Tra il 13 e il 15 maggio (e non solo) c’è l’occasione di osservare alcuni degli eventi celesti più attesi e suggestivi. E puoi farlo anche ad occhio nudo
Ci sono notti in cui il cielo sembra limitarsi a brillare. E poi ci sono albe che trasformano la volta celeste in un palcoscenico silenzioso, dove Luna e pianeti si rincorrono fino a sfiorarsi. Maggio 2026 sarà uno di quei mesi capaci di riportare milioni di occhi all’insù, senza bisogno di telescopi professionali o competenze da astrofisici.
Tra falci lunari sottilissime, pianeti luminosi e incontri ravvicinati visibili persino a occhio nudo, il firmamento offrirà alcuni degli spettacoli più suggestivi dell’anno. E la cosa più sorprendente è che basterà una sveglia puntata all’alba - o una sera lontano dalle luci della città - per assistere a quei fenomeni che gli appassionati chiamano poeticamente “baci celesti”. Un nome romantico, sì, ma dietro cui si nasconde un evento astronomico molto reale.
Cosa sono i baci celesti?
Quando si parla di “baci celesti”, in astronomia, ci si riferisce alle cosiddette congiunzioni astrali: fenomeni in cui due o più corpi celesti appaiono vicinissimi tra loro nel cielo osservato dalla Terra. Non si tratta di un vero incontro fisico nello spazio, perché tra Luna, pianeti e stelle continuano a esserci milioni di chilometri di distanza, ma di un effetto prospettico che crea un colpo d’occhio straordinario. Ed è proprio questa apparente “vicinanza” a rendere le congiunzioni tra gli eventi astronomici più amati anche da chi non segue abitualmente il cielo notturno.
I baci celesti sono considerati una perfetta forma di “astronomia pop” perché, nella maggior parte dei casi, sono osservabili senza strumenti professionali. I più spettacolari coinvolgono spesso la Luna e pianeti molto luminosi come Venere, Giove o Saturno, facilmente riconoscibili anche a occhio nudo. In alcuni casi basta guardare verso Est prima dell’alba o verso Ovest dopo il tramonto per vedere due astri brillare quasi affiancati. Un binocolo o un piccolo telescopio possono migliorare l’esperienza, permettendo ad esempio di distinguere gli anelli di Saturno o alcuni dettagli della superficie lunare, ma non sono indispensabili per godersi lo spettacolo.
Luna protagonista prima il 13 e poi il 15 maggio
Il primo appuntamento da segnare sul calendario è quello del 13 maggio 2026. Intorno alle 4:30 del mattino, poco prima dell’alba, una sottilissima falce di Luna calante sorgerà sull’orizzonte orientale accompagnata da Saturno. Il cosiddetto “Signore degli Anelli” apparirà molto vicino al nostro satellite naturale, creando uno dei baci celesti più suggestivi della primavera. La Luna sarà visibile nella costellazione dei Pesci, mentre Saturno si troverà in quella della Balena. In condizioni meteo favorevoli, il fenomeno potrà essere osservato anche a occhio nudo, ma chi utilizzerà un binocolo o un piccolo telescopio potrà cogliere dettagli ancora più affascinanti, compresi gli anelli del pianeta e persino Nettuno poco distante.
Due giorni dopo, all’alba del 15 maggio, il cielo concederà il bis. Stavolta la Luna incontrerà Marte, il celebre Pianeta Rosso. Anche in questo caso bisognerà guardare verso Est tra le prime luci del mattino, intorno alle 5:00. La falce lunare apparirà ancora più sottile e sorgerà nella costellazione dell’Ariete, mentre Marte sarà visibile nei Pesci. Il fenomeno durerà per buona parte delle ore che precedono il sorgere del Sole, ma il momento migliore per osservarlo sarà quello immediatamente prima dell’alba, quando il cielo sarà abbastanza scuro da far risaltare entrambi gli astri.
Per una visione ottimale conviene scegliere luoghi lontani dall’inquinamento luminoso, con un orizzonte libero da edifici o montagne.
E non è finita: ecco le altre “sorprese” astronomiche di maggio
Il cielo di maggio, però, non si fermerà ai due incontri tra Luna, Saturno e Marte. Tra il 18 e il 20 maggio 2026 arriverà infatti un’altra congiunzione molto attesa: quella tra Venere e Giove, due dei pianeti più luminosi del Sistema Solare. Il fenomeno sarà visibile tra il tramonto e la mezzanotte guardando verso l’orizzonte occidentale, preferibilmente da zone lontane dalle luci cittadine. In quelle sere Giove apparirà vicino alla costellazione dei Gemelli, accanto alle stelle Castore e Polluce, mentre Venere brillerà con una luminosità ancora più intensa.
La particolarità di questo bacio celeste sarà il forte contrasto luminoso tra i due pianeti, capace di creare un effetto visivo molto scenografico anche senza strumenti. Con un telescopio sarà possibile osservare alcune bande nuvolose di Giove e, nelle condizioni migliori, persino satelliti come Io e Ganimede. Secondo gli astronomi, le particolari condizioni atmosferiche di queste sere potrebbero accentuare una rara sensazione di tridimensionalità del cielo, rendendo l’esperienza ancora più immersiva.
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