza crescente. Per l’Italia, in particolare, è tra gli ambiti che offrono il maggiore vantaggio tra gli scambi con Nairobi. Le caratteristiche del Paese offrono a Roma un grande spazio di espansione dei centri spaziali, ma le permettono anche di mettere sul piatto un contributo non da poco.

La base di Malindi gestita dalla Stazione spaziale italiana avrà un ruolo essenziale nell’espansione italiana nel settore, presto utilizzata per il lancio di satelliti di osservazione. La stessa base, insieme agli altri avamposti spaziali italiani in Kenya, risulta oggi indispensabile per la partnership. Malindi sarà infatti impiegata per la formazione di studenti, scienziati e ingegneri spaziali in Kenya, rafforzando la competenza locale per l’interesse di entrambi gli Stati.

Di certo il Kenya sta correndo senza sosta per accelerare il programma spaziale nazionale, che non dipende soltanto dalla base di Malindi, per quanto si tratti di un centro nevralgico. Nairobi sta lavorando a un accordo con la società kazaka Ghalam Llp, specializzata nello sviluppo di veicoli spaziali e componenti dell’industria spaziale, ma è soltanto una delle tante cooperazioni tecnologiche in programma. L’industria spaziale risulta infatti fondamentale per lo sviluppo tecnologico e anche economico del Paese, ponendosi come uno strumento per la raccolta dati, la ricerca e la pianificazione nelle aree strategiche di maggior rilievo. Sul punto il presidente Ruto ha ribadito:

Il Kenya incoraggia il rafforzamento delle conoscenze e delle competenze locali per favorire la raccolta di dati accurati, migliorare la ricerca di base e sostenere la pianificazione e lo sviluppo nazionale informato.

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