Cosa c’entra un villaggio del Tirolo con il coronavirus in Nord Europa

Coronavirus: tra le tante storie sulla sua diffusione, c’è quella del piccolo villaggio del Tirolo che ha infettato molti cittadini del Nord Europa. Ecco perché.

Coronavirus in Nord Europa per colpa di un piccolo villaggio tirolese? La domanda potrebbe sembrare assurda, ma la risposta più plausibile è positiva.

Tra le tante storie di contagi e diffusioni rapide e capillari dell’epidemia nel mondo, infatti, è emersa quella legata al paradiso sciistico del Tirolo. Da qui, infatti, si sono infettati molti turisti nord-europei, che sono soliti trascorrere le vacanze invernali nel piccolo villaggio di Ischgl.

L’aspetto più inquietante di tutta la vicenda, però, è legato all’atteggiamento superficiale delle autorità tirolesi. Anzi, all’approccio economico e del profitto preferito alla responsabilità sanitaria.

Norvegia, Danimarca, Svezia, la città di Amburgo potrebbero avere meno contagi se Ischgl si fosse mosso in tempo, chiudendo le sue attrazioni turistiche. Ecco, quindi, cosa c’entra un villaggio del Tirolo con il coronavirus in Nord Europa.

Coronavirus in Nord Europa e il piccolo villaggio del Tirolo

I fatti accertati raccontano che molti dei contagi in Norvegia, in Danimarca e in Svezia hanno avuto origine in un villaggio di circa 1.500 persone nel Tirolo, Ischgl. Quest’ultimo calcola almeno 400 positivi al coronavirus, un numero rilevante considerando gli abitanti complessivi.

Le stime dicono anche che sempre dal minuscolo centro austriaco - e dalla catena di contagi da esso generato - si siano infettate migliaia di persone in Europa. Come è possibile?

Tutto è iniziato il 29 febbraio, quando un gruppo di turisti islandesi è tornato a casa dopo aver trascorso una settimana di vacanza a Ischgl. Molti di loro, sottoposti a test per il coronavirus, sono risultati positivi.

La stessa scena si è ripetuta nei giorni successivi con protagonisti danesi, austriaci e norvegesi: tutti infettati a seguito di vacanze trascorse proprio nel Tirolo.

A nulla è servito l’allarme lanciato immediatamente dalle autorità islandesi, che pretendevano di far dichiarare il piccolo villaggio tirolese zona rossa.

Le autorità del Tirolo hanno atteso altre due settimane prima di chiudere tutti gli impianti sciistici e i locali aperti ai turisti. Fino a quando il ministero della Salute e dell’Interno austriaci non hanno ordinato a tutte le persone che erano state a Ischgl di mettersi in quarantena, nulla era cambiato nel paesino.

Intanto, però, il coronavirus era già in viaggio da giorni nel Nord Europa, infettando migliaia di persone.

Il Tirolo sotto accusa per la diffusione del coronavirus

Ora il piccolo villaggio tirolose è isolato. Tanti sono i casi di coronavirus accertati. Intanto, però, le accuse contro le autorità del Tirolo si moltiplicano.

Secondo la stampa austriaca il desiderio di profitto proveniente dai guadagni delle attività turistiche legate allo sci hanno prevalso sulla consapevolezza del rischio contagio.

Fino all’ultimo, infatti, le autorità tirolesi hanno minimizzato la presenza del coronavirus nel loro territorio, mantenendo aperti bar, locali, stazioni sciistiche.

Così, il coronavirus si è ampiamente diffuso grazie anche a un piccolo paesino tirolese.

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