Verbali Fed Luglio 2019, indizi su nuovi tagli dei tassi?

L’estensioni delle divisioni interne al FOMC nei verbali Fed dell’ultima riunione che ha portato al primo taglio dei tassi in 10 anni

Verbali Fed Luglio 2019, indizi su nuovi tagli dei tassi?

I verbali Fed sono stati rilasciati oggi, 22 Agosto, il giorno prima dell’atteso discorso di Jay Powell al simposio di Jackson Hole. In un clima sempre più teso fra la Banca Centrale USA e Donald Trump, il presidente della Fed sarà chiamato a rispondere a distanza alle critiche sempre più accese del tycoon. Proprio ieri, quest’ultimo ha chiesto un taglio dei tassi d’interesse di 100 punti base, accompagnato “da un po’ di Quantitative Easing.

I minute odierni, relativi alla riunione FOMC del 31 Luglio, aiutano a comprendere quanto hanno influito le pretese del presidente USA sul primo taglio in 10 anni. E perché Powell ha tenuto a precisare che esso “non rappresenta necessariamente l’inizio di una lunga serie di tagli”, ma piuttosto un aggiustamento.

Verbali Fed: le divisioni del FOMC

Wall Street non aveva preso bene il discorso del chairman della Federal Reserve. Le sue parole, anzi, avevano spinto al ribasso i listini statunitensi, forse provati dal fatto che la Fed, nel 2018, ha alzato i tassi ben quattro volte.

Alcuni membri del Federal Open Market Committee avevano lasciato la porta aperta per tagli più bassi, ma le attese del mercato erano comunque diverse. I minute Fed daranno un’idea dell’estensione delle divisioni all’interno della Commissione all’ultima riunione.

Minutes FOMC: taglio come misura di metà ciclo

I minute diffusi oggi rivelano che, sebbene è evidente che ci siano posizioni diverse all’interno del FOMC, le pressioni del presidente Trump non sono troppo sentite dai suoi membri.

Sebbene diversi membri hanno infatti messo in luce l’esigenza di maggiore flessibilità e un paio volevano un taglio di 50 punti base, in molti non avrebbero voluto fare nulla.

Coloro i quali erano più favorevoli al taglio, si legge nei verbali Fed, avevano evidenziato il rallentamento della crescita e i rischi elevati dell’economia globale e dell’inflazione.

Al tempo stesso, alcuni membri del FOMC avevano espresso la preoccupazione che un taglio ai tassi d’interesse poteva essere percepito come un segnale negativo sullo stato dell’economia statunitense. In molti si erano detti dubbiosi sull’efficacia del Quantitative Easing.

Molti membri, comunque, pare vedessero il taglio “come parte di una ricalibrazione, o un aggiustamento di metà ciclo”. Dobbiamo tener presente che i verbali Fed di Luglio hanno colto un momento in cui le prospettive sull’economia globale erano molto diverse. Trump non aveva ancora rotto la traballante tregua con la Cina, e l’Europa era molto più stabile: l’Italia aveva un governo e la Germania non era a rischio recessione. La visione era dunque più ottimistica.

Come fa notare Adam Button di ForexLive, se già molti membri, come si legge negli ultimi verbali Fed, erano inclini ad apportare uno o due ulteriori tagli ai tassi, alla luce degli ultimi sviluppi sull’economia domestica e globale il FOMC potrebbe accordarsi su altri due o quattro tagli nel corso delle prossime riunioni.

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1 commento

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GGM • Agosto 2019

Chissà se per la prima volta nella storia sarà la FED ad avvicinarsi alla politica monetaria della BCE o sarà ancora la BCE a seguire la FED

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